Addio a Ileana Cotrubaș
Scompare a 87 anni il grande soprano rumeno, protagonista delle scene internazionali tra gli anni ’60 e ’80, una carriera che va da Mimì alla Scala fino all'impegno nella formazione delle nuove generazioni
20 agosto 2026 • 2 minuti di lettura
È scomparsa il 20 agosto a Bucarest, all’età di 87 anni, Ileana Cotrubaș, una delle voci di soprano più raffinate e influenti del secondo Novecento. Artista di rara intelligenza musicale e presenza scenica magnetica, Cotrubaș aveva lasciato le scene nel 1990, dedicandosi da allora alla formazione dei giovani cantanti e a un’intensa attività didattica che l’aveva resa un punto di riferimento per nuove generazioni di interpreti. La notizia della morte è stata confermata dall’Opera Nazionale di Bucarest, che la ricorda come «un’artista di una rara nobiltà vocale e scenica», sottolineando l’impronta profonda che il soprano ha lasciato nel repertorio lirico internazionale.
Nata a Galați il 9 giugno 1939, Cotrubaș aveva iniziato giovanissima il proprio percorso musicale nel Coro di Bambini della Radiotelevisione Rumena, distinguendosi presto per la qualità della voce e la naturalezza dell’espressione. Dopo gli studi a Bucarest, debuttò nel 1964 alla Opera della capitale rumena come Yniold nel Pelléas et Mélisande di Debussy. Dopo aver vinto importanti concorsi tra il 1965 e il 1966, approdò alla Wiener Staatsoper, a Berlino, Amburgo, Salisburgo, e nel 1969 debuttò a Glyndebourne. Nel 1971 arrivò al Covent Garden come Tat’jana in Evgenij Onegin, mentre nel 1975 ebbe luogo il celebre episodio che la rese una leggenda: chiamata a sostituire Mirella Freni alla Scala in La bohème, arrivò in teatro quindici minuti prima dell’apertura del sipario e conquistò pubblico e critica con una Mimì indimenticabile. Da allora fu ospite regolare dei maggiori teatri del mondo, tra cui la Metropolitan Opera di New York, dove cantò La bohème in oltre cinquanta repliche. Il suo repertorio includeva ruoli come Violetta, Gilda, Susanna, Zerlina, Sophie, Manon, Louise, e Carmen, oltre a vantare una vasta discografia con partner quali Placido Domingo, Luciano Pavarotti, Sherril Milnes e Alfredo Kraus fra gli altri.
Ritiratasi dalle scene nel 1990, Cotrubaș si dedicò con passione all’insegnamento, seguendo giovani artisti come Angela Gheorghiu ed Elena Tsallagova. Era nota per il rigore, la sincerità e la dedizione assoluta alla verità musicale, qualità che traspaiono anche nel suo libro Opernwahrheiten (1998), dove criticava senza mezzi termini il Regietheater. Molti colleghi l’hanno ricordata come una presenza luminosa e intransigente: Luciano Pavarotti, che nel 1975 volle la sua presenza alla Scala, la definì «una voce che porta verità». L’Opera Nazionale di Bucarest l’ha salutata con un messaggio semplice e commosso: «Drum lin către stele, Maestră» cioè «Buon viaggio verso le stelle, Maestra». Una frase semplice che restituisce la misura di un’artista che ha saputo trasformare ogni ruolo in un atto di profonda umanità.