Enrico Scaccaglia si aggiudica il Concorso di composizione “Luciano Berio”

Il trentatreenne compositore parmigiano è stato prescelto dalla giuria internazionale tra centotrentaquattro concorrenti di trentasette paesi diversi

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Enrico Scaccaglia
Enrico Scaccaglia

La seconda edizione del Concorso Internazionale di Composizione Luciano Berio ha visto un discreto aumento dei partecipanti, passati da centoventotto a centotrentaquattro, di cui ottanta dall’Europa e cinquantaquattro dagli altri quattro continenti (esclusa dunque la sola Antartide!). Le cifre restano però sbilanciate a favore degli uomini (centonove) rispetto alle donne (venticinque), rispecchiando una situazione che sta cambiando ancora troppo lentamente.

Quest’ottimo riscontro è dovuto sicuramente al prestigio sia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e delle altre istituzioni che hanno promosso il concorso sia della giuria internazionale, formata da Antonio Pappano (presidente), Luca Francesconi (Italia), Tania León (Stati Uniti), Michael Jarrell (Svizzera) e Hilda Paredes (Messico/Regno Unito). Ma forse ancora di più hanno influito i premi in palio: oltre alla non indifferente somma di 20.000 euro, al vincitore sono garantite varie esecuzioni pubbliche. Si pensi che il brano vincitore della precedente edizione, Repression  del cinese di etnia uigura Yikeshan Abudushalamu, è stato eseguito dall’Orchestra Accademia Nazionale di Santa Cecilia (tre volte a Roma e in tournée a Bonn), dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai a Torino e dalla Filarmonica della Scala a Milano (era annunciata un’esecuzione anche al Maggio Musicale Fiorentino, che poi è mancata).

Una caratteristica di questo concorso è che ai partecipanti si richiede di inviare non una partitura nuova composta per il concorso (significherebbe dedicarci mesi e mesi di lavoro, con il rischio di non vederla mai eseguita) ma due loro partiture a scelta, sulla cui base la giuria valuta i loro meriti e assegna il premio.

Il vincitore è risultato Enrico Scaccaglia, parmigiano, classe 1989, laureatosi con lode nel 2018 al Conservatorio Arrigo Boito di Parma con Roberto Sansuini e nel 2020 alla Malmö Academy of Music (Svezia) con Luca Francesconi e Bent Sørensen, nonché già vincitore di altri premi internazionali. Di lui si è detto che “i suoi brani sono animati dalla forza della narrazione, attraverso un approccio teatrale che concepisce le figure musicali come ‘personaggi musicali’ che si incontrano e si trasformano”.

La prima edizione del concorso aveva visto l’affermazione dell’estremo oriente, mentre questa volta sono stai gli italiani a prevalere: oltre a Scaccaglia, sono state infatti segnalate con menzione d’onore la torinese Annachiara Gedda e Chia-Ying Lin, nata a Taiwan ma con studi al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma con Matteo D’AmIco e all’Accademia di Santa Cecilia con Ivan Fedele.

Il concorso è stato organizzato e promosso dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, il Teatro Carlo Felice di Genova, la Universal Edition (UE) e con il supporto della SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e della Fondazione Boris Christoff

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