La VI edizione del Vicenza Opera Festival

Dal 26 al 29 ottobre 2023 al Teatro Olimpico di Vicenza torna la manifestazione ideata da Iván Fischer

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Budapest Festival Orchestra al Teatro Olimpico di Vicenza
Budapest Festival Orchestra al Teatro Olimpico di Vicenza

Torna al Teatro Olimpico dal 26 al 29 ottobre il Vicenza Opera Festival, manifestazione ideata da Iván Fischer giunta alla sua VI edizione.

Il cartellone 2023 propone sul palcoscenico del “teatro più bello del mondo” una programmazione che mette al centro un titolo come Pelléas et Mélisande, dramma lirico che Claude Debussy concluse nel 1902 musicando l’omonimo testo di Maurice Maeterlinck. Il lavoro debuttò all’Opéra-Comique di Parigi nell’aprile dello stesso anno ed è considerato una pietra miliare del teatro lirico del Novecento per i suoi forti contenuti innovativi e per certi versi rivoluzionari.

Iván Fischer (foto Akos Stiller)
Iván Fischer (foto Akos Stiller)

Nei ruoli del titolo ci sono il tenore Bernard Richter e l'eclettica Patricia Petibon; Tassis Christoyannis sarà Golaud, il basso francese Nicolas Testé interpreterà il ruolo di re Arkël, Yvonne Naef e Peter Harvey saranno rispettivamente Geneviève e un medico. Iván Fischer sarà ancora una volta impegnato nella doppia veste di direttore alla guida della Budapest Festival Orchestra e, con Marco Gandini, di regista. Italiani sono anche i costumi di Anna Biagiotti e le scenografie di Andrea Tocchio.

L'opera di Debussy è una produzione della Iván Fischer Opera Company, Müpa Budapest, Vicenza Opera Festival e Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Patricia Petibon (foto Lili Roze)
Patricia Petibon (foto Lili Roze)

Nel consueto appuntamento sinfonico inserito all’interno del festival vicentino la Budapest Festival Orchestra diretta da Fischer propone quest’anno un originale concerto a tema dal titolo “Musica Degenerata”, la musica proibita del Terzo Impero. In programma brani di autori che subirono in varie modalità l’ostracismo del regime nazista: Hanns Eisler (allievo di Schönberg e Webern, costretto a riparare negli Stati Uniti), Paul Hindemith (autore di musica “degenerata”), Erwin Schulhoff (pupillo di Dvořák, che morì in un lager nazista) e Kurt Weill (di origine ashkenazita, anche lui riparato negli States a causa delle persecuzioni razziali).

Il concerto della Budapest Festival Orchestra ribadisce il forte impegno civico di Fischer, artista che attraverso il linguaggio della musica cerca sempre di trasmettere al pubblico messaggi importanti che parlano di inclusione, convivenza e solidarietà. Ne sono un esempio i concerti in luoghi di culto abbandonati, gli eventi dedicati alle nuove generazioni e agli anziani, i momenti musicali dedicati ai bambini affetti da autismo e alle loro famiglie. In linea con questa “filosofia”, nei giorni del Vicenza Opera Festival gli strumentisti della Budapest Festival Orchestra si esibiranno in alcune case di riposo della città.

Tutte le informazioni sul sito www.quartettovicenza.org.

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