Luglio con il Festival Pontino
Grandi maestri, giovani talenti, programmi originali per una proposta varia e di qualità
21 giugno 2026 • 2 minuti di lettura
Il Festival Pontino è giunto alla sua sessantaduesima edizione, che si dirama dai corsi del Campus internazionale di Musica di Sermoneta e porta la musica nel sud della provincia di Latina, tra castelli, abbazie e note località marine.
Il festival avrà un’anteprima il 2 luglio con un recital di Filippo Tenisci, giovane talento del pianoforte che suonerà nella sala affrescata da Federico e Taddeo Zuccari nel Palazzo Cetani di Cisterna di Latina: nel programma spiccano alcune trascrizioni lisztiane di musiche di Wagner. Il concerto inaugurale si svolgerà il giorno successivo in un’altra residenza dei Caetani, il castello di Sermoneta, e sarà dedicato a Goffredo Petrassi e in particolare a sue quattro composizioni per ottoni, dirette da Marcello Panni, che di Petrassi è stato allievo. Si prosegue nella stessa sede il 4 con il violinista Davide Alogna e il pianista Enrico Pace. Il 5 il Quintetto di fiati dell’Accademia di Santa Cecilia suona trascrizioni di musiche d’opera e da film in quel luogo magico che è l’abbazia di Fossanova. L’8 suonerà a Latina il Trio Rinaldo, vincitore del Concorso “Alberto Burri” di Città di Castello nel 2024 e del premio Farulli della critica musicale italiana nel 2025.
Dal 9 al 13 si svolgono gli Incontri Internazionale di Musica Contemporanea. Il primo giorno il duo pianistico Bellocchio-Piemonti rende omaggio ad Alessandro Solbiati, docente storico dei Corsi di Sermoneta, e a György Kurtag, in occasione del settantesimo anniversario del primo e del centesimo del secondo. Il 10 e l’11 suona il Quartetto Maurice: nel primo concerto esegue musiche di Beat Furrer e Helmut Lachenmann e una prima assoluta di Edoardo Dadone, nel secondo concerto prime esecuzioni di composizioni di Ivan Fedele, Marco Sau, Jean-Luc Hervé e Marco Stroppa. Gli Incontri di Musica Contemporanea si concludono il 13 luglio con l’esecuzione dei pezzi scritti dagli allievi del Workshop di composizione di Sermoneta.
Il 14 e il 15 il Quartetto Lyskamm accosta Schubert a Webern e Solbiati. Nei giorni seguenti suonano il duo Ivos Margoni (violino) e Nicola Possenti (pianoforte) e poi il Jazzphony Sextett, un’originale formazione composta da cinque archi e un vibrafono, che fonde temi operistici e jazz. Il 21 otto arpe rendono omaggio a Ursula Holliger, eccezionale arpista e storica docente dei corsi di Sermoneta. Il 22 il Dario Rogato Sextet celebra i grandi jazzisti americani degli anni ’60 ne ’70.
Il violinista Marco Rizzi, il violoncellista Giovanni Gnocchi e il pianista Andrea Lucchesini non formano un trio stabile ma ogni anno si ritrovano a Sermoneta come decenti dei corsi di perfezionamento e formano un trio d’eccezione: il 24 eseguiranno musiche di Beethoven e Schubert. Poi - dopo l’originale Trio Synchordia per flauto, viola e arpa, nel cui concerto Debussy avrà il poso d’onore - Rizzi, Gnocchi e Lucchesini tornano a suonare insieme nel concerto di chiusura del 28 luglio, quando saranno affiancati dagli allievi delle loro classi.