A Montpellier una stagione 26/27 all’insegna del viaggio
Tra le 14 opere liriche in programma, la prima mondiale de “Il bacio della fata” di Théodore Akimenko con la regia di Giorgio Pesenti e il collettivo in residenza Opera Popolare
09 giugno 2026 • 4 minuti di lettura
Una stagione all’insegna della diversificazione, dell’incontro dell’altro, sulla scia di una tradizione ormai consolidata d’apertura ad altre culture che Valérie Chevalier, direttore generale dell'Opéra Orchestre national Montpellier Occitanie, rilancia anche per la programmazione 2026-2027. Ci saranno due prime mondiali: Il bacio della fata di Théodore Akimenko e Hotel Moctezuma di Diana Syrse. La prima è una partitura del 1914, tra lirismo slavo e impressionismo, del compositore ucraino nato nel 1876, proposto quindi in occasione del 150° anniversario della sua nascita. Si ispira ad una fiaba di Hans Christian Andersen, ambientata in Alpi incontaminate custodite dalla Regina dei Ghiacciai, ma il giovane Rudy vuole aprire un hotel di lusso in vetta, ed i loro valori si scontreranno. La messa in scena è affidata al giovane Giorgio Pesenti e al suo collettivo Opera Popolare, premiati al concorso internazionale per giovani registi, scenografi e costumisti Ring Award 2025 e da quest’anno in residenza a Montpellier, che daranno vita a un universo visivo all'incrocio tra riprese dal vivo, teatro d'oggetti e videogiochi. La creazione mondiale è prevista per le festività natalizie, con la première il 22 dicembre, e sul podio il direttore d'orchestra ucraino Kirill Karabits. Hotel Moctezuma è invece una creazione contemporanea della giovane compositrice messicana Diana Syrse su libretto di Carlos José Pérez Sámano, con la regia della polacca Ewa Rucińska e le coreografie del francese Jean Hostache. L’Hotel Moctezuma è uno strano hotel veneziano decorato in stile messicano, dove un giovane attivista ambientalista deve sposarsi per evitare lo sfratto e vive uno strano carnevale notturno dove realtà e visioni si mescolano, toccando i temi della migrazioni, del neocolonialismo e delle sfide del cambiamento climatico. Un lavoro che è stato proclamato vincitore del Premio del pubblico Fedora nel 2025 che unisce musica classica e contemporanea, strumenti latinoamericani ed elettronica, lingue mesoamericane ed europee, voci amplificate e danza, La première mondiale il 15 aprile con Sonia Ben-Santamaria che dirigerà il Coro e l'Orchestra Nazionale di Montpellier.
Delle complessive 14 opere liriche in programma, altre due sono nuove produzioni. Ci sarà a maggio un Orfeo di Monteverdi con la regia nuovamente di Giorgio Pesenti e con il collettivo Opera Popolare, sul podio si alterneranno Margaux Blanchard e Sylvain Sartre alla testa della Jeune Orchestre Baroque Européen. Nuovo allestimento anche, ad ottobre, per i Carmina Burana di Carl Orff che saranno diretti da Roderick Cox, il direttore musicale dell’Opera di Montpellier, e con la regia e le scenografie di Anne Lopez arricchite dal light designer Mathieu Cabanes che entra pure in residenza quest’anno a Montpellier e creerà suggestive illuminazioni anche per altre produzioni. Ci sarà poi la ripresa a maggio de Le nozze di Figaro di Mozart, coproduzione con l'Opéra national du Rhin dove l’allestimento ha debuttato quest’anno, con la regia in stile cinematografico dell’inglese Mathilda du Tillieul McNicol e il direttore d'orchestra spagnolo Julio García-Vico. In versione concertistica invece la Medea di Charpentier, ad apertura di stagione il 22 settembre, eseguita dal Coro da Camera di Namur e dall'orchestra Les Épopées, diretti da Stéphane Fuget, con il contralto del Quebec Marie-Nicole Lemieux al suo debutto nel ruolo principale.
Nell'ambito delle celebrazioni per il 140° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Francia e la Repubblica di Corea, e in collaborazione con il Centro Culturale Coreano, dopo il pansori contemporaneo di Ko Yeong-yeol proposto nella stagione che sta per concludersi, ancora altre serate coreane saranno proposte, in particolare ci sarà a novembre la prima assoluta in Francia de “L’opera dei fiori” di Uzong Choe, in coproduzione con l’Opera Nazionale Coreana. A giugno poi tornerà Ko Yeong-yeol che, affiancato dall'Orchestra Nazionale di Montpellier, stavolta cercherà il dialogo tra tre culture e tre repertori: i canti dei pastori dell'Alvernia composti da Canteloube, i canti contadini ungheresi di Kodály e i canti popolari coreani.
Da segnalare anche due Gala lirici: il 27 gennaio quello dedicato a arie e duetti del repertorio francese e italiano con il tenore Pene Pati e la moglie, il soprano Amina Edris, concerto che sarà replicato anche al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi; il 2 aprile ci sarà poi un Gala Ambroise Thomas che offrirà l'opportunità di riscoprire estratti da dieci opere del compositore, alcune delle quali delle rarità, con la voce di giovani talenti quali Hélène Carpentier, Éléonore Pancrazi, Julien Henric e Thomas Dolié, il Coro e l'Orchestra Nazionale di Montpellier, sotto la direzione di Jean-Marie Zeitouni. Il programma, coprodotto con il Palazzetto Bru Zane, sarà registrato per l'etichetta Bru Zane. In tutto, oltre 280 rappresentazioni presso le due sedi dell’Opera di Montpellier, l'Opéra Comédie e l’Opéra Berlioz-Corum, e in altre sedi in città e nella regione circostante, con ventuno concerti sinfonici, dodici di musica da camera e barocca, nonché tanti spettacoli per i più giovani.