The Notwist: notizie dal Pianeta Zombie

Il ritorno della band bavarese è un atto di resistenza in musica

AC

18 marzo 2026 • 3 minuti di lettura

Planet Zombie
Planet Zombie

The Notwist

News from Planet Zombie

Morr Music 2026

In qualche modo News from Planet Zombie, decimo album in studio, distante cinque anni da Vertigo Days, rappresenta una reinvenzione per i Notwist: gruppo bavarese imperniato sulla coppia motrice costituita dai fratelli Acher, Markus e Micha, che lo ha guidato nelle varie fasi della carriera, dai ruvidi esordi di fine Novecento al sofisticato post rock della maturità, di cui rimane apice impareggiabile Neon Golden del 2002.

Divenuto ora collettivo di sette elementi, si avvale inoltre della partecipazione di musicisti ospiti, non numerosi e rinomati quanto nel disco precedente ma ugualmente significativi nel testimoniarne la vocazione globale: in particolare, la giapponese Haruka Yoshizawa, che suona l’harmonium e una sorta di arpa detta taishōgoto, e il clarinettista cinese Tianping Christopher Xiao. Benché sostenuta da congegni elettrici ed elettronici, l’intelaiatura strumentale ha una marcata impronta acustica – dulcimer, vibrafono e addirittura un sousafono, tra le presenze insolite – e ciò determina la fisionomia dei brani più inclini al canone della ballata.

Ad esempio l’iniziale “Teeth”, con la voce fragile di Markus Acher – che annuncia: “Non canterò invano come tutti gli altri” – contrappuntata dai fiati, oppure “Snow”, delizioso distillato di spleen (“Spruzzo le mie lacrime verso il soffitto e torneranno sotto forma di neve”), “Who We Used to Be”, riflessione esistenziale in ambiente cameristico (“La luna rotolerà dove non possiamo andare e appariranno i nostri sogni”), e “Projectors”, che rasenta le praterie del country per comunicare una sensazione di minaccia (“Come il cavo trasporta fasci di luce, come l’aria sorregge gli aerei, come il mare sostiene le isole, io ti porterò gli incubi più crudeli, le notti più buie”).

Quell’umore crepuscolare avvolge anche le due cover incluse nel repertorio: il malinconico valzer di Neil Young “Red Sun” (da Silver & Gold) e “How the Story Ends” dei misconosciuti statunitensi Lovers, che indaga con struggente intensità emotiva il tema dell’incomunicabilità: “Nascosta fra le pagine dei miei appunti c’è una lettera che ti ho scritto e però non ti ho mai mandato, ed è così che finisce la storia”.

Sul fronte opposto stanno alcune impennate post punk, armoniose nel caso di “The Turning” (“E quando diventa troppo buio, e non c’è nessun suono, girati, io sono ancora qui”) e “Silver Lines” (“Mentre camminavamo per le strade della tua città, mi sono sentito stranamente a casa”), viceversa impetuosa in “X-Ray”, che trainata da chitarra abrasiva e psichedelica tastiera vintage immagina una via di fuga dall’ansia della contemporaneità: “Una volta ho sognato di creare raggi X per salvarci, imbarcando te e me su questa astronave, per raggiungere pianeti distanti”.

Ci avviciniamo così al movente dell’ispirazione, implicito nel titolo da B-movie scelto per intestare l’album, dove i morti viventi incarnano “la cattiva politica e i leader che cercano di ingannarci” additati all’epilogo, in “By This River”, ma contrastati da un alito di speranza (“Custodiamo un’immagine che noi soli possiamo vedere, all’infinito”).

News from Planet Zombie allude dunque a una forma di resistenza: “Anche se sembra che il mondo stia collassando, la vita continua, le persone si incontrano e fanno accadere le cose”, ha spiegato di recente Markus Acher, intervistato da “The Guardian”. Animati da quello spirito, i Notwist hanno registrato il materiale in presa diretta nell’arco di una settimana appena, con spontanea immediatezza: quasi fosse un concerto, insomma. Ne faranno un paio in Italia durante la tournée primaverile, a proposito: il 16 aprile a Bologna e il giorno seguente a Roma.