Zorn nel labirinto delle immagini

Electric Masada "Essential Cinema" all'Arena del Sole di Bologna per Angelica 2010

"Rose Hobart" di Joseph Cornell (1936)
"Rose Hobart" di Joseph Cornell (1936)
Recensione
jazz
Angelica Festival Bologna
17 Maggio 2010
L’amore di Zorn per il cinema è cosa nota, basterebbe sottolineare il peso dei suoi “Filmworks” all’interno di una discografia vastissima. Il sassofonista e compositore americano va a cercare gli aspetti più fascinosi e sorprendenti della filmografia sperimentale, ricercatore di suoni a caccia di ricercatori di immagini. Per il nuovo capitolo di questo percorso “Essential Cinema”, Zorn presenta il suo rodato Electric Masada, formazione variabile, creativa e malleabile che gli permette qualunque esplorazione. Palco al buio, Zorn seduto dirige mentre le immagini scorrono tremolanti alle spalle del gruppo. Su “Rose Hobart” (1936) di Joseph Cornell, rimontaggio visionario e seducente di “Est of Borneo” (1931) di George Melford, la formazione si lascia andare ad un lungo pedale medio-lento dove vengono accumulati accenti e colori da parte di Ribot, Wollesen, Saft e Baptista. Su “Oz: The Tin Woodman’s Dream” (1967) di Harry Smith, singolare lungometraggio di animazione, la parte del leone la fa l’elettronica di Ikue Mori. Zorn finalmente imbocca l’alto su “Aleph” (1956-66) di Wallace Berman, film astratto dai ritmi mozzafiato, ed esplode una musica straordinaria. Quasi dieci minuti di improvvisazione totale, in trio con Baron e Dunn, Zorn espone in un linguaggio ornettiano un caleidoscopio inesauribile di trovate, suoni strozzati e inudibili che si fondono in modo impeccabile con le immagini. “Trasfigured Time” (1946) di Maya Deren, dal taglio onirico dove i corpi aleggiano nello spazio, vede una ricca interazione tra l’elettronica e il sapore etnico delle percussioni. Con inaspettata generosità la formazione concede poi tre bis, in pratica un secondo set pieno di energia, ambientazioni jazz-rock, spiritualità klezmer, a tratti pura violenza fonica.

Interpreti: Marc Ribot chitarra elettrica - Jamie Saft tastiere - Trevor Dunn basso el. - Joey Baron batteria - Kenny Wollesen vibrafono - Cyro Baptista percussioni - Ikue Mori elettronica - John Zorn sax alto, direzione

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