La Toscana che produce musica

Il Programma di Toscana Produzione Musica

ET

11 marzo 2026 • 3 minuti di lettura

L'Ensemble Nist Nah Will Guthrie ( Foto Remi Angeli)
L'Ensemble Nist Nah Will Guthrie ( Foto Remi Angeli)

Sono ormai centinaia le produzioni e le iniziative realizzate a partire 2022 dal progetto Toscana Produzione Musica, che il 3 marzo ha presentato a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati, una delle sedi di rappresentanza della Regione Toscana (che ne sostiene dalla nascita le attività), il programma 2026, che inizia il 15 marzo, e che si colloca nel secondo anno del suo secondo triennio FUS, avendo TPM ottenuto il riconoscimento ministeriale, oltre che quello regionale, da subito, e proprio grazie all’originalità non solo del programma ma anche del progetto. TPM va infatti valorizzando ed estendendo, per ambito territoriale e per le sempre più numerose collaborazioni, le sue linee guida, e la realizzazione della sua principale ambizione: quella di essere un centro di creazione musicale diffuso sul territorio ma coordinato, in cui si possano esprimere e valorizzare soggetti mossi da linguaggi, esigenze e prospettive diverse, e nello stesso tempo fornire un quadro concreto di risorse e possibilità. Questo anche avvalendosi delle potenziali risorse europee che creano nuove possibilità di lavoro nella musica e nel teatro: come, nell’ambito dei finanziamenti europei Horizon e più precisamente del bando “Amplify”, di cui TPM è unica realtà italiana, la trasformazione digitale nelle industrie creative e culturali.

Ma nonostante questo sguardo alle nuove tecnologie, che in questo caso si concentra attraverso il programma già citato nella dimensione a-distanza-ma-immersiva di fruizione degli eventi, il lavoro di TPM sembra avere il suo perno in una nuova e nuovamente formulata valorizzazione di identità musicali legate ad una tradizione che però si muove e si aggiorna in base all’evoluzione nel tempo dei contenuti: non per niente i due direttori artistici, Maurizio Busia e Francesco Mariotti, hanno le loro principali esperienze il primo in un’accezione molto variegata di word-music e nuove espressioni di musica popolare (Fabbrica Europa, Festival au Desert, rassegna “Dei suoni i passi”) e l’altro nel jazz. A loro si affianca come presidente di TPM Paolo Zampini, flautista con forte vocazione nella musica contemporanea nonché direttore del Conservatorio di Firenze dal 2025 al 2021.

Al PARC, il centro fiorentino per la sperimentazione delle arti performative che si trova alle Cascine, si svolgerà dal 15 marzo la rassegna “Mixitè - suoni e voci antiche e attuali”, che si apre con Massimo Silverio e la sua rivisitazione in chiave di avanguardia elettronica della canzone carnica in dialetto, e continua con voci e esperienze musicali provenienti dalla Sardegna, dalla Tunisia, dalla Mongolia, dal mondo della canzone napoletana, con nuovi protagonisti, fra cui citiamo almeno Joachim Cooder (figlio del grande Ry Cooder) in compagnia del chitarrista Adriano Viterbini (22/03), e con la conclusione (28 maggio) affidata ai Nist-Nah, ensemble di gamelan e percussioni, di stanza a Nantes, guidato dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie. Sempre al Parc dal 18 ottobre al 22 novembre è in scena il jazz contemporaneo con la rassegna “Flux - flussi di musica creativa”, per cui in questa quinta edizione 2026 troveremo il chitarrista statunitense Marc Ribot, la flautista di Chicago Nicole Mitchell, Mary Halvorson, compositrice e chitarrista ai confini tra avanguardia jazz e rock. Tutti questi concerti si svolgono la domenica alle 19.

Ma, come detto, Toscana Produzione Musica punta ad un’estensione in una prospettiva regionale, nazionale e internazionale delle proprie attività a produzioni, e ad una concreta sostenibilità di queste produzioni e di questi artisti. Ciò avviene con le collaborazione con Met Jazz di Prato, Estate Fiesolana, Città del Teatro a Cascina, Pisa Jazz Festival; con l’istituzione di residenze artistiche in cui il musicista possa sviluppare le proprie ricerche; ma soprattutto con la promozione dei progetti già sperimentati e più riusciti. Va in questa direzione “La finestra di Puccini”, omaggio al compositore lucchese dell’affermato pianista jazz Danilo Rea con Michel Godard alla tuba e serpentone, che vedrà una nuova fase di circuitazione grazie alla pubblicazione del disco ad aprile; e il rilancio di “Solo una cosa ho avuto nel mondo”, ispirato alla “Ricotta” di Pier Paolo Pasolini, con l’attrice Monica Demuru e il musicista Cristiano Calcagnile, che saranno il 26 marzo in Messico, invitati dall’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, e il 29 aprile a Torino, alla Scuola Holden, in occasione del Torino Jazz Festival.

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