Il ritorno dei negri strafottenti

N.W.A., realismo rap americano tra Compton e Ferguson

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In sincronia con gli eventi che hanno segnato le cronache statunitensi nell'ultimo anno, tornano d'attualità i "negri strafottenti": quelli che debuttarono discograficamente nel 1988 mandando affanculo la polizia. Non a caso, ai giorni nostri, nelle strade di Ferguson, continuando a protestare contro l'assassinio di Michael Brown e le successive sopraffazioni ai danni di afroamericani perpetrate dai cops, in molti indossano la t-shirt che porta impresso lo slogan "Fuck tha Police". L'album che conteneva quel pezzo al vetriolo dà titolo alla recentissima biografia cinematografica dei Niggaz With Attitude, brevemente N.W.A.: Straight outta Compton. Indicazione inequivocabile dell'appartenenza geografica: il sobborgo meridionale di Los Angeles dove avevano radici gang famigerate quali Bloods e Crips, in sanguinoso conflitto tra loro ma alleate quando a South Central esplose nel 1992 la rivolta razziale seguita alla brutale aggressione del nero Rodney King, che vide protagonisti alcuni agenti del Los Angeles Police Department (la storia è sempre la stessa, nonostante Barack Obama stia completando il secondo mandato presidenziale...).

Venivano da lì il produttore Dr. Dre, il Dj Yella e i rappers Ice Cube, MC Ren ed Eazy-E, che finanziò l'operazione coi quattrini raggranellati spacciando droga. Roba da bassifondi: lo chiamavano "rap realista", mentre i media preferivano il più eloquente gangsta rap. Recitava il prologo dell'album, divenuto allora best seller a dispetto del bando decretato dalle emittenti radiofoniche mainstream: "State per verificare di persona la forza della consapevolezza di strada". Gli N.W.A. divennero così "il gruppo rap più pericoloso del mondo", benché in giro ci fossero i Public Enemy, "le Pantere Nere dell'hip hop". Niente politica per loro: solo vita vissuta, spesso malamente. Anzi, diciamo pure politicamente scorretti, tra bullismo, misoginia e omofobia. Indifendibili, eppure fenomenali.



Alla fine vittime di forze centrifughe: Ice Cube si allontanò nel 1989, recriminando per l'iniqua distribuzione dei diritti d'autore, e gli altri proseguirono con un altro disco, Niggaz4Life, salvo sciogliere poi le righe. Dre si mise in proprio, diventando col tempo - dopo aver lanciato la carriera di Snoop Dogg e "scoperto" Eminem - miliardario, Ice Cube provò ad ampliare l'attività recitando - con esiti altalenanti - sul grande schermo ed Eazy-E andò incontro a un destino infausto (morì di Aids appena trentunenne, nel 1995), mentre Ren e Yella continuarono a muoversi con alterne fortune nelle retrovie.

Quanto sia però profonda l'impronta lasciata dalla loro vicenda è dimostrato dal successo del biopic hollywoodiano firmato dal regista F. Gary Gray e coprodotto da Dre e Ice Cube (il cui ruolo è interpretato dal figlio O'Shea Jackson Jr.). Totale al botteghino: 60 milioni di dollari incassati nel weekend d'esordio, il doppio dei costi di realizzazione (da noi approderà in sala a inizio ottobre). A precederne l'uscita di una settimana è arrivato Compton: a Soundtrack by Dr. Dre, primo album del titolare da sedici anni a questa parte e - a dargli retta - suo "canto del cigno". Non una colonna sonora, piuttosto - ha spiegato egli stesso - "un disco ispirato al film", nel quale sfilano vecchi complici - da Eminem a Snoop Dogg - e giovani rampanti, a cominciare dal nuovo eroe di Compton Kendrick Lamar.

Da parte nostra, con un certo orgoglio campanilista, notiamo che a sorreggerne uno degli episodi migliori, "One Shot to Kill", è un campionamento dei "poliziotteschi" Calibro 35 (dal disco Ogni riferimento a fatti accaduti è puramente casuale).

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