Selfie con dischi #3: Caterina Simoncini

La nostra rubrica dedicata agli "ascoltatori forti", gli irriducibili appassionati di dischi nell'epoca dello streaming

Selfie con dischi Caterina Simoncini
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Ascoltatori appassionati, collezionisti irriducibili, indomiti sognatori, enciclopedie viventi: sono i tanti uomini e donne che, pur avendo un altro lavoro, fanno dei dischi e della musica una delle attività più importanti della loro quotidianità. A queste persone, portatrici di stimoli, idee, emozioni e cultura musicale, abbiamo deciso di dedicare una rubrica, Selfie con dischi, un veloce ritratto in cui possono raccontare se stessi, la loro passione e, soprattutto, suggerirci un sacco di ascolti!

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Oggi è la volta di Caterina Simoncini.

Selfie con Dischi - Caterina Simoncini

Nome: Caterina Simoncini

Dati personali: 45 anni, psicoterapeuta, Pontremoli (MS)

Dischi posseduti: Numero non pervenuto. Mai contati, sarebbero sempre troppo pochi

Formati: Vinile /cd

Generi preferiti: Folk, pop, rock, jazz, blues, elettronica

 

Quante ore di musica ascolti mediamente al giorno e in che momenti?

«Il tempo che impiego per andare al lavoro mi concede l'ascolto di un paio di dischi (andata e ritorno). È un tempo strano, quasi recuperato e ricucito: guidare e andare al lavoro significa ascoltare qualcosa, dovendo comunque mettere le frecce, guardare a destra e a sinistra, imprecare per un ritardo, ripassare mentalmente una strategia da adottare sul lavoro... Insomma tutte cose che portano via attenzione, concentrazione e godimento a quello che rischia di diventare un sottofondo. Nessun primo ascolto dedicherei a un album in queste condizioni. Quindi si parla di dischi conosciuti a memoria, da risentire e risentire ancora. Nel resto della giornata almeno un ascolto serio, vero, intenso, senza distrazioni, lo ritaglio in casa. Disco nello stereo. Silenzio assoluto. Qualche volta, se non leggo, un ultimo disco arriva anche alla sera, in cuffia. In casa c'è già chi dorme, un gatto in ruzza, una lavastoviglie irrispettosa».

C’è un formato (vinile, cd) che preferisci? 

«Vinile per lo stereo, cd per la macchina, formati altri per le cuffie (“scassacazzo” sì, ma con cautela!)».

Quando hai comprato il tuo primo disco? Ti ricordi qual era?

«Il primo disco è stato un “furto”, The Beatles 1962-1966 sottratto alla cassapanca dei miei genitori dove frugavo a undici anni senza permesso (poi uno dice “la vita non è anche questione di culo”…)».

Dove acquisti principalmente i dischi?

«Ovunque: negozi superstiti, on line, fiere».

Esiste un disco che hai amato tanto e che ora non riesci più a ascoltare, che non ti piace più? 

«Ce ne sono tantissimi. Pesco proprio in un “mare” e dico tutti i dischi degli U2, per esempio».

Possedendo tutti quei dischi, quando compri un disco nuovo, quante volte in media lo ascolti, in un anno? 

«In genere un disco nuovo lo ascolto almeno due/tre volte. Se poi entra a far parte dei dischi che adoro l'ascolto diventa sparso come gli altri».

Ci sono dischi recenti che pensi ascolterai ancora tra 10 anni? 

«Tantissimi. Dico l'ultimo di Bill Fay che è uscito in questi giorni. E chi smetterà mai più di sentirlo?».

Quali sono i tre dischi che più hai ascoltato (o ritieni di avere ascoltato) nella tua vita di ascoltatore e quelli che più hai ascoltato negli ultimi mesi?

«Blonde on Blonde di Bob Dylan, Pink Moon di Nick Drake, il White Album dei Beatles.
Elliott Smith, Ciao Cuore di Riccardo Sinigallia e Cose lette e non lette di Nico Sambo».

Dovessi consigliare un solo disco della tua collezione a una persona che non lo conosce, quale sarebbe?

«Il tuffatore di Flavio Giurato».

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