La stagione 2026-2027 dell’Opera di Roma

Inaugurazione con The Rakes progress di Stravinsky, cui seguiranno opere di quattro secoli, dal diciottesimo al ventunesimo

MM

21 giugno 2026 • 5 minuti di lettura

Francesco Giambrone (foto Fabrizio Sansoni-Opera di Roma)
Francesco Giambrone (foto Fabrizio Sansoni-Opera di Roma)

Il Teatro dell’Opera di Roma ha annunciato i suoi programma per la stagione 2026-2027. Introducendo la conferenza stampa, il sovrintendente Francesco Giambrone ha tracciato le linee fondamentali della programmazione, soffermandosi particolarmente sulle attività formative (Scuola di danza, Scuola di canto corale e “Fabrica” Young Artist Program) e divulgative, che si diramano nel territorio. Ricordiamo il fortunatissimo progetto Opera camion, che attira migliaia di spettatori nelle piazze di Roma e delle località circostanti. Inoltre i concerti nelle chiese, le lezioni di opera e tante altre attività.

Il programma è stato illustrato nel dettaglio dal neo direttore artistico Alessandro Galoppini, che ha esordito ringraziando il suo predecessore Paolo Arcà, a cui è attribuibile la programmazione della prossima stagione, come chiunque sia un minimo esperto della vita musicale può ben immaginare, poiché a marzo, quando è avvenuto il passaggio di consegne tra i due direttori artistici, la stagione successiva era già decisa al 99%. 

Prima di passare ad illustrare la stagione 2026-2027, è opportuno ricordare, che a settembre e ottobre si svolge una coda della stagione 2025-2026, che presenta momenti di particolare interesse. Il 15 settembre va in scena Le nozze di Figaro, l’11 ottobre il Falstaff, il 21 ottobre la prima assoluta di La vita nuda di Matteo D’Amico. Inoltre il 17 e il 21 ottobre le due versioni della Petite Messe Solennelle di Rossini, quella con accompagnamento di due pianoforti e harmonium e quella con l’orchestra.

L’inaugurazione della nuova stagione avverrà il 24 novembre con The Rakes progress di Stravinsky, uno dei capolavori del teatro musicale del Novecento, affidato a Michele Mariotti, direttore musical del teatro, e a Rafael R. Villalobos, uno dei registi più originali della scena europea contemporanea. Il cast riunisce alcuni protagonisti della scena operistica, quali Lawrence Brownlee, Daniela Barcellona, Jennifer Larmore e Alex Esposito. Il cartellone prosegue allineando una serie di opere tra le più popolari ed amate dell’Ottocento intervallate da opere dei due secoli adiacenti, Settecento e Novecento, e da una prima assoluta, abbracciando dunque quattro secoli. La prima opera ad andare in scena nel 2027 sarà Andrea Chénier in un nuovo allestimento di Marco Bellocchio coprodotto con la Fenice. Sul podio Daniel Oren e sul palcoscenico Sonya Yoncheva, Brian Large e Ludovic Tézier (anche nel secondo cast i ruoli principali sono affidati a cantanti stranieri: la progressiva scomparsa delle voci italiane è un problema a parte, che si acuisce ogni anno).

Il 21 febbraio va in scena Lucia di Lammermoor, diretta da Giacomo Sagripanti con protagonisti Jessica Pratt, Xabier Anduaga e German Enrique Alcantara. La regia è affidata a Karole Armitage, coreografa famosa per fondere danza classica e cultura pop. Il 12 marzo viene ripreso l’allestimento de I due Foscari firmato da Pier Luigi Pizzi. Dirige Riccardo Frizza, protagonisti Marta Torbidoni, Kang Wang e Nicola Alaimo.

A rappresentare il Settecento è Iphigénie en Tauride, un’opera fondamentale della riforma di Gluck. Il 18 aprile la dirige Alessandro De Marchi, uno specialista del Settecento, con la regia di Robert Carsen. Un capolavoro del Novecento nuovo per le scene romane è Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakóvič, diretto il 14 maggio da JuraJ Valcuha con la regia di Barrie Kosky. La stagione prosegue con Il Trovatore: il melodramma verdiano per antonomasia va in scena il 22 giugno con la direzione di Nicola Luisotti, in una nuova produzione con la regia di Daniele Menghini. Ne sono protagonisti Marina Rebeka, Ekaterina Shmenchuk, Angelo Villari e George Petean.

