"Opera for Peace" inaugura la stagione del LAC Lugano
Giovani talenti provenienti da tutto il mondo in un concerto su pagine di Rossini, Verdi, Puccini, Gounod, Bizet, Wagner e Strauss. Sul podio Kamal Khan alla guida dell'Orchestra della Svizzera Italiana
15 settembre 2026 • 3 minuti di lettura
LAC, Lugano
Opera for Peace
12/09/2026 - 12/09/2026Nella suggestiva cornice montuosa e lacustre di Lugano, si è tenuta l’inaugurazione della nuova stagione del LAC Lugano Arte e Cultura, curata dal direttore generale e artistico del settore musica Andrea Amarante, il quale ha tenuto a intrattenere l’affezionato pubblico svizzero con una serata all’insegna dei sapori e dei suoni del grande repertorio operistico.
Tuttavia, l’evento non è riassumibile come un semplice concerto di arie e duetti; al contrario, si attesta come il punto d’arrivo di un progetto ben più ampio e virtuoso. Opera for Peace ha visto la ricerca e l’individuazione di giovani talenti del canto provenienti dagli angoli più remoti del globo (inclusi Sudafrica, Costa Rica e Kazakistan); dopo la consueta fase di audizioni, tenuta dallo stesso Amaranti e da un esperto del calibro del tenore Brian Jagde, i ragazzi hanno partecipato a una serie di masterclass (aperte anche al pubblico) che li hanno visti confrontarsi con maestri di alto livello come Thomas Hampson e Anna Pirozzi.
Lo sbocco naturale di questo proficuo percorso è stato uno spettacolo in cui il piacevole susseguirsi dei brani che hanno fatto la storia dell’opera lirica (erano presenti pagine di Bizet, Rossini, Wagner, Gounod, Verdi, Puccini e Richard Strauss – di cui è stato proposto, dopo l’intervallo, il sublime finale di Ariadne auf Naxos) è stato supportato dalle scene di Claudia Bersch (a volte sintetiche ma all’insegna della tradizione, altre francamente un po’ pacchiane, come nel finale con i fuochi d’artificio) e dal commento spigliato ma elegante di Davide Fersini.
Il cast era composto, come accennato in precedenza, da giovani artisti provenienti da tutto il mondo: Alec Carlson (tenore, USA), Dilan Şaka (mezzosoprano, Turchia), Inés Lorans (soprano, Spagna/Francia), Nursultan Anuarbek (tenore, Kazakistan), Andres Cascante (baritono, Costa Rica), Thandiswa Mpongwana (mezzosoprano, Sudafrica), Valentina Puskás (Ungheria/Romania), XÏA Hanxiao Wang (soprano, Cina), Youngkug Jin (basso-baritono, Corea del Sud) e Sarah Rappoport (mezzosoprano, Svizzera). Le voci degli interpreti sono risultate adeguatamente al servizio delle meravigliose melodie da loro eseguite e si è notata con piacere anche una buona predisposizione sul fronte recitativo; pertanto, la serata è da giudicarsi sufficientemente positiva sul fronte canoro, considerando che i giovani talenti hanno ancora ampio margine per migliorare la propria tecnica.
Ad accompagnarli in questa frizzante avventura nel mondo del melodramma, Kamal Khan alla guida dell’Orchestra della Svizzera Italiana. Sebbene la compagine orchestrale abbia convinto con il proprio suono robusto, compatto e omogeneo, il direttore indo-americano ha rappresentato, purtroppo, il neo della serata. La gestualità superflua e la scricchiolante gestione agogica non hanno reso giustizia alle lussureggianti melodie proposte in programma; a volte i tempi sono risultati eccessivamente dilatati (come nell’avvio di “Les tringles des sistres tintaient” da Carmen), mentre in altre occasioni la frettolosità di alcuni accomodamenti ritmici hanno indebolito oppure annullato il fraseggio richiesto per far brillare alcuni brani (è stato il caso delle pagine di Ariadne auf Naxos, la cui bellezza è stata obnubilata non poco).
In generale, non si può non apprezzare il progetto, sia per la sua intelligenza ovvero aprire la stagione all’insegna dell’opera con un occhio di riguardo alla sostenibilità economica, sia per i suoi nobili propositi cioè formare giovani talenti e mettere in luce alcune aree geografiche sovente fuori dal jet set della lirica. A margine dell’evento, dunque, risuona forte l’idea che l’opera è ovunque e può essere scoperta ovunque.