Le pagelle di Eurovision 2022 - seconda semifinale

Achille Lauro saluta Eurovision, ma ci sono molte altre brutte canzoni: le pagelle della seconda semifinale

Pagelle Eurovision Song Contest 2022
Articolo
pop

Altri 18 brani, altri 8 da eliminare dopo quelli della prima semifinale: tra ballad zuccherose, indie-rocker periferici, svacchi latini e principesse Disney, Eurovision è davvero entrato nel vivo. Si salvano Belgio, Repubblica Ceca, Azerbaijan, Polonia, Finlandia, Estonia, Australia, Svezia, Romania e Serbia. Vanno a casa Cipro, Georgia, Irlanda, Israele, Macedonia del Nord, Malta, Montenegro, e San Marino – con Achille Lauro e il suo toro meccanico che si chiama Roberta.

Ecco allora le nostre pagelle, in attesa della gran finale di sabato 14.

– Leggi anche: Le pagelle di Eurovision 2022 - prima semifinale

Finlandia: The Rasmus  –  Jezebel

Leggendo la pagina Wikipedia dei Rasmus ho scoperto che pochi mesi fa lo storico chitarrista del gruppo ha lasciato la band, con cui suonava dal 1994. Che ce ne frega, dite? Niente, ma è comunque un’informazione interessante. Più interessante di questo brano, che è qui per ricordarci quanto fosse sciapo quel rockettino primi duemila di cui i Rasmus furono – brevemente – esponenti di un certo rilievo, e che si è forse ormai meritato il diritto all'oblio.

Voto 4: Pauli Rantasalmi è uscito dal gruppo.

Israele: Michael Ben-David  –  I.M.

Balletti in bianco e molta, molta queerness: gli ingredienti per sfondare a Eurovision ci sono tutti, ma – ci dice il voto del pubblico – non basta. Il pezzo non ha molte buone idee musicali, e galleggia solo grazie alla buona produzione.

Voto 6.

Serbia: Konstrakta  –  In Corpore Sano

Insieme al Portogallo, la Serbia è il secondo oggetto alieno dentro questo Eurovision. Konstrakta porta sul palco una performance-coreografia a metà tra un rito ortodosso e un video educativo su come lavarsi le mani correttamente, cantando in serbo. Incredibilmente, funziona – e arriva pure in finale. Dal punto di vista musicale, “In Corpore Sano” è costruito in maniera molto intelligente, con una produzione minimale e molto poco eurovisiva.

Voto 7.5.

Azerbaijan: Nadir Rustamli  –  Fade To Black

Se l’Azerbaijan è noto per l’esportazione di petrolio e non di ballad pop, una ragione ci sarà pure.

Voto azero.

Georgia: Circus Mircus  –  Lock Me In

Hipster steampunk da Tbilisi, i Circus Mircus azzeccano un ear worm un po’ new wave. Difficile capire se siano un gruppo interessante o dei freak da Eurovision, ma per ora vale il beneficio del dubbio.

Voto 7 Georgia on my mind.

Malta: Emma Muscat  –  I Am What I Am

Pezzo orecchiabile e furbetto della già partecipante di Amici Emma Muscat, che ricorda dieci canzoni diverse senza fartene riconoscere nessuna. Fuori dalla finale contro ogni pronostico.

Voto 6.

San Marino: Achille Lauro  –  Stripper

Quello che a Sanremo è queer o eccessivo o provocatorio a Eurovision è un normale giovedì di lavoro. Non avendo (più) le canzoni, Achille deve puntare sulla performance e sulla coreografia. L’idea dietro quelle di “Stripper” è: «APRI TUTTO»: fiamme, esplosioni, gabbie, borchie, chitarre che lanciano scintille, un bacio uomo-uomo e un toro meccanico (che ci è stato detto chiamarsi Roberta). Alla fine, se butti tutto nel piatto una cena decente la metti insieme, e – almeno dentro al palazzetto – ci si diverte. Ma, appunto, il pubblico internazionale non è quello di Sanremo e San Marino, che in passato aveva raggiunto la finale con personaggi del calibro di Valentina Monetta, Serhat e Sehnit se ne torna mestamente sul Monte Titano.

Voto 6.5.

Australia: Sheldon Riley  –  Not The Same

Una bella voce, bei costumi di scena – all white con maschera di lustrini – per una ballad melodrammatica che farà impazzire la comunità degli eurofan.

Voto 6.

