Cuba, musica e rivoluzione

Una compilation e un libro, a cura di Gilles Peterson e Stuart Baker, per riscoprire la musica cubana tra 1975 e 1985

Cover Cuba gilles peterson
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 Cuba: Music and Revolution - Culture Clash in Havana Cuba, Experiments in Latin Music 1975-85 Vol. 1 è il titolo della raccolta, curata da Gilles Peterson e Stuart Baker, che l’etichetta londinese Soul Jazz Records ha dedicato ai nuovi stili musicali emersi a Cuba nella seconda metà degli anni Settanta e nella prima metà degli anni Ottanta: jazz, funk, tropicalia, disco, mescolati con salsa e musica latina per dare vita a una musica eccitante e, secondo i parametri cubani, sperimentale.

Cuba revolution music Gilles Peterson

Molto prima delle reti social, all’inizio del millennio, una comunità internazionale di digger riunita nell’ormai mitico forum Soulstrut cominciò in maniera pioneristica a discutere di nuovi filoni, alla ricerca incessante di groove da campionare nei DJ set. Uno dei membri più attivi di questa comunità fu il canadese Dan Zacks, autore di un podcast dal titolo Happy Jazz Show e mentore della crew Waxing Deep. Fu lui che nel 2006 lanciò, prima su CD e poi sul suo sito, la raccolta Si, Para Usted, rivelando al mondo che la musica di Cuba era ben altra rispetto a quella che Ry Cooder ci aveva mostrato nel 1997 con Buena Vista Social Club.

Con il sottotitolo The Funky Beats of Revolutionary CubaSi, Para Usted fu ristampato come doppio vinile nel 2010 dall’etichetta di Seattle Light In The Attic e fece capire che l’isola comandata da Fidel Castro non era rimasta immune dai movimenti libertari del funk che le stazioni radiofoniche di Miami facevano facilmente arrivare sui transistor dell’Avana.

I quarantacinque giri di artisti come Grupo Irakere, Grupo FA5, Orquesta Riverside, Sintesis, Grupo De Experimentación o Combo Tiempos Nuevos, marchiati Areito ma editi dalla Empresa de Grabaciones Y Ediciones Musicales (EGREM) diventarono ricercatissimi, ma c’era un problema: l’embargo imposto dagli Stati Uniti che dal 1962 impedisce il commercio con Cuba e così la maggior parte dei dischi cubani all’epoca erano disponibili solo nell’isola o nell’ex-URSS.

In questo solco s’inserisce la bellissima raccolta curata da Peterson e Baker, entrambi coinvolti da più di vent’anni nella ricerca dei suoni cubani, ed è il risultato di molti viaggi a Cuba dei due compilatori alla ricerca di vinili rari e delle buone relazioni stabilite col governo cubano e con l’EGREM, che ha messo a loro disposizione i suoi preziosi archivi.

La musica presentata in questo album riflette l’aspetto più innovativo dei gruppi che registrarono a Cuba tra la metà dei Settanta e la metà degli Ottanta, alla ricerca di una nuova identità cubana e di nuove forme musicali, bilanciando l’eredità culturale afro-cubana e la spinta rivoluzionaria di uno stato socialista.

Com’era prevedibile, alcuni dei nomi selezionati per questa raccolta comparivano già in Si, Para Usted, ma la proposta della Soul Jazz aggiunge altri validi argomenti musicali grazie a Conjunto Rumbavana, Juan Formell (con i Los Van Van), Las D’Aida, Pablo Milanés, Emiliano Salvador, Eduardo Ramos, Orquesta Ritmo Oriental, Paquito D’Rivera e Raúl Gómez.

Permettemi una digressione: Olimpiadi di Montreal 1976 e Alberto Juantorena, el caballo, vince la medaglia d’oro sia nei 400 sia negli 800 metri piani; vi ripropongo il video della finale del 400 metri – come bonus il commento è affidato a un telecronista sovietico – in cui Jantorena sconfigge, tra gli altri, tre atleti statunitensi.

La doppia vittoria di el caballo scatena l’orgoglio socialista dei cubani e il Conjunto Rumbavana dedica alle sue imprese sportive il brano “El Son del Campeón”, conosciuto anche come “El Son del Deporte”: «Juantorena corre como un corazón y su pueblo vibra de emoción», ritmo incessante e ti sembra proprio di vederlo, il popolo cubano, che corre con Juantorena.

In questa raccolta troviamo dosi generose di jazzy groove ballabili (Grupo Irakere, Las D’Aida, Pablo Milanés), letture sensuali del son (Conjunto Rumbavana), ponti tra la salsa e l’Africa con linee di basso sintetizzato (Juan Formell), esplosioni coloratissime e metalliche (Grupo Monumental) e incursioni nel jazz (Grupo de Experimentacion Sonora Del ICAIC), ma c’è spazio anche per le astrazioni pianistiche di taglio tropicale (Emiliano Salvador), funk elettrico con motori alimentati a rum (Los Reyes 73), psichedelia con Eduardo Ramos e la sua “Vocación Revolución”, derive di sunshine pop californiano (Los 5 U 4)  e strizzatine d’occhio al suono di Rio de Janeiro (Raúl Gómez), a riprova che, anche se bloccata economicamente dagli Stati Uniti, Cuba ha continuato a mantenere ampie vedute e immaginazione ricca.

Questo progetto non prevede solo musica: infatti una sua componente altrettanto importante è Cuba: Music and Revolution – Original Album Cover Art of Cuban Music, un coffee table book che si rivela un’utilissima guida per avventurarci nei vasti territori della musica cubana.

cuba cover art gilles Peterson

Credetemi, questo disco è una festa per il corpo e per la mente: ¡Que Viva Cuba!

«Abbiamo già una seria candidata per la “Raccolta dell’anno”» – Juno Records

 

 

 

                                                                 Ennio Bruno

 

 

 

 

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