Tutte le novità del 66° Concorso Busoni

AM

01 aprile 2026 • 5 minuti di lettura

In collaborazione con Bolzano Festival Bozen

Yifan Wu_web_ph Lucia Rose Buffa
Yifan Wu_web_ph Lucia Rose Buffa

A pochi mesi dalla vittoria di Yifan Wu, primo pianista cinese ad aggiudicarsi il Premio, la Fondazione Ferruccio Busoni – Gustav Mahler di Bolzano annuncia l’apertura delle iscrizioni per la 66ª edizione di una delle competizioni pianistiche più importanti al mondo. Tra le novità, figurano il Glocal Piano Festival, un vero e proprio evento concertistico in collaborazione con dieci istituzioni tra Asia, Europa e Stati Uniti d’America; l’inserimento di uno spazio totalmente libero dedicato all’improvvisazione; il Busoni Piano Festival, che accomuna giovani vincitori di alcuni tra i più importati concorsi al mondo, accanto ai grandi nomi del pianismo internazionale; e un convegno sull’arte del pianoforte.

Al fine di approfondire al meglio tutti questi aspetti, abbiamo intervistato il direttore artistico Peter Paul Kainrath.

Come stanno procedendo le iscrizioni al Concorso Busoni?

«A solo un mese dall’apertura delle iscrizioni, che si chiuderanno il 13 maggio 2026, abbiamo già registrato un interesse molto vivo. L’obiettivo è quello di avvicinarci ai risultati delle ultime edizioni: nella precedente, ad esempio, il Concorso Busoni ha raggiunto il numero record di 648 iscrizioni, un dato straordinario che ha persino superato quello del Concorso Chopin».

Quali sono le novità che accompagneranno la prossima edizione del concorso?

«Le novità ci sono state suggerite dall’esperienza della precedente edizione. Ad esempio, prima di eseguire il programma, il vincitore Yifan Wu ha iniziato le sue esibizioni improvvisando al pianoforte, quasi volesse esplorare il suono dello strumento in quel momento. Se da un lato questo gesto ha suscitato alcune critiche, dall’altro ha segnato un nuovo modo di approcciarsi al pianoforte e di stare sul palco. Da qui è nata una riflessione sulla libertà dell’artista: cosa cerchiamo davvero? E in che modo un concorso può distinguersi dal mondo accademico?

Così, a partire dalla prossima edizione, ciascun candidato avrà la possibilità di improvvisare. Abbiamo infatti introdotto nel regolamento uno spazio completamente libero, in cui il pianista potrà esprimersi in modo ancora più originale, improvvisando su temi propri o altrui».

Come si svolgerà la fase di selezione dei candidati?

«Una prima fase prenderà in esame tutte le candidature, dove saranno esaminati i video e i curricula inviati. Da qui saranno selezionati i 120 talenti che parteciperanno al Glocal Piano Festival. Si tratta di un formato completamente nuovo, che non si riduce alla semplice sfida tra i pianisti ammessi, ma prende invece la forma di un vero e proprio evento concertistico. Grazie alla collaborazione con istituzioni di primo livello tra Asia, Europa e Stati uniti, con lo slogan Art first – then the Competition la selezione dei finalisti avverrà in dieci rinomate sale da concerto, dove i candidati si esibiranno in un programma del tutto libero per dare loro massimo agio nell’esprimere la propria identità artistica. In questo modo la prova di preselezione alla 66° edizione del concorso si trasformerà in una vera e propria festa internazionale del pianismo.

Durante queste esibizioni, il pubblico potrà votare il proprio artista preferito, contribuendo così a segnalarlo per le prove del concorso a Bolzano. I candidati avranno quindi due possibilità per accedere alla fase successiva: essere selezionati dalla giuria tecnica, che valuterà da remoto i video inviati, oppure venire indicati direttamente dal pubblico in sala. Il Glocal Piano Festival avrà luogo quest’anno, mentre le fasi finali del Concorso Busoni si svolgeranno a Bolzano nel 2027. Da alcuni anni, infatti, il Concorso si sviluppa nell’arco di circa diciotto mesi».

La Fondazione seguirà inoltre l’attività di rappresentanza e management artistico del vincitore.

«Mi piace pensare che il Concorso Busoni accompagni per due anni l’attività del vincitore, offrendo anche la gestione del management e promuovendone l’attività concertistica a livello internazionale. Nell’arco di 24 mesi, Arseni Moon, vincitore dell’edizione 2023, ha tenuto quasi 120 concerti. Diversamente, Yifan Wu ha scelto di utilizzare questo periodo per approfondire il repertorio di Hindemith e Mompou. In base ai propri obiettivi artistici, il vincitore può quindi decidere se intraprendere un’intensa attività concertistica o dedicarsi allo studio».

Martha Argerich ph Adriano_Heitman
Martha Argerich ph Adriano_Heitman

Anche durante la prossima estate Bolzano potrà contare sulla presenza di alcuni pianisti?

«Nell’ambito del Bolzano Festival Bozen, da alcuni anni la fase di preselezione è accompagnata dal Busoni Piano Festival. Con questa iniziativa abbiamo voluto offrire al pubblico bolzanino l’opportunità di ascoltare non solo vincitori di altri concorsi, ma anche grandi interpreti internazionali. Tra questi, si esibiranno Grigory Sokolov e Arcadi Volodos, con il quale auspichiamo di avviare una collaborazione stabile. Igor Levit farà il suo debutto a Bolzano: un artista che incarna ideali affini a quelli di Busoni, sia come interprete, che come cittadino del mondo. Non mancheranno inoltre nomi di assoluto rilievo, tra tutti Martha Argerich e Lilya Zilberstein, che torneranno a esibirsi in duo.

Tra i più giovani, ci saranno Aristo Sham, primo premio al Van Cliburn 2025; Nikola Meeuwsen, vincitore del Queen Elisabeth; Yifan Wu, vincitore del Busoni 2025; e il primo premio del Concorso Arthur Rubinstein, che verrà proclamato a Tel Aviv nel maggio 2026».

Infine, ci sarà anche un convegno: di cosa si tratta?

«Novità del Busoni Piano Festival, il convegno intitolato L’artista del futuro vedrà protagonisti proprio i giovani vincitori dei concorsi menzionati, che saranno così chiamati a riflettere sulla propria identità artistica e sulle aspettative nei confronti del mercato musicale. Tra gli ospiti, il pianista spagnolo Josu de Solaun, che ha introdotto il concetto di Global Neutral Style per descrivere il livello di precisione e raffinatezza oggi richiesto ai musicisti. Sorge allora una domanda: il pubblico ricerca davvero una perfezione sempre più assoluta, rischiando così di non distinguere un pianista dall’altro? Oppure è necessario riaprire uno spazio che valorizzi maggiormente l’individualità dell’artista?

In fondo, la vittoria di Yifan Wu è stata possibile anche grazie alla presenza in giuria di personalità come quella di Josu de Solaun e Lucas Debargue. Credo che ora sia importante proseguire su questa strada, affinché quel risultato non resti un episodio isolato nella storia del concorso».