Cipro: Andromache  –  Ela

Piazzata in scena dentro una specie di conchiglia luminosa, la greca Andromache (che gareggia per Cipro) mette in scena una versione coatta della Nascita di Venere del Botticelli, seducente come un gyros pita sotto il sole di agosto. La canzone mescola ammiccando un po’ di svacco latino con una punta di dance turco-greca. E vedo che non vi sto convincendo.

Voto 4.

Irlanda: Brooke  –  That’s Rich

Un buon pop orecchiabile, che aveva tutto per arrivare in finale e fallisce. Staremo bene anche senza.

Voto 6.

Macedonia del Nord: Andrea  –  Circles

Siccome sul fronte spettacolare la Macedonia del Nord va al risparmio (già tanto ci siano delle luci nella performance di Andrea), punterà tutto sulla canzone – direte voi. In realtà in “Circles” si aspetta solo che succeda qualcosa, ma alla fine sono passati tre minuti, hai guardato il telefono due volte, risposto a un messaggio e la canzone è finita e già non te la ricordi più. Andrea, comunque, ha una bella voce e una bella presenza in scena.

Voto 4.

Estonia: Stefan  –  Hope

«Mi è venuta un’idea: facciamo un brano country-pop e ci mettiamo delle citazioni di Morricone, sai, il fischio» «Uhm, non lo so il pubblico capirà?» «Ovviamente una chitarra acustica» «OK.» «Mettiamoci anche dei suoni di frusta e dei cavalli al galoppo» «Sì, sì, mi stai convincendo» «E a un certo punto il coro grida EHI». «Stefan, sei un GENIO!».

Voto 1 Lo chiamavano Trinitàllin

Romania: WRS  –  Llámame

Reguetón rumeno con camicia di seta rossa e capello ingellato? Con una punta di latin-dance anni novanta? E una sezione in auto-tune? Per me è netto, senza sensi di colpa. La Romania riesce dove ha fallito l’Albania nella prima serata, e va in finale: la balleremo su tutte le spiagge, da Vama Veche a  Sfântu Gheorghe.

Voto BEBEBE

Polonia: Ochman  –  River

Non sarà che a forza di esportare in Est Europa roba tipo Il Volo, alla fine abbiamo rovinato i cantanti polacchi e azeri? È ora di fare autocritica.

Voto 2.

Montenegro: Vladana  –  Breathe

Pezzo da principessa Disney per Vladana, che se ne torna nel suo castello in Montenegro.

Voto 4.

Belgio: Jérémie Makiese  –  Miss You

Jérémie Makiese è calciatore professionista, oltre che cantante. Il Belgio ha prodotto negli ultimi anni ottimi cantanti e ottimi calciatori. Quindi – deduco – lo rivedremo presto in campo?

Voto 5.

Svezia: Cornelia Jakobs  –  Hold Me Closer

La svedese Cornelia Jakobs ha una bella voce graffiata, ma il pezzo che porta a Eurovision 2022 è abbastanza moscio, e non basta un bel lavoro sulle luci a risollevarlo.
Voto 5.

Repubblica Ceca: We Are Domi  –  Lights Off

Uno dei pezzi più danzerecci e irresistibili di questo Eurovision, “Lights Off” è un electro-pop retromaniaco il giusto (i novanta vanno per la maggiore in questa edizione).

Voto 7.

 

Fuori concorso.

Spagna: Chanel – Slomo

Una delle favorite, Chanel prende una punta di Rosalìa e la declina in direzione meno cerebrale e più tamarra.

Voto 7.

Regno Unito: Sam Ryder – Spaceman

Liberamente ispirato al personaggio di Will Ferrell in Fire Saga, l’inglese Sam Ryder punta tutto sulla voce, ed è dato fra i favoriti.

Voto 5.

Germania. Malik Harris – Rockstars

Guitar trap con una produzione da Garage Band e un songwriting post-adolescenziale: ci sono tutti gli ingredienti per ignorare Malik Harris fino a sabato, e nei mesi successivi.

Voto 3.

Se hai letto questo articolo, ti potrebbero interessare anche

pop

Abbiamo intervistato Kevin Richard Martin (The Bug) in attesa del suo live a Jazz Is Dead

pop

Per i suoi 40 anni Combat Rock è accompagnato da The People's Hall, che raccoglie 12 canzoni poco conosciute

pop

Liberato II è il ritorno del misterioso cantante-producer partenopeo. Che nel frattempo è cresciuto