A Siena un Requiem per Giulia Cecchettin
Un oratorio civile commissionato al compositore Andrea Mannucci dall’Accademia Chigiana a Siena sarà eseguito in prima esecuzione assoluta in Sant’Agostino, il 15 luglio, nel cartellone dell’Estate Chigiana.
09 giugno 2026 • 3 minuti di lettura
Il Requiem per Giulia per voci recitanti, soprano, coro, pianoforte, ensemble di percussioni, archi ed elettronica è una composizione di Andrea Mannucci su commissione dell’Accademia Chigiana di Siena. Mannucci è un plurieseguito compositore, presente nei più importanti festival e rassegne di musica contemporanea come Festival Pontino, Nuova Consonanza - Roma, Musica nel nostro tempo - Milano, Traiettorie – Parma, Tage Neue Kammermusik – Braunschweig. Vanta un alto numero di esecuzioni in Europa, Stati Uniti, Cuba, Messico, Nuova Zelanda, e ha ricevuto commissioni da teatri e ensemble come Théatre Rive Gauche, il Quartetto Arditti, il G.a.m.o. di Firenze. E’ pubblicato da Suvini Zerboni. Fra i lavori in qualche modo accostabili per carattere, tematiche, impegno e impianto compositivo a questa nuova partitura, commissionata, come detto, dall’Accademia Chigiana, citiamo almeno l’opera da camera Moro eseguita a Parigi nel 2011, Tra carne e cielo su testi di Pasolini eseguito dal G.a.m.o. nel cartellone dell’Estate Fiorentina 2022 e la cantata sacra Vespro Universale eseguita sempre nel 2022 a Roma in San Giovanni in Laterano.
In questo caso lo spunto è fornito da uno dei casi di femminicidio che hanno colpito di più l’opinione pubblica, l’assassinio, avvenuto a Fossò presso Padova, il giorno 11 novembre 2023, della studentessa ventiduenne Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta. La risposta della famiglia Cecchettin fu particolarmente vibrante, coinvolgente e capace di mobilitare l’opinione pubblica sul tema del femminicidio (una lettera della famiglia in cui ci si riferiva agli assassini come “figli sani della cultura del patriarcato e dello stupro”, la diffusione sul web della poesia di un’attivista femminista, manifestazioni spontanee o organizzate che hanno portato in piazza migliaia di persone: questo e altro riporta, con ampiezza di documentazione, la voce di Wikipedia dedicata a Giulia Cecchettin). A questa mobilitazione particolarmente ampia e incisiva sarebbe seguita l’approvazione da parte del Senato di un pacchetto di norme per rafforzare la tutela delle donne (2023), quindi, nel 2024, ci fu la pubblicazione del libro Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia scritto al padre Gino Cecchettin assieme allo scrittore veneto Marco Franzoso, destinato a finanziare la Fondazione Giulia Cecchettin. Chi firma il libretto del Requiem per Giulia è infatti proprio Gino Cecchettin. Il lavoro è aperto da una prima sezione teatrale per dir così in presa diretta, cioè costruita su frammenti di testimonianze reali, atti processuali e linguaggi della quotidianità violenta, a cui segue una seconda parte che reinventa la forma del Requiem, in cui è importante la lettera di Gino Cecchettin pronunciata durante il funerale della figlia che (citiamo dal comunicato stampa) “trasforma la liturgia in una riflessione collettiva sulla responsabilità, sull’educazione e sulla necessità di un cambiamento culturale profondo”.
Vasto come il tema richiede l’organico, e ampie le collaborazioni: Lee Colbert, Virginia Guidi, Patrizia Rotonda, Eleonora Susanna, Andrea Talamonti (voci), Valentina Piovano (soprano), Edoardo Siravo (voce recitante), Gabriele Falcioni (corno), Giuseppe Ettorre (contrabbasso), Aldo Orvieto (pianoforte), Quartetto Rilke, Chigiana Percussion Ensemble, Chigiana Live Electronics Ensemble, Alvise Vidolin, Nicola Bernardini, Luca Richelli, Julian Scordato (live electronics), Coro della Cattedrale di Siena “Chigi Saracini”. Dirige Lorenzo Donati. In collaborazione con SaMPL (Conservatorio “C. Pollini” di Padova), Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova, Conservatorio “A. Pedrollo” di Vicenza, Opera della Metropolitana e Arcidiocesi di Siena, Colle Val d’Elsa e Montalcino.