Rava e Hersch alla Casa del Jazz

A Roma Enrico Rava e il trio di Fred Hersch con Drew Gress e Joey Baron

Rava Fred Hersch Riccardo Musacchio & Flavio Ianniello
Foto Riccardo Musacchio & Flavio Ianniello
Recensione
jazz
Casa del Jazz, Roma
Enrico Rava + Fred Hersch Trio
18 Luglio 2022

Quattro musicisti di indubbio valore impegnati in un concerto diviso in tre parti, con due grandi poeti del jazz pronti a confrontarsi sul palco in una serata indimenticabile, sotto il cielo di una Roma accaldata ma sempre pronta a offrire un po’ di frescura dopo il tramonto del sole. Proseguendo questo conto alla rovescia lo zero può essere ragionevolmente riservato solo alla percentuale di pubblico insoddisfatto, tra quanti erano presenti alla Casa del Jazz per questo evento esclusivo di una rassegna – “Summertime” 2022 – comunque ricca di proposte originali.

Fred Hersch ed Enrico Rava si conoscono e si stimano da una vita ma soltanto lo scorso anno hanno provato a confrontarsi con i rispettivi strumenti. Il pianista americano e il trombettista italiano hanno così tenuto diversi concerti negli scorsi mesi e hanno registrato un promettente album che uscirà per ECM agli inizi di settembre. Questa volta però, per animare la serata insieme a Rava, Hersch ha deciso di coinvolgere gli altri due strumentisti che suonano con lui in trio, ovvero gli impagabili Drew Gress al contrabbasso e Joey Baron alla batteria. Proprio a questo formidabile trio è stata dedicata la prima parte del concerto, con Hersch vero motore ritmico e melodico, perfettamente assecondato dai due gregari in un percorso raffinato attraverso il jazz statunitense, sempre riletto in modo libero e con grande freschezza di idee. Nel pianismo di questo musicista non è solo la tradizione del jazz a ritrovare nuova linfa, le sue dita sembrano dare ancora un po’ di ascolto persino ai grandi della musica classica, da Bach a Chopin, da Ravel a Rachmaninov.

Più che come "special guest" il nostro Enrico è poi salito sul palco per iniziare a dialogare in duo con Hersch, inizialmente con fare molto improvvisativo, quasi a cercare il terreno migliore per confrontarsi, dando spazio successivamente a riletture di brani di grandi come Charlie Parker o João Gilberto (uno dei più amati da Rava), soffermandosi piacevolmente anche su quei ritmi di samba che qua e là sono circolati nell’intera serata. Con risultati di grande espressività, per questa coppia di interpreti, che accrescono l’attesa per la citata uscita discografica.

Infine – terza e ultima parte del concerto – sul palco si sono ritrovati tutti e quattro i musicisti, forse la situazione che da un lato ha consentito a Enrico Rava di scatenare maggiormente una creatività sempre condita da una sana dose di ironia e dall’altro a Hersch di proporre le situazioni espressive più efficaci e coinvolgenti. Indimenticabile, oltre all’intera serata e ad alcuni assoli di Gress e Baron, un "bolero" scritto dal pianista statunitense che ha trascinato tutti in un progressivo e inarrestabile crescendo di ritmi.

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