Il violoncello di Pagano conquista Bruxelles

Il musicista romano vince il primo premio al Concours Reine Elisabeth, primo italiano a imporsi nella sezione violoncello del prestigioso concorso belga

SN

01 giugno 2026 • 3 minuti di lettura

La regina Mathilde del Belgio si congratula con il vincitore Ettore Pagano (Foto Belgaimage)
La regina Mathilde del Belgio si congratula con il vincitore Ettore Pagano (Foto Belgaimage)

Il violoncellista italiano Ettore Pagano ha conquistato il Primo Premio del Concours Reine Elisabeth 2026 di Bruxelles, una delle competizioni musicali più prestigiose e selettive al mondo. Il giovane musicista romano si è imposto al termine di una finale seguitissima, precedendo la coreana Tae-Yeon Kim, seconda classificata, e l’americano Leland Philip Ko, terzo. I primi tre classificati si aggiudicano rispettivamente 25 mila euro (Prix de la Reine Mathilde), 20 mila euro (Prix du Gouvernement Fédéral Belge) e 17 mila euro (Prix du Comte de Launoit).

La selezione iniziale comprendeva 64 giovani violoncellisti provenienti da tutto il mondo. I dodici finalisti si sono poi affrontati nelle prove conclusive ospitate ogni sera al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, accompagnati dalla Belgian National Orchestra diretta da Antony Hermus. Ciascuno di loro ha interpretato sia il brano d’obbligo, Four Odes to the Tidings of Flowers, composto appositamente per questa edizione dalla compositrice cinese Fang Man, sia un concerto a libera scelta. Prima della finale, i concorrenti avevano trascorso una settimana nella Chapelle Musicale Reine Élisabeth di Waterloo, dove hanno studiato e preparato il pezzo imposto senza alcun aiuto esterno e in condizioni di sostanziale isolamento dal mondo. Non a caso, al termine della proclamazione, il presidente della giuria Gilles Ledure ha scherzato osservando che «sì, si può vivere senza telefono cellulare». Il risultato assume un valore di particolare rilievo per la scuola violoncellistica italiana, poiché Pagano è il primo italiano a vincere la sezione dedicata al violoncello del celebre concorso belga.

Nato nel 1937 per iniziativa del violinista Eugène Ysaÿe e successivamente intitolato alla regina Elisabetta del Belgio, il Reine Elisabeth è considerato da decenni uno dei massimi trampolini di lancio per giovani interpreti. Nel suo albo d’oro figurano artisti come David Oistrakh, Leonid Kogan, Vladimir Ashkenazy e Vadim Repin. La competizione, membro fondatore della World Federation of International Music Competitions, è nota per l’altissimo livello tecnico richiesto e per la complessità delle prove.

Classe 2003, Ettore Pagano è considerato uno dei talenti più brillanti della sua generazione. Dopo gli studi al Conservatorio di Santa Cecilia, si è perfezionato con docenti come Antonio Meneses, David Geringas e Jens Peter Maintz, frequentando anche lo Stauffer Center for Strings di Cremona e la Universität der Künste di Berlino. Negli ultimi anni ha costruito una carriera internazionale in rapida ascesa, esibendosi con importanti orchestre europee e collezionando importanti riconoscimenti. Tra i suoi successi più significativi figurano il primo premio al Concorso Internazionale Khachaturian nel 2022 e il secondo premio, accompagnato da diversi riconoscimenti speciali, al Concorso Enescu del 2024. A Bruxelles ha impressionato giuria e pubblico per maturità interpretativa, sicurezza tecnica e profondità espressiva, qualità emerse con particolare evidenza nelle prove finali dedicate al Concerto-Sinfonia di Prokof’ev e al brano d’obbligo di Fang Man.

Ettore Pagano con Tae-Yeon Kim e Leland Philip Ko (Foto CMIREB Thomas Léonard)
Ettore Pagano con Tae-Yeon Kim e Leland Philip Ko (Foto CMIREB Thomas Léonard)

Subito dopo la proclamazione, Pagano ha definito la vittoria «un sogno», confessando di non aver mai osato immaginare un risultato di tale portata. Il giovane violoncellista ha inoltre sottolineato il valore umano dell’esperienza vissuta durante il concorso, ricordando il clima di condivisione instaurato con gli altri finalisti e la straordinaria opportunità di confrontarsi con musicisti provenienti da tutto il mondo. Anche gli osservatori e gli organizzatori del concorso hanno evidenziato la qualità della sua prova, salutando il successo dell’italiano come l’affermazione di una personalità artistica già pienamente matura.