La Norma di Paolo Fresu

Paolo Fresu, con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri e l'Orchestra Jazz del Mediterraneo, rilegge l'opera di Bellini

Paolo Fresu
Paolo Fresu (foto di Roberto Cifarelli)
Disco
jazz
Paolo Fresu / OJdM / Paolo Silvestri
Norma
Tûk Music
2019

Il direttore d’orchestra, compositore e arrangiatore genovese Paolo Silvestri, su commissione di I Art - Sicilia Jazz Festival e Orchestra Jazz del Mediterraneo, ha deciso di rivisitare in una moderna chiave jazzistica e strumentale Norma, il capolavoro operistico del catanese Vincenzo Bellini, simbolo (sulla scia dell’esempio rossiniano) del compiuto melodramma romantico italiano della prima metà dell'Ottocento. 

I riferimenti sono riconoscibili: lo storico Porgy and Bess di George Gershwin orchestrato da Gil Evans – negli anni Cinquanta del secolo scorso – per l’inconfondibile “voce” solista di Miles Davis (qui letteralmente riportata in vita nei primi istanti di "Guerra! Guerra!"), tra i manifesti fondamentali del ricercato connubio tra scuola afroamericana e più tradizionale impostazione classica (il cosiddetto third stream, come lo avrebbero chiamato George Russell e Gunther Schuller). E, ancora, la profondità orchestrale (anche quella delle formazioni sinfoniche colte di primo Novecento), l’ampiezza e la leggerezza di quei luminosi e visionari arrangiamenti, che conciliavano alla perfezione composizione e improvvisazione, flessuosità ritmica e complessità armonica, ricerca timbrica e purezza melodica,

Inizialmente la richiesta era stata quella di una rilettura delle arie più famose di Vincenzo Bellini, «poi nel corso del lavoro di arrangiamento», racconta Paolo Silvestri nelle liner notes «ho invece maturato l'intenzione di creare una versione moderna di Norma, pur senza rispettare la successione originale dei brani, lasciando quasi inalterate le melodie nella loro straordinaria bellezza, mantenendone spesso la forma simile alle canzoni popolari del nostro tempo, ma rielaborando l'armonia e la strumentazione in uno stile jazzistico». 

Una rivisitazione in chiave strumentale dunque, svincolata dalla consecutio logica dello sviluppo narrativo, di alcune delle bellissime arie della Norma, con al centro la meravigliosa “voce” della tromba e del flicorno di Paolo Fresu, a “sostituire” le voci delle grandi soprano (tra tutte la sensuale fragilità dell’indimenticabile superba Maria Callas), che hanno reso celebre, potremmo dire immortale, quest’opera incantevole di difficile interpretazione ed esecuzione, data la complessità caratteriale e quindi musicale della sua principale protagonista. Questa la programmatica intenzione, secondo l’idea avvincente di una tromba che cerca di avvicinarsi il più possibile alle inflessioni della voce umana: e non a caso il disco viene pubblicato nella sottosezione voice dell’etichetta Tǔk.

Un risultato magnifico, per nulla scontato o ridondante, oseremmo dire necessario, sul piano del significativo intreccio linguistico come su quello dell’opportuno valore divulgativo, per altro riproducibile all’interno dei più disparati contesti. Un esito sontuoso ottenuto grazie alla bellezza degli ariosi coloristici arrangiamenti di Silvestri, e alla morbida, elegante, swingante, scorrevole leggerezza dispiegata in ogni momento dai sedici elementi dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo, con spesso in evidenza il pianoforte dell’ottimo Seby Burgio

Ma soprattutto grazie allo straordinario soffiato lirismo e al gusto concertante del sempre più onnivoro musicale Paolo Fresu (lo si ascolti intonare le celebri "Casta Diva", sublime invocazione all’argentea luna della sacerdotessa gallo romana Norma, e con la sordina "Dormono entrambi", oppure snodare e poi supremamente concludere la drammatica "Oh! Rimembranza!"), che ben si confanno al proverbiale cristallino lirismo melodico dell’arte compositiva di Vincenzo Bellini.

Una registrazione magistrale.

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