La stagione archetipica dell’OPV
La 61ª stagione dell'Orchestra di Padova e del Veneto tra Beethoven, Stravinsky, Bach e grandi interpreti internazionali
01 luglio 2026 • 3 minuti di lettura
"Archetipi" è il titolo scelto per la 61ª Stagione concertistica dell'Orchestra di Padova e del Veneto, in programma dal 29 ottobre 2026 al 6 maggio 2027 tra Auditorium Pollini e Teatro Verdi. Firmata dal direttore artistico e musicale Marco Angius, la nuova stagione propone quattordici concerti costruiti come un viaggio attraverso le forme fondative della musica occidentale, intrecciando classico, romanticismo, Novecento e contemporaneità. Il filo conduttore è quello delle opere che hanno segnato un prima e un dopo nella storia della musica, accostate a nuove commissioni e prime esecuzioni. Due gli artisti in residenza: la pianista canadese Angela Hewitt, protagonista del concerto inaugurale e del progetto dedicato ai Concerti per pianoforte di Beethoven, e il violinista Andrea Obiso, spalla dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, impegnato nell'esecuzione integrale dei due Concerti per violino di Prokof'ev in una sola serata il 22 aprile. Attorno a loro ruota un cast di grandi interpreti internazionali che comprende, tra gli altri, Emanuele Arciuli, Luigi Piovano, Jiayu Jin, Giulia Bolcato, Fabrizio Bentivoglio, Giovanni Bertolazzi e Maya Oganyan.
L'inaugurazione del 29 ottobre 2026 sarà affidata a un programma di forte impatto, con La sagra della primavera di Stravinsky, il Concerto in sol di Ravel interpretato da Angela Hewitt e la prima assoluta della trascrizione orchestrale delle Canzoni et Sonate di Giovanni Gabrieli commissionata a Claudio Ambrosini. Tra gli appuntamenti più significativi figurano inoltre il concerto dedicato a Stravinsky, Respighi e Paganini con il giovane violinista Aozhe Zhang (12 novembre), il ritorno di Hansjörg Schellenberger con Brahms e Shchedrin (26 novembre), la serata interamente consacrata a composizioni di Liszt diretta da Marc Niemann con Giovanni Bertolazzi (28 gennaio), il programma affidato a Kolja Blacher tra Strauss, Wagner e Mozart (11 febbraio) e quello diretto da Wolfram Christ con il Concerto n.3 per pianoforte di Rachmaninov con la solista Maya Oganyan e la Terza Sinfonia di Brahms (25 febbraio). Cuore della stagione sarà il ciclo "Beethoven 200", che celebra il bicentenario della morte del compositore: il 14 gennaio Fabrizio Bentivoglio darà voce all'Egmont di Goethe in una nuova drammaturgia musicale curata da Marco Angius (14 gennaio), mentre Angela Hewitt interpreterà in una sola serata i Concerti per pianoforte n. 1, 2 e 4, nella doppia veste di solista e concertatrice (8 aprile). Il concerto conclusivo diretto da Christoph Poppen proporrà la Sinfonia “Pastorale”, accostata al Waldweben dal Sigfried di Wagner, al Secondo concerto per pianoforte di Ivan Fedele e alla prima esecuzione italiana di In the forest di Toshio Hosokawa (6 maggio).
Accanto al cartellone sinfonico, la stagione conferma gli appuntamenti più attesi dal pubblico e propone alcuni eventi speciali. Il Teatro Verdi ospiterà la prima esecuzione italiana della nuova edizione critica Bärenreiter della Passione secondo Matteo di Bach nella versione orchestrata da Felix Mendelssohn, con il Coro Città di Piazzola sul Brenta e le voci del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto diretti da Marco Angius (24 marzo). Torna anche la collaborazione con le altre istituzioni concertistiche, grazie all'ospitalità dell'Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano diretta da Nicolò Jacopo Suppa con un programma dedicato ai valzer della dinastia Strauss (9 dicembre), mentre il tradizionale Concerto di Natale nella Basilica di Sant'Antonio proporrà un raffinato itinerario nel Mozart sacro con il soprano Jiayu Jin e la direzione di Luca Guglielmi in dicembre. Una stagione che, nel segno degli "Archetipi", guarda alle radici della grande musica per raccontarne la vitalità e la forza espressiva nel presente.
Il programma completo è qui.