La stagione lirica di Ancona
Presentato il cartellone del Teatro delle Muse
27 aprile 2026 • 3 minuti di lettura
La Stagione Lirica 2026 di Ancona a cura della Fondazione Teatro delle Muse con la direzione artistica di Vincenzo De Vivo propone al Teatro delle Muse “Franco Corelli” due nuove produzioni: L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti e un dittico che accosta a Cavalleria rusticana il poema sinfonico con voce A Giacomo Leopardi che Pietro Mascagni dedicò al poeta marchigiano.
L’Elisir d’amore sarà in scena il 2 e 4 ottobre e il dittico mascagnano A Giacomo Leopardi e Cavalleria rusticana 4 e 6 dicembre. Purtroppo i titoli non circoleranno fuori dal palcoscenico anconetano perché gli spettacoli sono tornati ad essere, come qualche anno fa, produzioni per così dire “in proprio”, non condivise con altri teatri.
Sul podio dell’opera donizettiana salirà il giovane direttore italiano di origine persiana Aram Kacheh che lo scorso anno ha diretto Caterina Cornaro al Festival Donizetti di Bergamo e il cui nome è già presente in alcune stagioni sinfoniche e liriche italiane.
Lo spettacolo è affidato al regista Giuseppe Dipasquale, che ne firma anche le scene. I costumi saranno di Stefania Cempini.
Il cast include alcuni dei più interessanti artisti delle nuove generazioni. Nel ruolo di Adina il soprano Maria Laura Iacobellis – che fu Pamina nel Flauto Magico alle Muse – torna ad Ancona dopo diversi successi in Italia e all’estero. Nelle vesti di Nemorino canterà Giuseppe Infantino – che il pubblico anconetano ricorderà come Pinkerton in Madama Butterfly due anni fa – e in quelli di Dulcamara il basso Maharram Huseynov - che si è formato nelle Marche all’Accademia d’Arte Lirica di Osimo e all’Accademia Rossiniana di Pesaro – reduce da un acclamato Macbeth al Regio di Torino, diretto da Riccardo Muti.
Belcore è Vittorio Prato, uno degli interpreti più autorevoli del repertorio del belcanto, che recentemente ha cantato il ruolo al Massimo di Palermo.
L’opera si avvarrà di due complessi artistici del territorio: l’Orchestra Sinfonica Gioachino Rossini e il Coro Vincenzo Bellini. Nuova produzione Fondazione Teatro delle Muse.
La proposta del dittico mascagnano unisce due brani nati dalla fascinazione letteraria: la celeberrima Cavalleria rusticana, ispirata all’omonima novella di Verga, e il poema sinfonico con voce A Giacomo Leopardi che diventa spettacolo visuale, con una drammaturgia firmata da Gregorio Rufini Leopardi – discendente del poeta – con il regista Matteo Mazzoni e il direttore artistico Vincenzo De Vivo, che affida al personaggio femminile cantante l’incarnazione della sorella di Giacomo, Paolina, che legge frammenti delle liriche dell’amato fratello. Due mondi, quello evocato da Leopardi per “il natio borgo selvaggio” e da Verga per la piazza siciliana in cui è ambientata Cavalleria rusticana, che trovano un ideale punto di incontro nelle diverse prospettive di analisi dell’animo umano.
Enrico Lombardi, che tra gli altri titoli ha diretto Adelaide di Borgogna al Rossini Opera Festival e Elisir d’amore nel Circuito lombardo e al Coccia di Novara, sarà concertatore e direttore del dittico mascagnano. Firma regia e luci del nuovo allestimento Matteo Mazzoni, jesino, che aveva realizzato per le Muse Il barbiere di Siviglia nel 2017 e che ha al suo attivo produzioni in diversi teatri europei. Nel team creativo con lui sono il videoartist Luca Attilii, lo scenografo Giacomo Callari e la costumista Roberta Fratini.
Nel cast Maria Teresa Leva come Santuzza, Manuela Custer come Lucia, Vaslyl Solodki, che debutta nel ruolo di Turiddu, Luca Galli come Compar Alfio, e Mariangela Marini – che alle Muse ha interpretato Fidalma in Matrimonio Segreto e Zita in Gianni Schicchi – come Lola. Antonella Granata – formatasi a Osimo e all’Accademia Rossiniana - sarà invece la voce per A Giacomo Leopardi.
Saranno impegnati nel dittico mascagnano FORM-Orchestra Filarmonica Marchigiana e il Coro Vincenzo Bellini.
Anche quest’anno la stagione sarà corredata da una serie d’iniziative volte a guidare il pubblico verso l’opera e alla sua interpretazione contemporanea e alla formazione degli studenti delle scuole primarie e secondarie, attraverso lezioni, prove aperte e laboratori di drammatizzazione, incontri con gli interpreti e conferenze introduttive.