Il Ravenna Festival 2026 per Francesco d’Assisi
Presentata la 37a edizione del festival che si tiene dal 21 maggio all’11 luglio e che ha per titolo il verso dantesco “Nacque al mondo un sole”
07 febbraio 2026 • 3 minuti di lettura
Anticipata dall’annuncio di alcuni appuntamenti in anteprima, è stata presentata questa mattina di fronte al numeroso pubblico raccolto al Teatro Alighieri la XXXVII edizione del Ravenna Festival, prevista dal 21 maggio all’11 luglio con oltre 100 alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti. Un programma che, anche per questo 2026, si conferma fitto, articolato e multidisciplinare e che è stato illustrato – dopo i saluti istituzionali – dagli interventi del sovrintendente Antonio De Rosa e dei direttori artistici Angelo Nicastro e Anna Leonardi.
In occasione dell’ottavo centenario dalla morte di Francesco d’Assisi, il Ravenna Festival dedica questa edizione al santo patrono d’Italia, adottando il verso dantesco “Nacque al mondo un sole” come titolo. La manifestazione si apre, come già anticipato, con il concerto della violinista Anne-Sophie Mutter accompagnata dalla Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko. Il filo conduttore francescano si riflette in appuntamenti come il concerto di Riccardo Muti che dirige la Nobilissima visione di Hindemith, seguito da un dialogo con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto, e nella seconda edizione di “Cantare amantis est”, due giornate di lezioni e prove corali rivolte a coristi di ogni livello provenienti da tutta Italia, sempre sotto la guida di Muti.
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Il cartellone annovera inoltre ospiti di rilievo quali Kent Nagano, Nicola Piovani, Toni Servillo, l’ensemble Münchener Kammerorchester con Enrico Onofri, Stefano Bollani, Enrico Rava, Pat Metheny, Jeff Mills, Emma Nolde, Sadeck Berrabah, Yoann Bourgeois, tra gli altri.
Il programma come di consueto intreccia musica, teatro, danza e letteratura in un percorso che valorizza sia la spiritualità francescana sia la pluralità delle arti. Si segnalano la ricostruzione musicale del Cantico delle creature proposta dall’Ensemble Micrologus, la prima assoluta de Il Santo folle sull’incontro tra Francesco e il Sultano, e la conversazione con lo storico Franco Cardini. L’attenzione al lavoro artigianale, considerato da Francesco risorsa interiore prima che economica, si riflette nell’OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli, che coinvolge artigiani locali. Il festival rende omaggio a San Francesco anche come ideatore del presepe con il dittico Da Greccio al presepe napoletano e ricorda la celebre leggenda del lupo di Gubbio con progetti musicali e sociali diffusi sul territorio.
Una programmazione musicale, quella offerta dal Ravenna Festival 2026, che spazia dalla classica al jazz, dal panorama contemporaneo all’ambito popolare. Oltre agli appuntamenti già citati, Riccardo Muti dirige la sua Orchestra Cherubini in altre occasioni, tra le quali troviamo un omaggio a Verdi, De Falla e Ravel, oltre ad un originale percorso dedicato ai compositori italiani con The Philharmonic Brass. La sezione sinfonica accoglie il ritorno di Kent Nagano, mentre Enrico Onofri guida la Münchener Kammerorchester con il pianista Arsenii Moon. L’ambito jazz annovera artisti come Stefano Bollani e Pat Metheny, mentre la per la popular music troviamo, tra l’altro, il fado di Dulce Pontes, la techno di Jeff Mills e il rap con la rassegna Rap-Union.
Le basiliche di Ravenna, patrimonio UNESCO, sono palcoscenico di concerti spirituali e rassegne liturgiche con ensemble di fama internazionale come Vox Clamantis, Constantinople, La Cappella Neapolitana, Le Poème Harmonique e cori provenienti da tutta Europa. Il festival offre inoltre residenze artistiche a musicisti quali Filippo Gorini e Giovanna Baviera, e progetti dedicati alla vocalità corale internazionale.
La danza trova spazio con la prima italiana di Murmuration Level2 di Sadeck Berrabah, la ripresa delle Baccanti di Micha van Hoecke e nuove produzioni di Yoann Bourgeois e della Sergio Bernal Dance Company, fino al gala finale del Youth American Grand Prix di New York. Il teatro propone riletture di classici come l’Antigone di Sofocle e Viaggio in Occidente, oltre a drammaturgie ispirate a Ferrante, Deledda, Andersen e Pasolini.
Infine, il festival prevede l’ormai consolidato appuntamento con la “Trilogia d’autunno”, che si terrà dal 13 al 17 novembre e che quest’anno sarà dedicata a Wolfgang Amadeus Mozart, proponento una nuova produzione de La clemenza di Tito, la creazione originale L’ultimo incanto e il Requiem, affidate alla direzione artistica di Chiara Muti e Ottavio Dantone.
Tutte le informazioni sul Ravenna Festival 2026 si possono trovare qui.