Ferragutti & Rosaly, futurismo afrolatino

 La musica meticcia di Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly, dalla Colombia a Portorico

 Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly
Disco
world
Ibelisse Guardia Ferragutti & Frank Rosaly
MESTIZX
International Anthem
2024

Ibelisse Guardia Ferragutti è un’artista multimediale residente ad Amsterdam che ha lavorato come performer, sceneggiatrice teatrale, artista visuale, musicista e insegnante. È cresciuta in Bolivia all’interno di una famiglia boliviana e brasiliana. Tra le sue collaborazioni musicali di spicco si segnalano quelle con Alabaster DePlume, jaimie branch, Ab Baars, Wilbert de Joode, Eric Boeren, Mary Oliver, Paul Koek, and The Paper Ensemble.

Frank Rosaly è un batterista, compositore e sound designer di famiglia portoricana, con una grande esperienza alle spalle e diversi dischi usciti a suo nome. Nato e cresciuto in Arizona, Rosaly è conosciuto per i suoi quindici anni di lavoro creativo nell’ambiente del jazz e della musica improvvisata di Chicago, prima di spostarsi ad Amsterdam nel 2016, dove ha conosciuto Ibelisse, dando vita con lei a un sodalizio lavorativo e sentimentale (i due sono sposati).

MESTIZX è il loro album d’esordio, prodotto e registrato in larga parte agli International Anthem Studios di Chicago, dove Ferragutti e Rosaly sono stati raggiunti da una comunità di musicisti e amici comprendente Matt Lux, Avreeayl Ra, Ben LaMar Gay, Daniel Villarreal, Bill MacKay, Rob Frye, e Mikel Patrick Avery, con contributi aggiuntivi da parte di Chris Doyle, Guilherme Granado, Viktor Le Givens e Fredy Velásquez.

Il risultato finale è una musica che infonde in maniera creativa motivi ritmici latini e swing dell’America Latina pre e post-coloniale all’interno di una collisione di avant jazz, art punk, Chicago post-rock, bomba, plena, cumbia, musica andina, minimal, electronica e folk. Con un suono totalmente originale ma innegabilmente universale – allo stesso tempo attuale e futuristico - MESTIZX contiene riferimenti e risonanze che piaceranno agli estimatori di Juana Molina, Max Roach & Abbey Lincoln, Liquid Liquid, Arto Lindsay, As Mercenarias, The Ex, Tortoise, Tom Zé, Elza Soares e La Mecanica Popular.

Partner nella vita e nell’arte, i due si immergono nei suoni delle loro rispettive radici ancestrali boliviane, brasiliane e portoricane, al fine di creare una meditazione profondamente personale sulla decolonizzazione e sul potere ribelle del rito e della protesta. La scelta stessa del titolo MESTIZX – una versione no gender della parola del colonialismo spagnolo, spesso usata con fini offensivi, per “persona meticcia” – sta a significare l’atteggiamento sia di sfida sia di accettazione nei confronti della liminarità delle loro identità e pratiche artistiche.

Un titolo che incapsula il tema principale dell’album: un viaggio, senz’altro complesso e immagino doloroso, attraverso l’introspezione culturale e la narrazione personale.

«Sono cresciuto abbastanza portoricano in casa ma mi hanno insegnato a mascherare questa mia identità all’esterno. Non mi era permesso di parlare spagnolo, così la batteria è diventata il mio linguaggio, annodando segretamente insieme il mio sentimento di connessione con mi tierra. Questo disco è la prima volta in cui do attivamente voce alle sfumature che sono dentro di me, permettendomi di prendere possesso di questo territorio mediano, che poi è ciò che secondo me questo album comunica… C’è questo posto insolito che esiste tra queste due culture a cui appartengo. C’è una storia complessa in quel pezzetto di medianità, vale la pena di dare voce a tutti noi che viviamo in quel territorio mediano» - Frank Rosaly

Il primo degli undici brani che compongono MESTIZX, “Invocaçao,” determina il tono generale con il suo mood etereo e riflessivo: le inquietanti parti vocali di Ferragutti, cantate in portoghese, insieme all’interazione melodica del piano e della marimba, invitano l’ascoltatore in uno spazio meditativo. Questo brano è come un’invocazione gentile di spiriti ancestrali che crea una venatura spirituale che risuonerà lungo tutto l’album. Come già detto, dal punto di vista musicale il disco è un caleidoscopio di generi e influenze, una fusione che dà vita a un paesaggio sonoro familiare e allo stesso tempo nuovo, che riflette i temi della sintesi culturale e della trasformazione, ricorrenti in tutto l’album. Il brano “Turbulência” esemplifica questo approccio: è un episodio di Afro-samba energica che sposa la sua urgenza verbale con ritmi pulsanti e coreografia vibrante, rendendolo un’illustrazione coinvolgente della profondità tematica della raccolta.

Un altro momento straordinario è rappresentato da “Destejer,” una canzone che cresce gradualmente d’intensità, adornata con i suoni impetuosi della cornetta di Ben LaMar Gay e del flauto di Rob Frye, mettendo in mostra l’abilità dell’album nell’intrecciare crescente complessità musicale con intensa profondità narrativa. 

Nel frattempo la canzone che dà il titolo all’album offre una meditazione più tenue ma ugualmente intensa sull’identità. L’abilità lirica di Ferragutti brilla mentre naviga tra più lingue, articolando l’esperienza di aver vissuto molteplici culture. Un altro pezzo che spicca è “Descend,” un inno di rinnovamento e resistenza, una richiesta di smantellamento di obsolete mentalità coloniali e d’immaginazione di un futuro di identità e possibilità rimodellate. Questa traccia non si limita a riaffermare le ambizioni tematiche dell’album ma sottolinea anche l’appello del duo all’azione per mezzo della loro musica.

Alla fine MESTIZX non è solo un album musicale ma una testimonianza culturale di forte impatto. Ferragutti e Rosaly hanno partorito un lavoro che è un omaggio ai loro progenitori e allo stesso tempo un manifesto per le generazioni future, un arco narrativo dall’introspezione all’azione, reso magistralmente in un mosaico di suoni che sfida, delizia e ispira. È una testimonianza della capacità della musica a creare un ponte tra passato e futuro, rendendo MESTIZX un debutto cruciale nel panorama odierno della (chiedo scusa preventivamente per l’uso di questa terribile nonché sbagliata definizione) world music.

«Abbiamo scelto MESTIZX come titolo per questo lavoro come atto di riconoscimento di quello stato misto, di quel meticciato, di essere persone difficili ma anche potenti̓» - Ibelisse Guardia Ferragutti

P.S. Vi ho detto all’inizio che Ferragutti è anche sceneggiatrice teatrale – e adesso aggiungo anche attrice; bene ecco una testimonianza del suo progetto Silverbones, in compagnia del marito e altri musicisti, un progetto digitale elaborato durante il periodo pesante della pandemia. «Noi Silverbones abbiamo costruito un giardino sonoro, un concerto digitale, un pellegrinaggio per voi. Per entrare in questo giardino vorremmo che voi faceste un passo dentro il vostro sogno, il vostro sogno fisico e viaggiaste con noi nella musica. Silverbones non è solo una band ma una famiglia che guarda alla musica come a una forza potente per portare luce sulla Terra». È andino-futurismo, bellezza!

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