La sindrome Palindrome

To Feel You è l'esordio del duo elettronico torinese Palindrome: li abbiamo incontrati

Palindrome
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Incontriamo i Palindrome, duo elettronico torinese formato da Alessandro Maccarrone e Paolo Peyron, in occasione della pubblicazione di To Feel You, il loro EP d’esordio.

«Il nome Palindrome è stato scelto perché eravamo annoiati dalla scelta dei titoli e inoltre ci sono sempre piaciuti i giochi di parole, i palindromi; se a questo aggiungi le nostre nature ossessivo-compulsive, ecco spiegato il senso del nome». Sento «nature ossessivo-compulsive» e guardo Alessandro Maccarrone, una delle due metà dei Palindrome, lui mi guarda e poi scoppiamo a ridere tutti e due.

Alessandro e Paolo lavorano insieme da cinque anni, dopo precedenti esperienze come produttori; decisi a staccarsi per un po’ dal circuito dei club, passano gli ultimi due anni e mezzo a lavorare su una ventina di tracce: dopo un lavoro certosino di scrematura, le cinque selezionate hanno dato corpo al loro EP d’esordio, uscito per l’etichetta francese Lotus Vision.

Come riportato, le canzoni sono cinque per una durata totale di quasi sedici minuti: «Pensavamo di metterci di meno, ma il nostro perfezionismo e le nostre nature ossessivo-compulsive di cui sopra hanno dilatato i tempi. Ovviamente arriva il momento in cui realizzi che, pur essendo tutto ulteriormente perfezionabile, non puoi fossilizzarti sullo stesso materiale, hai voglia di lavorare su brani nuovi o su qualcosa di già abbozzato e a cui vuoi fornire una spina dorsale intorno a cui plasmare nuove sonorità. Siamo molto soddisfatti del risultato finale, rispecchia perfettamente le nostre personalità, i nostri gusti e, perché no, le nostre influenze. Abbiamo fatto tutto da soli: quando cercavamo delle voci da inserire all’interno delle nostre tracce musicali o intorno alle quali costruire i brani, non siamo stati contenti del risultato e abbiamo deciso che io sarei stato il cantante, con interventi di entrambi per rendere la mia voce effettata, un po’ come ha fatto The Blaze».

La title-track è stata la prima canzone in cui Alessandro si è cimentato come cantante: «Avevamo due testi pronti, abbiamo fatto una sorta di mash-up e molto rapidamente, con pochi interventi, ci siamo trovati con un nuovo testo pronto. È una canzone per così dire a specchio, su persone che vedono la stessa cosa ma la interpretano in maniera diversa, se non opposta; parte quasi ambient per poi prendere sostanza e finire con un suono ossessivo in lontananza, ottenuto manipolando all’estremo le nostre apparecchiature. Abbiamo deciso di inserirla tra il brano d’apertura, “Purity”, uno strumentale d’atmosfera, e “Ghost Doors”, probabilmente l’episodio più dance della raccolta e probabilmente quello di cui siamo più soddisfatti. Di questo brano abbiamo girato anche il video, in una multisala abbandonata a Muggiò, un comune della provincia di Monza e Brianza, un set affascinante già usato da altri video-maker, che ci è sembrato l’ambiente ideale dove raccontare la storia di un fratello dalla personalità forte alla ricerca di un fratello al contrario debole che si è perso o che si è voluto perdere, l’interpretazione è libera. Se vogliamo, questa dualità è la stessa che caratterizza Paolo e me, siamo due facce della stessa medaglia. Abbiamo stabilito una sorta di divisione dei compiti all’interno di Palindrome, Paolo ha grandi capacità musicali, io magari me la cavo meglio coi testi, ma entrambi, a volte, invadiamo il campo dell’altro, avendo ben presente qual è la meta ultima del nostro viaggio».

Adesso, com’è normale, parte la promozione del disco: il 18 luglio saranno ospiti a Radio Raheem con una selezione di brani che li hanno influenzati negli ultimi anni e poi forse ci sarà ancora il tempo per esibirsi in qualche festival estivo. «Il live è pronto, ci abbiamo lavorato molto, abbiamo dieci, quindici tracce da proporre, sarà un set di 45 minuti. Se ci sarà il tempo, ci piacerebbe fare un party di presentazione a Torino, radunando gli amici che hanno supportato in questa avventura».

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