Bologna Festival 2026: i concerti della rassegna "Il Nuovo l'Antico l'Altrove"

Dal 15 settembre al 27 ottobre, un ciclo di concerti fuori dal repertorio tradizionale, dedicati alla musica antica e contemporanea

16 settembre 2026 • 2 minuti di lettura

Francesca Aspromonte (foto: Nicola Dal Maso)
Francesca Aspromonte (foto: Nicola Dal Maso)

Il ciclo "Il Nuovo l’Antico l’Altrove" di Bologna Festival 2026 propone, dal 15 settembre al 27 ottobre, un percorso fuori dal repertorio tradizionale, con concerti dedicati alla musica antica e alla musica d'oggi. Il programma si apre il 15 settembre nella Chiesa di Santa Cristina della Fondazza con Maria & Maddalena, drammaturgia musicale ideata da Francesca Aspromonte e Boris Begelman e interpretata da Arsenale Sonoro, che riunisce pagine di Alessandro Scarlatti, Händel, Bononcini e Caldara.

Il 23 settembre, nell’Oratorio di San Filippo Neri, Emanuele Arciuli affronta il tema della variazione con Tra variazioni e suoni virtuali: al centro, nella prima parte, le opere di John Cage per pianoforte preparato, realizzate in prima mondiale attraverso una preparazione elettronica virtuale. Il programma prosegue con Haydn, le Variations di Matthew Quayle dedicate allo stesso Arciuli e variazioni in omaggio a Thelonius Monk.

Emanuele Arciuli (foto: Roberto Serra)
Emanuele Arciuli (foto: Roberto Serra)

La musica contemporanea torna il 28 settembre al DAMSLab con FontanaMIX Ensemble, diretto da Francesco La Licata, impegnato nel "rituale sonoro" Water & Spirit del compositore Tan Dun. Il 1° ottobre l’Ensemble Brezza recupera invece la pratica dell’improvvisazione nel repertorio sei-settecentesco con L’arte di preludiare.

Il 6 ottobre il quartetto norvegese Opus13 presenta il nuovo lavoro per quartetto d’archi di Matteo Franceschini, commissionato da Bologna Festival e Ferrara Musica, accostato a Beethoven e Bartók. Il 15 ottobre il Quartetto K attraversa le tradizioni musicali dell’Europa orientale tra danze, canti popolari e klezmer, mentre il 22 ottobre l’Accademia Strumentale Italiana propone Splendid Isolation, dedicato alla musica strumentale inglese tra Cinque e Seicento, con pagine di Dowland, Holborne e Byrd.

Balthasar Neumann-Chor (foto: Mina Esfandiari)
Balthasar Neumann-Chor (foto: Mina Esfandiari)

La chiusura, il 27 ottobre a Santa Cristina, è affidata al Balthasar-Neumann-Chor diretto da Lionel Sow con Songs for Peace and Light, un itinerario nella musica vocale lungo cinque secoli, dal canto gregoriano a Palestrina, da Monteverdi a Harvey.

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