La stagione 2026/27 della Monnaie di Bruxelles

Una programmazione molto varia, cresce la presenza delle donne e della musica americana

AT

15 aprile 2026 • 4 minuti di lettura

La presentazione della stagione 2026/27 alla Monnaie
La presentazione della stagione 2026/27 alla Monnaie

Christina Scheppelmann e Alain Altinoglu, rispettivamente direttrice generale e artistica e direttore musicale del Théâtre Royal de la Monnaie di Bruxelles, hanno presentato insieme il programma della prossima stagione 2026-2027 che si caratterizza per una grande varietà di proposte, con un’accresciuta presenza di elementi che arrivano d’oltre atlantico, dove la tedesca Scheppelmann ha lavorato prima di tornare in Europa alla Monnaie, e all’insegna dell’inclusione con le frasi chiave “Noi siamo l’Opera” e “Opera in città”. Malgrado le ristrettezze finanziarie, non si sono ridotti gli spettacoli, ma si è cercato di essere più attenti alle spese, ha sottolineato la Scheppelmann, valorizzando le risorse locali e i giovani, riuscendo in tal modo a proporre dieci titoli d’opera, comprese due da camera, la metà dirette da direttrici donne, nonché un ricco calendario di concerti, concertini e songs, tanta danza, e attività pedagogiche e in decentramento, per tutte le fasce d’età e e condizione sociale.

Sono state privilegiate opera che non vengono rappresentate da tempo alla Monnaie e il maestro Altinoglu, in particolare, continuerà la sua esplorazione del repertorio russo e dell’opera del Novecento. Se la stagione si aprirà il 29 settembre con un allestimento tutto al femminile di Romeo e Giulietta di Gounod, con la regia di Julia Burbach, la direzione d'orchestra di Valentina Peleggi e le scene e i costumi di Cécile Trémolières, uno dei titoli più attesi della stagione sarà la successiva nuova produzione, a inizio novembre, di Wozzeck di Alban Berg interpretato da Scott Hendricks, texano residente a Bruxelles, con la direzione dello stesso Alain Altinoglu e la regia di Christophe Coppens. A metà dicembre, La Cenerentola di Gioachino Rossini, con la regia di Daniel Kramer, vedrà poi il debutto alla Monnaie di Speranza Scappucci, in alternanza sul podio con Stefano Sarzani, tra gli interpreti il mezzosoprani francese Gaëlle Arquez che interpreterà Angelina e il baritono Pietro Spagnoli come Don Magnifico. Il 2027 si aprirà con la proposizione, per la prima volta in Belgio, dell’opera da camera Lucidity della compositrice americana Laura Kaminsky, diretta da Mathilda du Tillieul McNicol nella Sala Malibran, una riflessione sulla demenza che esplora i legami tra memoria e musica. Seguirà Ariadne auf Naxos di Richard Strauss, con la regia di Mariusz Treliński e la direzione d'orchestra di Ariane Matiakh, in coproduzione con l’Opera di Varsavia, nella parte di Bacco da segnalare la presenza del tenore Magnus Vigilius che alla Monnaie si è fatto notare come Sigfrido. In primavera, molto attesa a Bruxelles pure la ripresa del dittico Cavalleria Rusticana e Pagliacci con la regia di successo di Damiano Michieletto e la direzione d'orchestra di Alevtina Ioffe. Seguirà una produzione di M. Butterfly, non di Puccini, ma del compositore Huang Ruo, di origini cinesi ma che vive negli USA, con la direzione d'orchestra di Carolyn Kuan, la regia di Krystian Lada e i costumi della stilista di origine pure cinese Susan Fang, basato su una storia vera con protagonista maschile un diplomatico francese. A giugno si avrà poi la prima mondiale dell’opera da camera Burmese Days, musica di Prach Boondiskulchok, lavoro basato sul primo romanzo di George Orwells, con la regia di Aïda Gabriels. Infine, la stagione si concluderà con Boris Godunov di Mussorgsky, con la regia di Vasily Barkhatov già presentato a Lione, basato sulla prima versione del 1869 dell'opera che a Bruxelles sarà diretta da Alain Altinoglu e che segnerà pure il debutto alla Monnaie del famoso basso russo Dmitry Ulyanov

Oltre alla programmazione operistica, la Monnaie presenta la serie di appuntamenti Songs, nuova denominazione del format precedentemente noto come Vocalissimo, che la direzione ha voluto ancora più inclusiva di generi e ibrida, pure con performance multidisciplinari. Ci saranno quindi protagonisti dell’opera, quali il mezzo Marina Viotti e baritono Simon Keenlyside, ma anche del jazz piuttosto che del cabaret o del voguing. Quanto ai Concerti e Concertini, come al solito rimanderanno alla programmazione operistica ma onoreranno pure il bicentenario nel 2027 della morte di Beethoven. Lo stesso farà la danza, con lo spettacolo Beethoven 7, ripresa della coreografia creata da Sasha Waltz a Berlino nel 2023, nell’ambito della programmazione congiunta Troika Dance che per il settimo anno di seguito riunisce tre istituzioni teatrali brussellesi (La Monnaie, il KVS e il Théâtre National Wallonie-Bruxelles) che propone anche, tra l’altro, Gla55, un nuovo lavoro su musiche del giovane Philip Glass, le sue prime quattro composizioni, coreografia di Anne Teresa De Keersmaeker che sarà creato a fine novembre al Berliner Festspiele e poi proposto a Bruxelles, al Théâtre National, il gennaio seguente.