Ritornano le Traiettorie tra musica moderna e contemporanea

Dal 1 ottobre riprende la storica rassegna di Parma, quest’anno dedicata alla musica contemporanea degli USA | IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE PROMETEO

Jack Quartet (foto Beowulf Sheehan)
Jack Quartet (foto Beowulf Sheehan)
Articolo
classica

Avviata lo scorso primo giugno, inaugurando una formula rinnovata nell’articolazione del suo cartellone ma coerente con l’indirizzo artistico coltivato con costanza e determinazione fino a questa XXXI edizione, la rassegna di musica moderna e contemporanea Traiettorie riparte dal 1 ottobre con il concerto di Yaron Deutsch ospitato alla Casa della Musica di Parma.

Nel programma proposto dal chitarrista originario di Tel Aviv, fondatore e direttore artistico di Ensemble Nikel, troviamo, tra gli altri brani, Electric Counterpoint di Steve Reich, segno tangibile di quel filo conduttore che lega l’intero programma 2021 della rassegna parmigiana e che si concretizza nello sguardo privilegiato rivolto alla musica d’oltreoceano.

Un carattere confermato anche in occasione della ripresa di questa rassegna dopo la pausa estiva, avvenuta grazie ad un concerto partecipativo che ha reso omaggio a compositori quali Terry Riley e Philip Glass, e che abbiamo approfondito parlando della parte autunnale del programma con il direttore artistico Martino Traversa.

Martino Traversa (foto Annarita Melegari)
Martino Traversa (foto Annarita Melegari)

Quindi il primo ottobre il programma di Traiettorie riparte con la chitarra di Yaron Deutsch…

«Vero, si tratta della prima volta che la chitarra elettrica nella dimensione solistica entra a far parte di un programma della nostra rassegna e lo fa con l’interprete che più di tutti ha contribuito a rafforzarne la presenza nel contesto della musica colta contemporanea. La scaletta dei brani proposti da Deutsch sarà articolata fra due classici della chitarra elettrica ed elettronica molto diversi tra loro per caratteristiche di scrittura ed espressive come Electric Counterpoint di Steve Reich e La Cité des Saules di Hugues Dufourt, ai quali si aggiungono due brani appositamente scritti per questo interprete come Sgorgo Y di Pierluigi Billone e All the boys forgot about you di Avshalom Ariel».

Yaron Deutsch (foto Markus Sepperer)
Yaron Deutsch (foto Markus Sepperer)

Gli appuntamenti successivi vedono il ritorno della rassegna nella cornice del Teatro Farnese…

«Si, sul palcoscenico di uno dei luoghi più suggestivi della città di Parma, e che tradizionalmente ospita la nostra rassegna, sono previsti due appuntamenti particolarmente significativi. Giovedì 7 ottobre sarà di scena Irvine Arditti, il grande violinista londinese che torna a Traiettorie per la quarta volta da solista dopo aver partecipato altre dieci volte con il suo Quartetto alla nostra rassegna. Una presenza affezionata, quindi, e un graditissimo ritorno. In questa occasione, Arditti propone un programma estremamente virtuosistico che, in linea con l’omaggio di questa edizione della rassegna alla musica statunitense, accoglie tre compositori americani di tre generazioni diverse e di diverse declinazioni musicali. Le quattro Lauds di Elliott Carter sono infatti poesie sonore dedicate a colleghi compositori scomparsi che, per quanto scritte negli ultimi quindici anni del secolo scorso, appaiono assai distanti dalla capacità di far emergere uno sfocato profilo lirico dalle reiterazioni sequenziali di Another face, brano del sessantottenne David Felder presentato qui in prima italiana. Un’energia intensa, poi, sarà la cifra del dittico imagE & imAge dell’ottantasettenne Roger Reynolds, scritto proprio per Arditti nel 2015 e che al Farnese lo eseguirà per primo in Italia. A completare il programma del violinista troviamo Unsichtbare Farben dell’inglese Brian Ferneyhough tutto basato sulle disparità ritmiche, e il delizioso gioco di ritmi in movimento e di sonorità in evoluzione di Einspielung del portoghese Emmanuel Nunes».

Giovedì 7 ottobre sarà di scena Irvine Arditti, il grande violinista londinese che torna a Traiettorie per la quarta volta da solista dopo aver partecipato altre dieci volte con il suo Quartetto alla nostra rassegna. Una presenza affezionata, quindi, e un graditissimo ritorno.

