IKOQWE, la nuova Lisbona guarda all’Angola

Il nuovo progetto IKOQWE di Batida e Ikonoclasta racconta la vivacità della nuova scena lusofona

Ikoqwe The Beginning, the Medium, the End and the Infinite
Disco
world
IKOQWE
The Beginning, the Medium, the End and the Infinite
Crammed Discs
2021

Si chiama IKOQWE il progetto – presentato per la prima volta nel luglio del 2019 al Festival Músicas do Mundo di Sines, in Portogallo – che riunisce Pedro Coquenão, produttore cresciuto a Lisbona ma di origine angolana e meglio conosciuto come Batida, e il rapper nonché attivista angolano Ikonoclasta, il cui vero nome è Luaty Beirão, imprigionato nel 2015 con l’accusa di “tentativo di ribellione” nei confronti del presidente José Eduardo dos Santos e liberato dopo uno sciopero della fame durato trentasei giorni. 

– Leggi anche: Lisbon Beat, il suono dell'Africa portoghese

IKOQWE, IKO da Ikonoclasta, e COQWE da Coquenão, il creatore irrequieto che nel 2009 realizzò Dance Mwangolé. Batida apresenta IKOQWE - The Beginning, the Medium, the End and the Infinite è il primo capitolo di questa collaborazione.

L’effervescenza della nuova scena di Lisbona non accenna a esaurirsi e questo nuovo progetto ne è l’ennesima riprova: IKOQWE sono due personaggi immaginari provenienti da un tempo e uno spazio lontani che devono confrontarsi col mondo odierno e le cui impressioni sono raccolte in quest’album, un mix di elettronica, hip hop, suono di strumenti ancestrali angolani e approccio DIY.

Le loro ispirazioni arrivano dall’hip hop old school e dalla musica tradizionale angolana, e alcune canzoni si basano su suoni provenienti dal ricchissimo archivio dell’International Library of African Music, con sede a Grahamstown in Sudafrica.

Ecco allora i campionamenti di field recording fatti in Angola dall’etnomusicologo Hugh Tracey negli anni Cinquanta, dove compaiono tngomas, dikanzas e kissanges, l’emblematico lamellofono fatto conoscere al pubblico occidentale da Congotronics, lo spettacolare esordio del 2004 dei Konono N° 1, gruppo originario della Repubblica Democratica del Congo. E come s’intitola il loro disco del 2016? Konono N° 1 meets Batida, ed ecco che i conti tornano.

«Ikoqwe solletica il cervello, libera la parte inferiore dell’addome, mette i piedi per terra, leva i pugni in aria ma conserva aperto il cuore»

L’album si compone di undici tracce, con testi in Umbundu, lingua tipica di Huambo, il paese natale di Batida, slang angolano, portoghese e inglese, che parlano di neocolonialismo, neofascismo, ingiustizia e falsificazioni storiche.

“Pele” è il singolo che ha preceduto l’uscita dell’album, un mix di elettronica e trance music con beat eleganti, che nel video sfocia in una sorprendente esibizione live.

“Bulubulu” trasforma il suono tradizionale angolano in una dorsale percussiva, mentre i produttori Octa Push (altri ospiti sono Celeste Mariposa e Spoek Mathambo) intervengono in “Vai de C@n@!” tessendo loop aerofonici; “Makumba” si avvicina al kuduro con le sue distorsioni metalliche e sfocia in “The End (Kamicasio)” con la citazione della “Marcia Funebre” di Chopin.

Una delle vette della raccolta è “Quarantena”, titolo quanto mai attuale, dove su un tappeto percussivo si srotola il flow ironico e irriverente di Ikonoclasta.

 

 

Il compito di chiudere l’album spetta – e non avrebbe potuto essere altrimenti – a “The Infinite”, uno strumentale futuristico che lascia la porta aperta a nuove sperimentazioni.

 

The Beginning è un esordio coraggioso, immaginativo e affascinante: speriamo che i due diano un seguito a questa esperienza.

 

 

 

 

«Tutto succede contemporaneamente, non c’è continuità, non c’è connessione, non c’è completamento, tutto è solo adesso» - “The Medium”

 

 

                                                               Ennio Bruno

 

 


 

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