L'OPV fra Romanticismo e contemporaneità
Padova: con la pianista Maya Oganyan e il giovane direttore Sieva Borzak
23 gennaio 2026 • 3 minuti di lettura
Auditorium Pollini di Padova
Mendelssohn, Rachmaninov e Cifariello Ciardi
22/01/2026 - 22/01/2026Il concerto dell’Orchestra di Padova e del Veneto, diretta dal giovane Sieva Borzak, ha offerto un ritratto eloquente della versatilità del complesso orchestrale veneto, capace di tenere insieme leggerezza romantica, grande tradizione tardo-ottocentesca e urgenza del linguaggio contemporaneo. Borzak, vincitore a Padova del Concorso “Peter Maag” per giovani direttori d’orchestra nel 2023, ha guidato il programma con attenzione al dettaglio e chiara visione formale.
L’Ouverture dalle musiche di scena e per Sogno di una notte di mezza estate di Felix Mendelssohn-Bartholdy ha aperto la serata improntata a una leggerezza sorvegliata e a una precisione mai fredda. Borzak ha optato per una lettura agile, curata nel dettaglio timbrico, con archi scorrevoli e fiati ben cesellati, restituendo la dimensione fiabesca del brano senza indulgere in effetti oleografici. L’orchestra ha risposto con compattezza e chiarezza, confermando una solida tenuta stilistica nel repertorio romantico. Il passaggio alla contemporaneità è avvenuto con Background Checks di Fabio Cifariello Ciardi, lavoro ispirato a uno degli ultimi discorsi di Barack Obama da Presidente degli Stati Uniti, pronunciato dopo l’ennesima strage in una scuola elementare (i “background checks” del titolo si riferiscono ai controlli necessari sulla carta per acquistare armi negli Stati Uniti). Il discorso intriso di coscienza civile – e sembra davvero un’altra era geologica rispetto alla violenza verbale contemporanea – proiettato su uno schermo alle spalle dell’orchestra, viene analizzato nelle sue inflessioni prosodiche e trasformato in materiale musicale, con l’intento dichiarato di “traslare nel suono qualcosa dell’interiorità che anima l’oratore”. L’idea, pur suggestiva sul piano concettuale, risulta però depotenziata da una scrittura orchestrale accademicamente accurata ma priva di sincero respiro drammatico. Il tessuto sonoro, controllato e ben costruito, fatica a restituire la tensione emotiva e politica del testo di riferimento, privilegiando un approccio analitico rispetto a una vera urgenza espressiva. Ne risulta un lavoro interessante sul piano concettuale, ma nel complesso piuttosto sterile rispetto alle ambizioni dichiarate.
La seconda parte della serata è stata dominata dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 18 di Sergej Rachmaninov, con solista la giovane pianista Maya Oganyan. Nata a Mosca nel 2005, formatasi in Italia e già vincitrice di importanti concorsi internazionali, Oganyan ha offerto una prova di notevole spessore tecnico e musicale. Il primo movimento ha scontato qualche squilibrio nelle dinamiche orchestrali, che hanno inizialmente reso difficile l’emergere della linea solistica. Uno squilibrio tuttavia progressivamente riassorbito, permettendo al concerto di dispiegarsi, dal secondo movimento in poi, come un autentico “showcase” delle brillanti qualità tecniche ed espressive della giovane pianista: controllo del tocco, chiarezza nelle figurazioni più dense, capacità di far cantare le grandi arcate melodiche senza cedimenti retorici. Il finale, affrontato con energia e lucidità, ha suggellato una prova convincente, accolta con caloroso entusiasmo dal pubblico.
Una serata composita e tutt’altro che pacificata, che ha messo in luce non solo le qualità dell’Orchestra di Padova e del Veneto, ma anche la coerenza di un progetto artistico capace di coniugare tradizione e presente senza rinunciare al rischio. La precisione ritmica, l’attenzione ai dettagli timbrici e la sicurezza nell’affrontare una scrittura complessa testimoniano quanto la lunga “cura” decennale del direttore artistico e musicale Marco Angius abbia profondamente mutato il DNA di un’orchestra nata mozartiana, rendendola oggi una delle realtà italiane più affidabili su questo terreno.
Scelte premiate da un folto pubblico, fatto soprattutto di giovani, che ha esaurito tutti i posti disponibili nell’Auditorium “Pollini” di Padova e tributato un caloroso successo a tutti i protagonisti della serata.