La (nuova) new wave di Marsico e Di Trapani

The Greatest Nots mette insieme due spiriti inclassificabili come Maurizio Marsico (Monofonic Orchestra) e Stefano Di Trapani (Demented Burrocacao)

Maurizio Marsico & Stefano Di Trapani  the greatest nots
Disco
pop
Maurizio Marsico & Stefano Di Trapani
The Greatest Nots
Plastica Marelli
2020

Si chiama The Greatest Nots il disco che mette insieme due spiriti inclassificabili come Maurizio Marsico (Monofonic Orchestra) e Stefano Di Trapani (Demented Burrocacao). Il primo – cui recentemente Christian Zingales ha dedicato un bel libro dal titolo Life On Marsico – è sin dagli anni Ottanta una figura importante della musica italiana tra italo-disco e avanguardia - mentre il secondo si muove con disinvoltura tra scrittura e guerrilla sonora. 

Mettendo in un frullatore tensioni new-wave e sferraglianti incubi quotidiani presenti, giustapponendo fonti apparentemente incongrue (voci, risate, tastierine, sibili, clangori sintetici) in una sorta di caleidoscopio pop-bruitiste, Marsico e Di Trapani allestiscono un teatro sonoro che dietro l’apparente provocatività cela ombre malinconiche (come nell’ottima “Il maestro siamo noi”, duetto tra pianoforte digitale e un kaval albanese che evoca straniamenti morriconiani) e che sarebbe riduttivo incasellare solo nella più o meno dichiarata adesione a un’estetica post-punk fluo che pure cola materica dentro i pezzi.

Dal jingle punk di “Savonex” alle robotiche dichiarazioni di “Fa molto caldo” (con una voce che ricorda quella della sigla di Daitarn3, non a caso Di Trapani ha scritto un libro sulle sigle dei cartoni, Si trasforma in un razzo missile), passando per “Arrota” con il suo piglio sintetico e per la chicca lisergico palingenetic-lounge di “Prati al contrario”, il disco racconta con spigolosa urgenza non solo una necessità personale di confronto tra i due autori, ma anche la scomoda contemporaneità in cui ci sentiamo imprigionati.

Bello e molto bella anche la copertina di Enrico Infidel D'Elia e Simone Tso. 

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