Le tempeste del Pirata

Palermo: successo al Teatro Massimo per Roberta Mantegna nell'opera belliniana

Il Pirata (Foto Rosellina Garbo)
Il Pirata (Foto Rosellina Garbo)
Recensione
classica
Teatro Massimo, Palermo
Il Pirata
15 Ottobre 2021 - 20 Ottobre 2021

Sulle note della Sinfonia del Pirata vengono proiettate su un telo che funge da sipario le parole dell’”Avvertimento” che precede il libretto: l’infelice storia d’amore di Imogene e Gualtiero separati per colpa del “cattivo” duca Ernesto, così lui ora è un Pirata e lei ha sposato il duca. ”A questo punto comincia l’azione. Quel che poscia avvenisse si vedrà nel Melodramma. L’Autore ha cercato di esser più chiaro che per lui si poteva; se non vi è riuscito, se ne incolpi la necessità di esser breve”. Così al Teatro Massimo di Palermo, anche chi non ha mai ascoltato un’opera di Bellini, anche chi non sa che l’ha cantata la Callas, ha già capito che questo melodramma non finirà bene. Tra tempeste, agnizioni, duetti d’amore e di gelosia il “melodramma” messo in scena da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi ha al suo centro la prua di una nave, che ruota scossa dai marosi, quasi ago di una bussola impazzita, alla ricerca di un destino migliore ma che si concluderà con le vele rosse di sangue. Il coro canta con mascherine e visiere protettive ai lati della scena, davanti a quella nave si svolge ogni azione, anche il toccante duetto Imogene Gualtiero accompagnato con dolcezza  da Francesco Lanzillotta sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo che dimostra di trovarsi perfettamente “ a casa” in questo repertorio. Ardui sono i due ruoli maschili affrontati da Celso Abelo, intraprendente Gualtiero, (non sempre a proprio agio in una parte “impossibile” scritta per Rubini) e Vittorio Prato efficace duca. Roberta Mantegna è una Imogene tormentata, lacerata, consapevole di non avere via di scampo, cresce nel corso dello spettacolo insieme al suo personaggio e nella pazzia finale incatena il pubblico con il suo dolore e la sua bravura vocale, vorresti andare lì a consolarla, o magari a chiederle di ricantare la cabaletta. Ottimo successo in un Massimo finalmente gremito che ospitava anche 120 studenti Erasmus provenienti da diversi paesi europei

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