La terapia di Kendrick Lamar

Dr. Morale & The Big Steppers conferma Kendrick Lamar come il rapper più autorevole della sua generazione

Mr. Morale & The Big Steppers Kendrick Lamar
Disco
pop
Kendrick Lamar
Mr. Morale & The Big Steppers
Top Dawg
2022

Sono passati cinque anni da DAMN, ma in questo lasso di tempo Kendrick Lamar non è rimasto con le mani in mano: è apparso in canzoni di Busta Rhymes. Terrace Martin e Anderson .Paak, è stato al timone di Black Panther: The Album, la colonna sonora del blockbuster della Marvel, e ha pubblicato in compagnia di SZA la canzone nominata per l’Oscar e il Grammy “All the Stars”.

– Leggi anche: Che significa il Premio Pulitzer a Kendrick Lamar

A marzo 2020 in compagnia di Dave Free ha lanciato pgLang, una società di servizi che crea contenuti multimediali per marchi esclusivi. “Family Ties”, la collaborazione dello scorso anno con suo cugino Baby Keem ha vinto il Grammy Award 2022 nella categoria Best Rap Performance. Dopo essersi unito all’edizione gigantesca del Super Bowl halftime show a febbraio con altri pezzi da novanta come Dr. Dre, Snoop Dogg, Eminem, 50 Cent e Mary J. Blige, nel corso di quest’anno Lamar sarà headliner sia a Glastonbury sia al Rolling Loud Miami.

Dimentico qualcosa? Certo, e qualcosa di grosso: nel 2018 Lamar ha vinto il Premio Pulitzer per la musica, ed è la prima volta che un artista pop ottiene tale riconoscimento. Poi, sulla copertina del nuovo album compare anche un neonato, Enoch, il nuovo figlio di Kendrick – per l’occasione con corona di spine intorno alla testa e il ferro che spunta fuori dai pantaloni – e della sua storica compagna Whitney Alford.

Non male per uno che, per sua stessa ammissione fatta nel brano “Worldwide Steppers”, è stato colpito dal “blocco dello scrittore”, motivo che spiega il lungo intervallo tra il disco precedente e Dr. Morale & The Big Steppers. L’attesa è stata premiata da un doppio album, 18 brani per un totale di 73 minuti, che comunque non ne fanno il suo album più lungo – al primo posto rimane To Pimp a Butterfly coi suoi 79 minuti.

Il risultato è ambizioso, speriamo che il contenuto sia all’altezza di tale ambizione. Dai, Kendrick, non ci deludere.

9 maggio: “I am. All of us” – oklama (oklama è il soprannome di Kendrick, da cui prende il nome anche il suo sito web).

Comincia così “The Heart part 5”, il nuovo capitolo di una serie cominciata nel 2010 a cui Kendrick affida i suoi messaggi più importanti. E volete sapere una cosa? Il brano non fa parte dell’album. «As I get a little older, I realize life is perspective», ed ecco allora che nella canzone e nel fantastico video che l’accompagna Kendrick osserva la vita dalla prospettiva di Nipsey Hussle – il rapper ucciso tre anni fa di fronte al suo negozio di abbigliamento a Los Angeles –, di Kobe Bryant, di OJ Simpson, di Kanye West, di Will Smith e di Jussie Smollett - l’attore condannato a 150 giorni di carcere e 30 mesi di libertà vigilata per aver organizzato una finta aggressione omofoba nei propri confronti, mentendo poi alla polizia per far credere che fosse avvenuta veramente –, assumendone anche i volti grazie alla tecnica del deepfake.

E la base? Coltellate di pianoforte funk e percussioni campionate da “I Want You” di Marvin Gaye. Classe pura, Karim Benzema.

 Ancora due giorni ed ecco comparire la foto usata per la copertina, di cui ho già scritto: la febbre sale, il disco sta per uscire, e infatti venerdì 13 possiamo ascoltare la versione digitale. Concedetemi di partire dalla fine: «I choose me, I’m sorry», ho scelto me stesso, mi dispiace. Chi è andato in terapia, chi “ha fatto il lavoro”, conosce il significato di queste parole. Il quinto album di oklama è un’analisi politica, è una critica sociale, è un insieme di osservazioni sulla paternità, tratta argomenti come la cancel culture e gli abusi sessuali, ma dall’inizio alla fine è tutto una terapia.

