La psichedelia astratta del GDG Modern Trio

Stefano Ghittoni (Dining Rooms), Bruno Dorella (Ronin, Bachi da Pietra, OvO) e Francesco Giampaoli (Sacri Cuori) sono il GDG Modern Trio

GDG Modern Trio
Disco
pop
GDG Modern Trio
Spazio 1918
Brutture Moderne
2018

Uniscono le forze in questo progetto, a nome GDG Modern TrioStefano Ghittoni (lo ricorderete nei Dining Rooms), Bruno Dorella (Ronin, Bachi da Pietra, OvO) e Francesco Giampaoli (Sacri Cuori).

Come cuochi superstar portano con sé gli ingredienti con cui meglio sanno creare pietanze inedite: chitarre desertiche, elettronica vintage, psichedelie a 35mm e non si fanno mancare anche il détournement guidato da una breve serie di field recordings.

Le geometrie da modernismo russo ispirate dalla copertina tracciano i confini mobili dell’operazione, naturalmente sospesa tra passato e futuro, tra futurismi passati e memorie visionarie. E il GDG Modern Trio evita con intelligenza il tranello della prevedibilità e allestisce un disco convincente e sintetico, in cui la voglia di sperimentare con i suoni si abbina a una chiarezza formale e narrativa che crea empatia con le canzoni.

L’effetto, molto interessante, è quello di un lavoro cui abbandonarsi come fosse un flusso astratto, ma anche cui rivolgere attenzione nei dettagli, seguendo le possibili narrazioni (per quanto interferenti e elusive) fin dentro al cuore di tanti piccoli film dalla pulsante intimità. Che bellezza!

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

pop

Keeley Forsyth, canzoni tra le macerie

Debris è l’impressionante esordio discografico dell’attrice inglese Keeley Forsyth, tra Nico e Scott Walker

Alberto Campo
pop

Capodanno con Kaytranada

Louis Kevin Celestin, produttore haitiano-canadese conosciuto con il nome di Kaytranada, chiude alla grande il decennio con Bubba

Ennio Bruno
pop

Beck perso nell’iperspazio

Un mal di vivere da superattico che suscita poca empatia attraversa il quattordicesimo album Beck, prodotto da Pharrell Williams

Alberto Campo