Luciano Chailly, una Cantatrice calva tra comico e grottesco
Prosegue al TLS di Spoleto l’indagine sul teatro musicale postbellico, affidata di nuovo alle ottime cure di Pizzi e Angius
08 settembre 2026 • 3 minuti di lettura
Spoleto, Teatro Lirico Sperimentale, Teatro Caio Melisso
La cantatrice calva
04/09/2026 - 04/09/2026Il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto prosegue la sua stimolante indagine sul teatro musicale postbellico italiano, focalizzandosi ancora su un titolo di un autore di ambito milanese, Luciano Chailly: La cantatrice calva è un titolo composto nel 1981-82, ma il suo orizzonte estetico si prolunga fino a decenni prima, data la scelta di un testo emblematico del teatro dell’assurdo e, in generale, delle inquietudini anti-drammatiche del teatro del secondo dopoguerra.
Rispetto a differenti assunzioni del testo di Eugène Ionesco, altrove scomposto per rappresentare tragicamente la crisi del linguaggio anche musicale (Domenico Guaccero), la soluzione di Chailly è l’ordinaria trasmutazione musicale di un libretto – confezionato dallo stesso compositore a partire dalla traduzione di Gian Renzo Morteo – proprio per valorizzarne paradossalmente il collasso della drammaturgia interpersonale moderna (agiscono tre coppie, senza che vi sia tra loro un’interazione realistica, mentre il personaggio del titolo è un vocalizzo fuori scena), la sospensione del rapporto causa-effetto negli eventi scenici, e lo sciocchezzaio borghese continuamente ripercorso.
La condotta vocale si nega perciò – con qualche eccezione per confermare l’antiregola – relazioni di domanda-risposta nell’articolazione dodecafonica del melos, e anche la mirabile scrittura strumentale suona particolarmente sghemba e imprevedibile, con una ricombinazione variativa continua di tre quintetti timbrici. L’effetto vira perciò verso il comico, ma sostanziato di un nonsense terribilmente serio, cui l’incombere ciclico dell’immagine sonora della pendola e il ritorno ad anello della situazione iniziale forniscono una sinistra inesorabilità.
Pier Luigi Pizzi era stato già il regista del corrispondente appuntamento nella scorsa edizione della stagione, il cui allestimento è stato meritatamente premiato con l’Abbiati 2025. La scelta registica per La cantatrice calva punta figuralmente sulle implicazioni sociologiche del testo, con la crisi dell’istituzione nazional-borghese agganciata a quella della drammaturgia: il palcoscenico è fasciato e arredato col disegno e con i colori della Union Jack, ma pure i personaggi vestono – stolidamente – in quegli accostamenti cromatici, incorrendo in tic o prossemiche tanto smaccate quanto grottesche; nondimeno, un orizzonte più metafisico è richiamato dal fatto che la pendola non abbia lancette…
Qui la recensione dell'appuntamento dello scorso anno. L’ottima preparazione sia vocale sia attoriale dei giovani cantanti, selezionati e pazientemente preparati dal Lirico Sperimentale, si rivela una volta di più ingrediente fondamentale per la riuscita della produzione.
Tutti sicurissimi nel contenuto musicale e nella presenza scenica, gli interpreti della serata visionata (Nicola Di Filippo come Signor Smith, Simone van Seumeren come Signora Smith, Davide Peroni era il Signor Martin, Rosa D’Alise il Signora Martin, Giorgia Cavaliere nel ruolo di Mary, Davide Romeo in quello del capitano dei pompieri, Beatrice Caterino è stata la voce della cantatrice calva) hanno dimostrato una professionalità già elevata, una capacità di studiare e affrontare con solidità tecnica titoli non di repertorio, insomma numeri più che promettenti per mettersi alla prova su più fronti di repertorio nel prosieguo dell’attività.
Marco Angius ha concertato con la consuete doti di penetrazione della partitura e di conduzione padrona del rapporto scena-buca, scegliendo di enfatizzare stavolta la qualità caustica della tavolozza timbrica e alcuni sorprendenti quanto fascinosi svuotamenti del suono strumentale, ottimamente assecondato dai Solisti dell’Orchestra Filarmonica Umbra V. Calamani. Convintissimi e prolungati, al termine, gli applausi del piccolo ma gremito Teatro Caio Melisso.