«Hai davvero bisogno di una qualche terapia /Un vero nigga non ha bisogno di terapia, di che cazzo stai parlando? / No, dai, non fare lo stupido / Sono tutti stupidi / Bene, hai davvero bisogno di parlare con qualcuno, rivolgiti a Eckhart» - Dialogo tra Kendrick e Whitney posto all’inizio di “Father Time” 

 E se per qualcuno “terapia” è una parola impronunciabile, Mr. Morale & the Big Steppers mostra con grande sincerità perché Kendrick ha intrapreso il percorso e l’evoluzione che sta sperimentando come risultato.

Sì, ma chi è l’Eckhart a cui si riferisce Whitney Alford? Auto-definitosi un “maestro spirituale”, Eckhart Tolle ha scritto numerosi libri e ha svolto un ruolo di primo piano durante la lavorazione di quest’album, al punto da comparire in due brani, “Mr. Morale” e “Auntie Diaries”.

Per forza di cose l’album doveva essere doppio per contenere tutte le domande, tutti i perché, e il risultato finale è un altro capolavoro. Come ha scritto la webzine Consequence of Sound, «esaminando la propria psiche, apre la mente di quelli tra di noi con melanina nella nostra pelle».

A livello superficiale Kendrick Lamar può essere visto come una sorta di messia col cappuccio: a parte la corona di spine della copertina, in “Rich Spirit” si descrive come un “Cristo con un’arma da fuoco”, per poi smentirsi in “Savior”, dove ricorda a tutti di non essere un salvatore, anzi di avere difficoltà persino ad amare i propri vicini di casa.

«Seen a Christian say the vaccine mark of the beast / Then he caught COVID and prayed to Pfizer for relief» - “Savior”

Il concetto di “messia” ritorna nel penultimo brano del secondo disco, “Mother I Sober”, quello in cui compaiono Beth Gibbons dei Portishead e Thundercat, dove raccontando della violenza sessuale subita da sua madre quando lui aveva cinque anni Kendrick cerca di liberare da questo trauma sé stesso, la propria famiglia e tutti coloro che sono stati coinvolti in un’esperienza simile: è uno scambio emotivo tra Kendrick e la sua comunità.

 Due brani prima c’è “Auntie Diaries”, altro brano importante della raccolta, in cui a distanza di anni Kendrick fa i conti con la vicenda della zia transgender e si scusa della sua immaturità nell’affrontare la situazione.

Ovviamente ci sono anche le bombe e tra queste cito “Worldwide Steppers” e “N95”, il cui video è uscito mentre sto scrivendo, totalizzando in poche ore quattro milioni e mezzo di visualizzazioni (cinque sono mie, lo ammetto).

Rimane una curiosità: chi è Mr. Morale? Come spesso succede con Kendrick, le cose sono raramente come sembrano, e se da alcuni indizi contenuti nei testi si potrebbe pensare che Mr. Morale sia lui, in realtà potrebbero essere a scelta Kodak Black, Eckhart Tolle, Dio, un personaggio di fantasia, io che scrivo o voi che leggete.

La questione è poco importante: quel che più conta è che Kendrick Lamar è tornato per confermare che la sua è la voce più autorevole della sua generazione. Alcuni avevano storto il naso vedendolo al Super Bowl in compagnia di personaggi che senza dubbio hanno fatto la storia del rap a Los Angeles e non solo ma che adesso sono bolliti: Kendrick è un personaggio da museo, è entrato nella Storia e ha perso il contatto con la quotidianità, non ha più nulla da dire, non fa un disco da anni. Mr. Morale & The Big Steppers è qui a ricordarci che lui è un fuoriclasse, lui gioca in Champions League, proprio come Karim Benzema.

«Grazie per avermi tenuto nei vostri pensieri. Io ho pregato per tutti voi. Ci vedremo abbastanza presto» - oklama

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