Iván Fischer per Vicenza Opera Festival 2026

Al Teatro Olimpico il Maestro ungherese dirige tre recite de Il flauto magico e un originale programma sinfonico.

AM

22 ottobre 2026 • 5 minuti di lettura

In collaborazione con Società del Quartetto di Vicenza

Ivan Fischer, courtesy Vicenza Opera Festival
Ivan Fischer, courtesy Vicenza Opera Festival

Dal 23 al 26 ottobre Iván Fischer torna al Teatro Olimpico di Vicenza, alla testa della sua Opera Company, per la IX edizione del Vicenza Opera Festival organizzato dalla Società del Quartetto. La rassegna operistica ideata dal direttore ungherese, con parentesi sinfonica, sarà seguita anche quest'anno da centinaia di spettatori provenienti da ogni parte del mondo. Singoli melomani e gruppi organizzati – uno di questi anche dall'Australia – si sono dati appuntamento a Vicenza per assistere al Teatro Olimpico all'ultimo capolavoro teatrale di Mozart.

«Tra gli obiettivi che la Società del Quartetto intende perseguire con il Vicenza Opera Festival – afferma Roberto Rigoni Stern, Presidente della Società del Quartetto di Vicenza –, vi è certamente l'eccellenza, portando a Vicenza artisti, direttori d'orchestra e produzioni di livello internazionale, capaci di confrontarsi con i più importanti palcoscenici del mondo. Il Vicenza Opera Festival rappresenta, in questo senso, una sfida culturale di straordinario valore, fortemente voluta dal nostro direttore artistico Piergiorgio Meneghini e resa possibile dalla sensibilità e dal talento di un maestro come Iván Fischer, che ha riconosciuto nel Teatro Olimpico uno dei luoghi più straordinari al mondo per fare musica e teatro».

Roberto Rigoni Stern, Presidente della Società del Quartetto di Vicenza
Roberto Rigoni Stern, Presidente della Società del Quartetto di Vicenza

IL FLAUTO MAGICO
Composto su libretto di Emanuel Schikaneder, Il flauto magico andrà in scena venerdì 23, domenica 25 e lunedì 26 ottobre 2026. Secondo Iván Fischer siamo al cospetto della prima opera lirica in grado di entusiasmare in egual misura il pubblico dei ragazzi e quello degli adulti: «È una favola intrisa di personaggi fantastici che colpiscono l'immaginazione dei bambini – spiega il regista e direttore ungherese – ma è anche un lavoro dai contenuti profondi capace di coinvolgere il pubblico adulto che ha imparato a conoscere i confini fra il bene e il male, fra la luce e le tenebre. Forse Il flauto magico parla ad ognuno di noi proprio perché, quando cresciamo, non ci lasciamo del tutto alle spalle il mondo delle fiabe. Semplicemente, iniziamo a vedervi qualcosa di diverso».

«L'idea di mettere in scena delle opere al Teatro Olimpico di Vicenza – prosegue il Presidente Roberto Rigoni Stern –, è venuta a Iván Fischer dopo aver conversato a lungo con Claudio Abbado, che gli aveva decantato l'incomparabile bellezza di certi teatri di provincia italiani. Negli ultimi anni di vita del maestro italiano, infatti, i due grandi direttori d'orchestra hanno intrattenuto frequenti dialoghi e scambi d'idee sull'organizzazione dei teatri d'opera italiani e sul rinnovo della fruizione della musica classica. Fischer ha più volte richiamato queste conversazioni come fonte d'ispirazione per l'ideazione del Vicenza Opera Festival al Teatro Olimpico.

La scelta di Fischer è caduta subito sul teatro palladiano grazie anche al consiglio del collega, amico e connazionale Sir András Schiff, che proprio all'Olimpico è protagonista da oltre 25 anni del festival cameristico Omaggio a Palladio».

IL CAST
Il cast selezionato da Fischer per questa produzione mette insieme cantanti che sono in cartellone nei più importanti teatri d'opera del mondo. Il ruolo di Sarastro è interpretato dal basso tedesco Franz-Josef Selig, Tamino è il tenore Julian Prégardien, la regina della notte è interpretata da Alina Wunderlin e Pamina da Samantha Gaul, reduce da un'applauditissima esibizione ai BBC Proms di Londra. Le tre dame sono Mirella Hagen, Olivia Vermeulen e Marie Seidler, mentre la coppia Papageno-Papagena è affidata rispettivamente a Markus Werba e a Sarah Maria Sun. Completano il cast il baritono inglese Peter Harvey, Stuart Patterson, Zoltán Megyesi, Ricardo Frenzel Baudisch, Thomas Zisterer e il mimo-acrobata Utka Gavuzzo. I tre genietti sono stati selezionati fra i giovani cantori del prestigioso coro austriaco St. Florianer Sängerknaben.