«Il successivo appuntamento al Teatro Farnese vede protagonista, il 12 ottobre, il newyorchese JACK Quartet (Christopher Otto e Austin Wulliman violini, John Pickford Richards viola e Jay Campbell violoncello), formazione molto agguerrita nell’ambito della musica contemporanea sia sotto il punto di vista esecutivo, sia nella commissione di pezzi nuovi e nell’attività esecutiva di compositori poco conosciuti, per quanto anche le loro esecuzioni di grandi compositori contemporanei come Lachenmann, Xenakis, Reich e Haas abbiano fin dagli esordi attirato l’attenzione entusiasta della critica. A Parma questa formazione propone un programma dal segno particolare, che comprende a fianco del secondo Quartetto di György Ligeti e a Tetras di Iannis Xenakis, pagine significativamente paradigmatiche dello stile dei rispettivi autori, una trascrizione per quartetto di Angelorum psalat tripudium, una composizione del XIV secolo per due voci attribuita a un misterioso Rodericus scritta su una sofisticatissima sovrapposizione di ritmi che rendono l’esecuzione estremamente difficile ma anche straordinariamente vicina a molti atteggiamenti compositivi della nostra contemporaneità. Il quartetto The Remedy of Fortune» di John Zorn, infine, si affianca a questo singolare pezzo medievale per la fonte di ispirazione, vale a dire i mottetti medievali di Guillaume de Machaut, contemporaneo e frequentatore degli stessi ambienti intellettuali di Rodericus».

Teatro Farnese di Parma (foto Davide Bona)
Teatro Farnese di Parma (foto Davide Bona)

Quali solo invece i caratteri degli altri appuntamenti che porteranno il cartellone a chiudersi il prossimo 4 novembre?

«La parte finale della rassegna ritorna ad essere ospitata alla Casa della Musica, a partire dal concerto previsto per il 21 ottobre e che vede protagonista l’Ensemble Musikfabrik, una delle compagini di più lunga fedeltà a Traiettorie: la sua prima presenza nella rassegna risale al 1994, quando la formazione di Colonia aveva appena quattro anni di vita, e ora torna per la quinta volta. Poiché la formazione completa di quindici elementi si declina spesso in formazioni più frammentate, a Parma si presenta con tre dei suoi solisti, Carl Rosman al clarinetto, Marco Blaauw alla tromba e Benjamin Kobler al pianoforte. Il programma proposto da questo ensemble è dedicato ai grandi autori del secondo Novecento che hanno fatto la sua fortuna e hanno caratterizzato il suo profilo interpretativo quali Ligeti, Lachenmann, Berio, Boulez, Stockhausen. In un’edizione come quella di quest’anno, che omaggia la musica degli Stati Uniti, questo programma interamente europeo si propone perciò come pietra di paragone nei confronti della cultura d’oltreoceano che segna i programmi degli altri concerti, a partire dal seguente affidato al pianoforte di Emanuele ArciuliInfatti, per l’appuntamento del 27 ottobre abbiamo coinvolto un pianista che alla cultura musicale americana dedica sia gran parte della propria attività di interprete, con oltre quaranta tour negli Stati Uniti dal 1998 a oggi, sia un impegno di studioso e divulgatore, attraverso libri e lezioni radiofoniche e televisive. Particolarmente ricco il programma offerto da Arciuli, con brani di John Cage (In a Landscape), George Crumb (Eine kleine Mitternachtmusik), Peter Gilbert (Piano Sonata (New Scenes from an Old World) in prima esecuzione assoluta), Thelonious Monk (’Round Midnight Theme in un arrangiamento dello stesso Arciuli), oltre ad altre pagine di autori quali John Harbison, Milton Babbitt, Michael Daugherty, Philip Glass e Frederic RzewskiPer l’appuntamento finale, il 4 novembre ospiteremo gli Allievi del Conservatorio di Parigi, confermando la proficua collaborazione tra la nostra rassegna e il Conservatorio francese».

Infine quest’anno avete avviato la nuova iniziativa rappresentata dal Traiettorie Music Prize, di cosa si tratta?

«Si tratta di un impegno promosso dalla Fondazione Prometeo e finalizzato alla valorizzazione dei giovani compositori impegnati in ricerche particolarmente originali sul fronte dei linguaggi musicali contemporanei. Quest’anno il premio è stato assegnato al compositore francese Maël Bailly, classe 1988, per la qualità delle sue composizioni, l’utilizzo di linguaggi innovativi e il suo impegno nel promuovere la musica contemporanea. Al giovane compositore sarà commissionato un nuovo brano che verrà eseguito, insieme ad altre sue composizioni, nel corso di uno dei concerti della prossima edizione della rassegna Traiettorie prevista per il 2022».

Per informazioni e approfondimenti: www.fondazioneprometeo.org.

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