Haendel, celebrazioni fiesolane e fiorentine

La creazione di una società haendeliana di casa a Fiesole inaugurata da un concerto di Modo Antiquo a Firenze al Teatro Niccolini, già Teatro del Cocomero come si chiamava ai tempi del soggiorno fiorentino di Händel

ET

21 giugno 2026 • 2 minuti di lettura

Modo Antiquo, foto di Clarissa Lapolla
Modo Antiquo, foto di Clarissa Lapolla

Fiesole, Firenze e il Grande Sassone. Un nuovo e ambizioso progetto prende il via alla Scuola di Musica di Fiesole con il coordinamento della musicologa Eleonora Negri: la fondazione di una International Handel Society – Italia, con il duplice scopo di incrementare la ricerca invitando i massimi studiosi del grande compositore, a partire da Wolfgang Hirschmann, presidente della Società Internazionale Händel di Halle, di promuoverne l’esecuzione grazie al contributo dei docenti di classe barocca della Scuola, e della creazione di nuove occasioni per promuovere la conoscenza, a Firenze e non solo, di un compositore così grande, che stranamente non ha avuto nei decenni passati lo spazio che si merita nelle programmazioni fiorentine e di cui pure, recentemente, si sono visti gli exploit, ultimamente con il grande successo al Teatro del Maggio del Giulio Cesare in Egitto di cui sono in corso le repliche. Eppure Haendel è stato importante per Firenze, un rapporto cominciato quando il compositore ventunenne venne a Firenze, probabilmente su un invito proveniente dal principe musicologo Ferdinando de’ Medici, e proprio a Firenze, al Teatro del Cocomero, nel 1707, avrebbe avuto luogo l’esecuzione della sua prima opera italiana, Il Rodrigo, per non dire dei suoi soggiorni nella Villa Medicea di Pratolino, che attualmente ospita proprio le lezioni e i saggi delle classi di prassi barocca della Scuola di Musica di Fiesole. Nella seconda metà del Settecento, poi, in epoca lorenese, a Firenze la fama di Haendel fu rilanciata dai concerti promossi da un mecenate inglese vivente a Firenze, circostanza già approfondita dal musicologo Marcello De Angelis in testi come La felicità in Etruria.

A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è il 20 giugno alle 18 al Cocomero, che oggi si chiama Teatro Niccolini, il concerto di Modo Antiquo diretto da Federico Maria Sardelli in un programma che si apre con la Sonata da camera per due violini e basso continuo op. IV, n. 1 in do maggiore di Arcangelo Corelli, uno dei compositori che ebbe maggiore influenza sullo stile del giovane sassone, e prosegue con musiche scritte da Händel in quegli anni, tra Roma e Firenze, con la partecipazione del soprano Valeria La Grotta, del mezzosoprano Sophie Gallagher e del basso Francesco Masilla. La manifestazione si inserisce nell’ampio festival “Mousikè” della Scuola, iniziato ad aprile, che ha visto fra i suoi momenti di spicco il concerto dell’Orchestra Giovanile diretta da Antonio Pappano di cui abbiamo riferito, e che si concluderà il 24 giugno con la tradizionale Festa della Musica a Villa La Torraccia, sede della Scuola di Musica di Fiesole.