L’autunno di Bologna Festival

Il 15 settembre l’evento straordinario “La Piazza si accende”, dal 21 settembre torna “Il Nuovo L’Antico”

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"La Piazza si accende" - Bologna Festival (anteprima videomapping - foto Bologna Festival)
"La Piazza si accende" - Bologna Festival (anteprima videomapping - foto Bologna Festival)

Riparte Bologna Festival con una programmazione autunnale che prende il via il 15 settembre con un evento straordinario ospitato in Piazza Maggiore dal titolo “La piazza si accende”, spettacolo di videomapping con concerto sinfonico basato i disegni nascosti di una facciata incompiuta. Successivamente, torna “Il Nuovo L’Antico”, la storica rassegna di Bologna Festival dedicata alla musica antica e contemporanea che si inaugura il 21 settembre con un concerto dei Tallis Scholars dal suggestivo titolo “Polifonie senza tempo”.

La piazza si accende” rappresenta un progetto di grande spettacolarità e di forte impatto culturale ideato e prodotto da Bologna Festival per celebrare uno dei monumenti più rappresentativi della storia civica ed architettonica di Bologna, la Basilica di San Petronio che si affaccia su Piazza Maggiore, con la sua facciata incompiuta. Nelle sere dal 15 al 19 settembre, a partire dalle ore 21, si vedranno proiettati sulla facciata della basilica, accompagnati dalle note di Rossini, alcuni dei progetti, mai realizzati, per il rivestimento del frontespizio. Attraverso la tecnica del videomapping, prenderanno vita alcuni dei disegni elaborati dai grandi architetti del passato, come Andrea Palladio, Giulio Romano, Baldassarre Peruzzi, il Vignola, il Terribilia, Girolamo Rainaldi, fino all’ultima dedica “green” di Mario Cucinella. La realizzazione del videomapping è affidata al video-artist Luca Agnani, figura di spicco nell’ambito della digital art, che ridisegnerà la facciata di San Petronio elaborando i bozzetti storici oggi custoditi nel museo della basilica.

Orchestra Senzaspine - Matteo Parmeggiani
Orchestra Senzaspine - Matteo Parmeggiani

La serata inaugurale del 15 settembre ore 21 prevede un concerto sinfonico dell’Orchestra Senzaspine diretta da Matteo Parmeggiani con un programma incentrato su autori legati alla civiltà musicale bolognese quali Gioachino Rossini, Ottorino Respighi e Richard Wagner; prima del concerto lo storico dell’arte Luigi Ficacci e l’architetto Mario Cucinella dialogheranno insieme per introdurre il progetto nelle sue valenze storico-architettoniche.

Dal 21 settembre al 27 ottobre, presso l’Oratorio di San Filippo Neri, si svolgerà invece il ciclo di concerti “Il Nuovo L’Antico” dedicato alla musica antica e contemporanea. Il cartellone 2022 sviluppa una particolare attenzione sulla musica per strumenti a tastiera, nuovi o antichi, tradizionali o preparati, elettronici o giocattoli con programmi che innestano i Preludi di Couperin su Játékok di Kurtág come nei folgoranti “Aforismi” impaginati dalla pianista Maria Grazia Bellocchio (26 settembre) o percorrono la produzione per tastiera preclassica o protoromantica di C.P.E Bach, Mozart e Haydn come nell’excursus al fortepiano di Andreas Staier (20 ottobre). Emanuele Arciuli (11 ottobre) nel suo American Landscapes per cinque tastiere scorre da John Cage a George Crumb, Missy Mazzoli o Marga Richter passando da un clavicembalo a un toy piano, da un pianoforte preparato ad un pianoforte a coda o una tastiera elettronica. Nuovo e Antico si intersecano alla perfezione nelle polifonie vocali dei Tallis Scholars, in apertura di rassegna il 21 settembre nella Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano: il sacro minimalismo di Arvo Pärt prende voce insieme ai più antichi Misere di Gregorio Allegri o Thomas Tallis.

Tallis Scholars (foto Nick Rutter)
Tallis Scholars (foto Nick Rutter)

Totalmente proiettato verso la contemporaneità il concerto del percussionista Simone Rubino (17 ottobre), protagonista di un’impressionante esibizione virtuosistica con piatti, gong, marimbe, temple-block, xilofoni, claves in pagine di Iannis Xenakis, John Cage, Keiko Abe, Tan Dun. Il violinista Enrico Onofri con il suo Imaginarium Ensemble – complesso barocco formato da Simone Vallerotonda, Alessandro Palmieri, Federica Bianchi – chiude la programmazione d’autunno riportandoci all’Antico, alla scoperta del più raro e sconosciuto territorio della “sonata a violino solo” del Seicento.

Per informazioni https: www.bolognafestival.it.

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