Lino Straulino e la poesia dei sentimenti

Il cantautore friulano Lino Straulino mette in musica le liriche del poeta Leonardo Zanier

Disco
world
Lino Straulino
Ogni sera / Lino Straulino al cjante Leonardo Zanier
Nota Records
2018

È stato scritto, con bella intuizione, che le lingue e dialetti locali italiani hanno un potenziale comunicativo in più, rispetto alla lingua nazionale, e non certo per fruste ragioni campanilistiche tornate d’attualità, in questi tempi un po’ scellerati.

Oltre a poter dar nome a cose, situazioni, emozioni  che l’italiano non riesce a esprimere con la medesima pregnanza, le lingue locali, quando sono usate in poesia, possono muoversi come funamboli della vertigine tra i due estremi dell’espressione delle più crude disarmonie, o delle dolcezze più insistite che in italiano suonerebbero false e zuccherose. È un ricordo tornato in mente all’ascolto di Ogni sera, nuovo eccellente capitolo discografico di Lino Straulino per Nota Records, qui impegnato a mettere in musica la “poesia dei sentimenti” del grande poeta carnico Leonardo Zanier, scomparso ottantaduenne nel 2017. 

Come ben  racconta Valter Colle nelle note al disco, il rapporto tra le parole di Zanier e la voce e la chitarra di Lino Straulino affonda le radici in uno snodo temporale ben chiaro e identificabile, che ha fatto da antecedente a questo nuovo cd: nei primi anni Novanta Straulino avrebbe dovuto accompagnare con la sua chitarra gentile e sonante la voce di Emma Montanari sui testi di Zanier incisi una ventina d’anni prima dal Canzoniere Friulano. Assente per cause di forza maggiore Emma, Lino a poche ore dalla performance sfogliò i testi del poeta, e all’impronta compose una musica per la poesia "Licôf". Il tutto finì poi anche sul primo lavoro solistico di Straulino. Da allora si sono srotolati i decenni, e l’autore friulano ha continuato a incrociare le piste poetiche di Leonardo Zanier, con quei suoi racconti semplici, diretti, e investiti invece di misteriose risonanze metafisiche. 

Questo disco, in fondo, non è nato in modo molto dissimile da quella primissima esperienza:le idee musicali fissate di getto sullo smartphone, dopo aver riletto le poesie, due giornate per musicare quindici pezzi poetici. Perché le note di Straulino assomigliano alle poesie di Zanier: tracce melodiche semplici e schiette, ma che prendono bene la mira del cuore, con il tintinnare lieve di certe cose che furono di Nick Drake, con la soave cantabilità di un Bruce Cockburn. Registrazione analogica, e diversi amici in studio ad aggiungere lievi pennellate di corde elettriche e acustiche, percussioni, armoniche.

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