La scomparsa di Brian Large
Si spegne a 87 anni il regista televisivo britannico specializzato in musica e opera
27 maggio 2026 • 2 minuti di lettura
Brian Large, regista televisivo britannico noto per il suo lavoro nel campo della musica classica e dell’opera, si è spento all’età di 87 anni. Nel corso di una carriera durata oltre mezzo secolo, ha realizzato centinaia di produzioni televisive dedicate a concerti, opere liriche e grandi eventi musicali, contribuendo alla diffusione di questo repertorio presso un pubblico internazionale.
Nato a Londra nel 1939, Large studiò musica alla Royal Academy of Music e successivamente conseguì un dottorato presso l’Università di Londra. Dopo gli inizi alla BBC, si specializzò nella regia di programmi musicali, un settore nel quale sarebbe diventato uno dei professionisti più richiesti a livello internazionale. La sua attività si sviluppò parallelamente all’espansione delle trasmissioni televisive dedicate alla musica classica. Large collaborò con alcune delle principali istituzioni musicali europee e americane, tra cui il Festival di Bayreuth, il Festival di Salisburgo, il Metropolitan Opera di New York, il Teatro alla Scala e l’Opera di Vienna. Le sue produzioni documentano una parte significativa della vita musicale della seconda metà del Novecento e dei primi decenni del nuovo secolo. Nella sua attività venne a contatto con direttori d’orchestra, cantanti e strumentisti di primo piano, tra cui Leonard Bernstein, Herbert von Karajan, Claudio Abbado, Luciano Pavarotti e Plácido Domingo. Tra i progetti più noti figurano numerose produzioni operistiche e concertistiche destinate alla televisione e al mercato home video, oltre alla ripresa del celebre concerto dei Tre Tenori del 1990.
Il suo approccio era caratterizzato da una particolare attenzione al rapporto tra immagine e musica. Le scelte di regia miravano a seguire la struttura dell’esecuzione musicale, cercando di restituire allo spettatore televisivo un’esperienza il più possibile vicina a quella del teatro o della sala da concerto. Questo metodo contribuì a definire alcuni standard della ripresa televisiva di eventi musicali. Nel corso della sua carriera ricevette diversi riconoscimenti internazionali, tra cui premi Emmy e BAFTA. Al di là dei premi, il suo lavoro resta legato soprattutto all’ampio catalogo di registrazioni che documentano interpreti, produzioni e momenti significativi della storia recente della musica classica.