Alla Fenice a rischio le prime di "Fedora" e della sinfonica in novembre
I sindacati denunciano criticità organizzative, relazioni difficili con la dirigenza e scarsa valorizzazione delle professionalità. Il sovrintendente Colabianchi rinvia il confronto al rientro da Shanghai
23 ottobre 2026 • 2 minuti di lettura
Mentre la Fenice inaugura con Tosca la nuova Grand Opera House di Shanghai, si apre un altro fronte, questa volta tutto veneziano. Le rappresentanze sindacali del teatro hanno annunciato due giornate di sciopero che minacciano di far saltare i due appuntamenti inaugurali della stagione: la prima di Fedora di Giordano il 13 novembre, e il concerto diretto da Riccardo Frizza che aprirà la stagione sinfonica il 28 novembre. La decisione, presa lo scorso 14 ottobre ma resa pubblica soltanto oggi, alla vigilia della prima a Shanghai, arriva dopo il mancato raggiungimento di un'intesa con la dirigenza. La mobilitazione non riguarda direttamente la tournée asiatica, che i lavoratori hanno deliberatamente tenuto fuori dalla vertenza, ma proprio le tensioni accumulate negli ultimi mesi, e rimaste senza risposta, hanno trovato nella trasferta in Cina un'occasione per riemergere con forza.
Al centro della protesta ci sono le relazioni sindacali, l'organizzazione del lavoro e quella che le rappresentanze definiscono una «grave insufficiente valorizzazione delle professionalità presenti nel Teatro». I lavoratori lamentano la mancata soluzione di problemi segnalati da tempo e una distanza fra le responsabilità richieste e il riconoscimento economico e professionale ricevuto.
- A Shanghai apre un nuovo teatro d’opera
- La Fenice nel 2026-27 tra grandi classici e riscoperte
- La Fenice "caccia" Beatrice Venezi
A riaccendere il confronto è stata anche la trattativa sulle indennità per la trasferta cinese: la Fondazione ha mantenuto la diaria prevista dal contratto nazionale, mentre i sindacati chiedevano un'integrazione adeguata alla durata del viaggio e alle condizioni eccezionali legate alla distanza. In una nota diffusa dalla Rsu, le rappresentanze denunciano inoltre le difficoltà organizzative incontrate durante la preparazione di Tosca a Shanghai, che non avrebbe consentito di lavorare adeguatamente sull'intera opera. Il personale tecnico avrebbe dovuto sostenere numerose prestazioni straordinarie, con dubbi sulla loro conformità contrattuale e sulla sicurezza. «La professionalità e il senso di responsabilità dei lavoratori non possono diventare l'alibi per compensare qualsiasi carenza organizzativa», affermano i sindacati.
Il sovrintendente Nicola Colabianchi sceglie per il momento di non entrare nel merito delle contestazioni. In una breve dichiarazione da Shanghai, sottolinea l'importanza dell'inaugurazione della nuova Grand Opera House, alla quale la Fenice partecipa con oltre 220 persone fra artisti, tecnici e personale, e aggiunge: «Delle questioni domestiche sarà opportuno parlare al nostro ritorno. La Direzione rimane come sempre aperta al dialogo». Un rinvio che non risolve le tensioni né allontana il rischio che saltino i due appuntamenti inaugurali. La vertenza attende dunque un confronto concreto: per ora, dunque, non è certo che il sipario si alzi sulle due inaugurazioni di novembre.