Iván Fischer dirige i musicisti della Budapest Festival Orchestra e il Coro della Ivan Fischer Opera Company. Nel team creativo spiccano i nomi di Andrea Tocchio, che ha curato le scene e le luci, e di Sergio Metalli, le cui installazioni digitali sono richieste nei maggiori teatri d'opera del mondo. Dopo aver debuttato a settembre alla Béla Bartók National Concert Hall di Budapest, il lavoro mozartiano firmato da Fischer a metà dicembre sarà alla Festspielehaus di Baden-Baden.

Teatro Olimpico di Vicenta, Courtesy MIC
Teatro Olimpico di Vicenta, Courtesy MIC

SUCCESSO INTERNAZIONALE
«Il fatto che il Vicenza Opera Festival registri il tutto esaurito con largo anticipo, e richiami spettatori da diversi Paesi – prosegue il Presidente Roberto Rigoni Stern –, è motivo di grande orgoglio ma anche una responsabilità per tutti noi. Dimostra che investire nell'eccellenza artistica non è una scelta elitaria, bensì una strategia capace di generare valore per l'intera città. Quando proponi un progetto di altissimo livello, con artisti straordinari e una visione culturale precisa, il pubblico risponde riconoscendo l'unicità dell'esperienza. Il Vicenza Opera Festival riesce a mettere in dialogo il patrimonio architettonico di Vicenza con interpreti e produzioni di livello internazionale, trasformando ogni appuntamento in un'esperienza irripetibile.

Ma c'è anche un aspetto economico e turistico da non sottovalutare. Chi arriva dall'estero per assistere a un'opera spesso scopre la città, i suoi monumenti, i suoi musei, la sua ospitalità e le sue eccellenze enogastronomiche. La cultura diventa così un motore di attrattività, capace di generare ricadute positive per il tessuto economico e commerciale. È questo il valore più grande del Festival: dare a Vicenza una voce sempre più autorevole nel panorama culturale internazionale, valorizzando la sua identità e dimostrando che la cultura, sostenuta dalla qualità e da una visione lungimirante, è uno dei più importanti investimenti sul futuro della città».

IL CONCERTO SINFONICO
Incastonato fra le tre rappresentazioni del Flauto magico, sabato 24 ottobre all'Olimpico la Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer presenta un originale programma sinfonico. Con il titolo “Franz Schubert e la musica dell'impero austro-ungarico”, la serata mette al centro la Sinfonia n. 5 di Schubert, i cui quattro movimenti saranno però inframezzati da una serie di brani della tradizione transilvana, klezmer e serba e da pagine in tema popolare di Mozart (Danze tedesche), Dvořák (Duetti della Moravia) e Liszt, con la celeberrima Rapsodia ungherese n. 2 eseguita al cimbalom dallo specialista Jenő Lisztes.

Così Iván Fischer intende dare risalto al virtuosismo e alla grande musicalità di alcuni artisti specializzati nel repertorio folk dell'Est Europa, tra tutti István Kádár, András Szabó e Zsolt Fejérvári agli archi, il clarinettista Ákos Ács e i fratelli Salamon, Benjamin e Áron Eredics, gruppo popolare nell'ambito della world music.

EVENTI COLLATERALI
Come nella passata edizione, nelle giornate del festival quattro gruppi da camera di giovani musicisti della European Orchestra Academy di Iván Fischer, saranno protagonisti di 30 incontri musicali in vari luoghi di Vicenza, incluse case di riposo, scuole, luoghi di lavoro e librerie. Con il Vicenza Opera Festival la Società del Quartetto consolida lo storico e profondo legame di Vicenza con l'élite musicale magiara alimentato, oltre che dalla presenza a Vicenza del maestro Fischer, anche dalla trentennale collaborazione con Sir András Schiff. Maggiori informazioni sul sito del Vicenza Opera Festival (clicca qui)