La cronaca musicale di uno scandalo

A Bolzano un efficace allestimento di Powder Her Face di Thomas Adés

"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)
"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)
Recensione
classica
Bolzano, Teatro Comunale
Powder Her Face
25 Marzo 2022 - 26 Marzo 2022

Appuntamento conclusivo di OPER.A Festival, la stagione della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento titolata quest’anno Larger Than Life, l’allestimento di Powder Her Face di Thomas Adés, nella produzione della Nouvel Opéra Fribourg proposta qui in prima italiana, si è rivelato equilibrato e, nel complesso, efficace.

Un risultato ottenuto anche grazie alla lettura scenica segnata da una funzionale pulizia restituita dalla regia di Julien Chavaz – assecondata dalle scene di Anneliese Neudecker, dai costumi di Severine Besson e dalle luci di Eloi Gianini – abile nel gestire le differenti situazioni con sobria pregnanza, senza concedere nulla a quella fastidiosa pruderie sovente in agguato quando si trattano temi, diciamo cosi, scabrosi.

"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)
"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)

L’opera da camera che il compositore britannico ha tratto nel 1995 dal libretto di Philip Hensher, infatti, racconta la vicenda di Margaret Campbell (1912–1993), duchessa di Argyll, balzata alle cronache degli anni Sessanta a causa dei suoi comportamenti sessuali ritenuti poco consoni alle regole dell’alta società dell’epoca, e diventata per tale ragione un caso mediatico. Ideati a soli due anni dalla la morte della stessa Campbell, i due atti che compongono questo lavoro ripercorrono la vita di quella che la stampa britannica ebbe a definire “the dirty duchess”, viaggiando avanti e indietro nel tempo sostituendo la successione cronologica con una narrazione costruita sulla giustapposizione di rimandi, situazioni e flashback differenti.

"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)
"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)

Una vicenda che può rappresentare una sorta di cronaca di un caso di revenge porn ante litteram, culminato in un processo dove la duchessa venne condannata per adulterio e atti osceni, scatenando i pruriti dei tabloid britannici ai quali sono stati consegnati a scatti fotografici in formato polaroid che la ritraevano in atti sessuali espliciti. Una storia che, anche se in prospettiva odierna si può rileggere come una sorta di ribellione della protagonista ai luoghi comuni e ai cliché della buona società dell’epoca, ha comportato l’inesorabile declino economico e sociale della duchessa di Argyll.

"Powder Her Face" (foto Fondazione Haydn di Bolzano e Trento)

Una parabola che Adés tratteggia attraverso una struttura musicale variegata e dinamica, dove rimandi a stili differenti - connotati dalle diverse epoche attraversate dalla narrazione – miscelano stilemi swing a soluzioni più ancorate a costrutti atonali, in una sorta di patchwork stilistico personale e, nel complesso, drammaturgicamente efficiente. Una materia sonora ben gestita da Timothy Redmond alla guida di un’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento a ranghi ridotti, come previsto dalla partitura. Sul fronte vocale, segnato da una cifra compositiva a tratti anche decisamente impegnativa, ottima prova di una compagine formata da Sophie Marilley (La Duchessa), Timur (L’elettricista, Il gigolò, Il cameriere, Il ficcanaso, Il fattorino), Alison Scherzer (La cameriera, L’amica, L’amante del Duca, La ficcanaso, La giornalista di cronaca rosa) e Graeme Danby (Il direttore dell’hotel, Il Duca, L’addetto alla lavanderia, Un ospite dell’hotel).

Alla fine della seconda recita – vale a dire quella che abbiamo seguito sabato 26 marzo – gli applausi del pubblico presente hanno salutato tutti gli artisti impegnati.

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