Addio alla pianista Laura Pasqualetti

Roberto Del Nista ricorda la musicista scomparsa all'età di 59 anni

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Laura Pasqualetti
Laura Pasqualetti

Nella notte tra il 14 e il 15 agosto, ci ha prematuramente lasciati la pianista e vocal coach Laura Pasqualetti, portata via da un male rivelatosi troppo in fretta incurabile.

È assai difficile, anche per chi è abituato a scrivere, trovare le giuste parole per esprimere il dolore profondo, attanagliante, per un evento tanto tragico quanto inaspettato, causato dall’improvvisa, immatura scomparsa di un’amica sensibile e talentuosa quale è stata Laura Pasqualetti.

Ci sia permesso, una tantum, esprimere un ricordo in prima persona, pur mantenendo quel canone di oggettività fondamentale nell’esercizio dell’attività giornalistica, ricordando Laura.

Era nata a Pisa, il 17 aprile 1962. Ci siamo conosciuti nel 1982, durante la frequenza alle lezioni all’Università di Pisa. Sin da subito si instaurò tra noi un’affinità fatta di confronti, scambi di idee e discussioni costruttive incentrate sul panorama musicale. Oltre la sua acutezza sulla materia, si è sempre dimostrata palese la sua bontà d’animo e la sua disponibilità nell’aiutare il prossimo in qualsiasi situazione. Ben presto, le sue innate e rare qualità artistiche le consentirono di spiccare il volo nell’Olimpo del teatro d’opera, facendosi apprezzare dai più noti cantanti, direttori, registi e ad essere richiesta dai maggiori teatri.

Le sue qualità umane costituivano un singolare connubio con quelle artistiche: Laura era sempre disponibile, anche al di fuori dell’ambiente teatrale, a fornire consigli, suggerimenti, correzioni a tutti quei cantanti per migliorarne la vocalità, inseguendo la ricerca per ottenere la massima qualità in prassi esecutiva. Non a caso, il suo rigore nell’insegnamento, connesso alla sua sensibile poliedricità, è sempre stato un punto fondamentale di riferimento per strumentisti e cantanti.

Un’umanità pure materna, riversata anche nella vita famigliare vissuta in simbiosi con la figlia, Virginia, cresciuta con assoluta attenzione e dedizione riuscendo a coniugare perfettamente gli impegni artistici a quelli famigliari.

Pietre miliari rimangono i suoi numerosi concerti tenuti a Lucca e provincia dal 2007 al 2020, con cantanti e strumentisti di assoluto prestigio internazionale. In quelle occasioni, in cui ero coinvolto come direttore artistico, sono emerse più che mai le sue competenze professionali, la disponibilità e soprattutto, una singolare vitalità, espressa sia nella musica sia nei momenti di pausa dietro le quinte, contornati da amabili conversazioni e battute di spirito. Sarebbe superfluo e inopportuno, in questa occasione, trascrivere qui il suo interminabile curriculum, poiché la fama e notorietà di Laura erano ben conosciute in tutto l’ambiente musicale e confermate da qualsiasi cantante o strumentista chiamati a tenere i concerti lucchesi: alla richiesta di chi fosse il pianista accompagnatore, appena pronunciato il suo nome la risposta era un coro univoco: «Laura è sempre una garanzia.»

Di quella garanzia conclamata, si era accorto Riccardo Muti, con cui Laura iniziò una collaborazione pluriennale sin dal 2005 come pianista assistente nelle opere Don Pasquale, Mefistofele, Don Calandrino e Il matrimonio inaspettato, rappresentate ai Teatri Alighieri di Ravenna, Stanislavski di Mosca, Salzburger Pfingstfestspiele, Pérez Galdòs della Gran Canaria.

Cara amica. Un maledetto, inesorabile male, ti ha portata via troppo presto con rapide e immeritate sofferenze. A me, a noi, piace ricordarti come nella foto: solare e piena di gioia. La stessa solarità e gioia che ci hai trasmesse quando ti sedevi al pianoforte e dalle tue dita usciva una musica di rara bellezza. Quelle musiche che ci hai regalate, rimarranno impresse nella nostra mente come fossero incise sul marmo.

 

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