Dopo la stagione estiva all’aperto (che sarà annunciata più avanti) e le ferie si ricomincia il 16 settembre con La Rondine di Puccini, diretta da Francesco Lanzillotta. In scena Ermonela Jaho e Francesco Meli. È una nuova produzione firmata dal regista Andrea Bernard. Per l’ultimo titolo della stagione ci si trasferisce al Teatro Valle, che nei prossimi mesi riaprirà finalmente i battenti dopo lunghi lavori di ristrutturazione. L’1 ottobre 2027 vi sarà rappresentata La Cenerentola di Rossini, che ebbe la sua prima esecuzione proprio su quel palcoscenico. Dirigerà Michele Mariotti mentre la regia è affidata a Mario Martone.

Questi sono gli spettacoli che andranno in scena al Teatro Costanti ma c’è anche il Teatro Nazionale, che è minore per capacità di spettatori ma offre spettacoli - come il sovrintendente ha tenuto a sottolineare - che non sono meno importanti. Ospita Peter Pan, una semidimenticata creazione di Leonard Bernstein che ne ha scritto sia il testo che la musica. La prima si svolgerà il 18 dicembre, con la direzione di Manlio Benzi e la regia di Luca Michieletto, che sarà anche tra i protagonisti in scena. Il Nazionale ospita anche una novità assoluta: il 28 maggio andrà in scena Code: Unknown, commissionata dall’Opera a Nicola Sani. La dirigerà un provetto esperto di musica contemporanea qual è Marco Angius, con la regia di Franco Ripa di Meana. Attraverso la storia di un uomo e di un ragazzo separati da una forma di neurodivergenza ma capaci di di trovare una comunicazione fondata sul rispetto, quest’opera riflette sui meccanismi di esclusione che attraversano la società contemporanea.

Ritornando al Costanzi, vi si svolgeranno due serate speciali. Il 4 dicembre l’Orchestra Sinfonica della Radio Ungherese diretta da Henrik Nanasi eseguirà musiche di due compositori magiari, prima Liszt e poi Bartok, il cui Castello di Barbablù avrà come protagonista la divina Anna Netrebko, che generalmente si esibisce nei ruoli più iconici del melodramma ottocentesco e questa volta invece si impegna in un’opera del Novecento che non lascia nessun spazio al divismo. Il 27 maggio farà una delle sue non frequenti apparizioni a Roma un’altra diva, la romana Cecilia Bartoli, che sarà la protagonista femminile di un’esecuzione in forma di concerto del Barbiere di Siviglia, accompagnata dai monegaschi Musiciens du prince diretti da Luigi Capuano. Un altro concerto sarà quello dell’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori diretta da Ignazio Maria Schifani, che riscopre il dimenticato Ranieri Nanni ed esegue con strumenti storici la Sinfonia n. 1 di Beethoven. A questo proposito bisogna notare con un certo rammarico che nella prossima stagione l’orchestra del teatro non eseguirà nessun concerto, tranne lo Stabat Mater di Pergolesi nel duomo di Orvieto.

Resta da dire della danza. Al Costanzi saranno rappresentati alcuni classici del balletto tardo romantico, quali Il lago dei cigni, Don Chisciotte e Raymonda, più un trittico contemporaneo. E inoltre la Terza Sinfonia di Mahler, una coreografia molto impegnativa di John Neumeier, un grande della danza moderna. Altri spettacoli di danza si svolgeranno al Teatro Nazionale. A conferma della crescita della sua reputazione internazionale Il Corpo di Ballo del teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, farà delle tournée a Ludwigshafen (Giselle con la coreografia di Carla Fracci) e al festival di Granada.

Il sovrintendente Giambrone ha anche anticipato i due titoli che inaugureranno le stagioni successive: il 1° novembre 2027 La clemenza di Tito diretta da Mariotti con la regia di Barrie Kosky e il 1° novembre 2028 Don Carlos (l’edizione parigina in cinque atti) con la regia di Cristof Loy, emtrambe  col direttore musicale Michele Mariotti sul podio.