A Bologna la prima mondiale di “Olympia” di Nicola Campogrande

L’opera in scena al Comunale Nouveau dal 15 al 19 maggio con direzione di Riccardo Frizza e regia di Tommaso Franchin

GD

31 marzo 2026 • 2 minuti di lettura

Nicola-Campogrande (foto Roberto Cristaudo)
Nicola-Campogrande (foto Roberto Cristaudo)

Dal 15 al 19 maggio 2026 il Teatro Comunale di Bologna propone in prima mondiale assoluta Olympia, opera in due atti commissionata dal maggiore teatro felsineo a Nicola Campogrande, compositore in residenza nel triennio 2024-2026. Il nuovo titolo su libretto di Piero Bodrato è liberamente ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann Der Sandman (L’uomo della sabbia) e si pone come una riflessione sull’intelligenza artificiale, ovvero sui confini tra umano e artificiale, tra etica e coscienza. Sul podio dell’Orchestra e del Coro del Teatro Comunale di Bologna ritorna Riccardo Frizza, già protagonista dell’inaugurazione pucciniana della stagione 2025 con La fanciulla del West. La regia è invece affidata a Tommaso Franchin, alla terza collaborazione con Campogrande: con il compositore ha infatti curato come regista le prime assolute delle sue Opera italiana nel 2022 al Festival della Valle d’Itria e del De bello gallico per il Teatro Pergolesi Spontini di Jesi nel 2023.

Sul palco si annovera un cast di giovani talenti: Isidora Moles nel ruolo di Olympia, Francesco Castoro come Jean Paul Dupont, Candida Guida nei panni della professoressa Sherry Hope, filosofa scozzese, e Stefan Astakhov come l’ingegner Lamberto Spallanzani. Interprete di Zoltan, imprenditore apolide, è Eugenio Di Lieto. Le scene sono di Fabio Carpene, i costumi di Giovanna Fiorentini e le luci di Manuel Garzetta. Il coro del TCBO è preparato da Giovanni Farina.

Questa è, invece, la sinossi dell’opera: “Il professor Spallanzani ha dato vita alla sua creazione più riuscita: Olympia, una giovane donna di straordinario fascino che ignora di essere un androide. Celebrata come l’alba di una nuova era, la creatura attira su di sé fascinazione, desideri, dubbi. Quando, tuttavia, la verità della sua natura artificiale viene svelata, si aprono interrogativi sui limiti della scienza e sull’etica della creazione artificiale, soprattutto quando la stessa Olympia comincia a riflettere sulla propria identità e sui confini tra umano e macchina”. A proposito dell’opera, il giovane regista Franchin spiega come “Olympia, la ginoide (un androide donna), concepita dal suo stesso inventore come strumento e oggetto, […] non rimane specchio muto del desiderio maschile, ma intraprende un cammino verso l’autocoscienza e l’autonomia. […] Il suo percorso diviene allora il centro drammaturgico dell’opera”. 

I biglietti – da 20 a 90 euro – sono già in vendita online tramite Vivaticket e presso la biglietteria del Teatro Comunale, aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, il sabato dalle 11 alle 15 (Largo Respighi, 1); nei giorni di spettacolo al Comunale Nouveau (Piazza della Costituzione, 4/a) da un’ora prima e fino a 15 minuti dopo l’inizio.