Il Ligeti favoloso

A Bologna, Musica Insieme Contemporanea presenta l’integrale pianistica del compositore transilvano

I protagonisti dell'omaggio a Ligeti (foto Guermandi Group)
I protagonisti dell'omaggio a Ligeti (foto Guermandi Group)
Recensione
classica
Bologna, Oratorio di San Filippo Neri
Tutto Ligeti per pianoforte
28 Febbraio 2019

Quando si pensa a una “integrale pianistica”, il pensiero non corre di primo acchito ai compositori del secondo Novecento. Doppia sorpresa ha pertanto destato il concerto che MICO (la sezione Contemporanea del cartellone bolognese di Musica Insieme) ha dedicato a tutte le opere per pianoforte di György Ligeti (1923-2006) sotto il titolo Il pianista favoloso: sorpresa per la scelta non scontata dell’autore e sorpresa per l’alta qualità e interesse di quasi tutti i brani presentati (90 minuti di musica, fra i quali un breve intervallo non avrebbe invero disturbato).

A ben guardare, Ligeti è forse fra i compositori cosiddetti “contemporanei” il più (inconsapevolmente) ascoltato, non foss’altro per l’inserimento massiccio di sue musiche nei film di Stanley Kubrick: ben quattro composizioni in 2001: A Space Odyssey, fra le quali spiccava Lux aeterna; poi Lontano in The Shining; da ultimo Musica ricercata nell’estremo Eyes Wide Shut.

E proprio la raccolta Musica ricercata (1951-53) è stata al centro del concerto, con i suoi 11 brani eclettici, diversissimi fra loro, di volta in volta costruiti su contrappunti, poliritmie, ostinati che sembrano anticipare il Minimalismo (di vertiginosa bellezza il n. 7: “Cantabile, molto legato”); e se a questi aggiungiamo le composizioni pianistiche del decennio precedente (Invention, i due Capricci, i Fünf Stücke a quattro mani), dove emergono le ascendenze folkloriche e jazzistiche accanto a quelle neoclassiche, risulta ben stretta per Ligeti l’etichetta di “compositore contemporaneo”, soprattutto accostato ai suoi contemporanei che si riconoscevano nei corsi estivi di Darmstadt. Da cui una maggiore fruibilità di tali musiche ancor oggi, pure di quelle posteriori, più seriose, spesso materiche, raccolte nei tre libri di Études (1985-2001), dove la sperimentazione sonora si affianca a quella sulla tecnica pianistica.

L’evento è stato suggerito da una occasione didattica virtuosa: il progetto Call for Young Performers con cui il Divertimento Ensemble forma a Milano giovani esecutori (non solo pianisti) alle esigenze della musica contemporanea. Da una masterclass dedicata a Ligeti sono stati selezionati gli otto esecutori impegnati in questa maratona concertistica. Una speciale menzione per Annalisa Orlando, forse la migliore in campo, particolarmente applaudita nella Musica ricercata; accanto a lei, Emanuele Stracchi, Mattia Cicciarella (più volte sul palco per vari brani), Giovanni Galletta, Alessia Cecchetti (un’ottima mano, suoni sempre netti e puliti), Riccardo Bisatti, Stefano Cascioli, Daniele Fasani (un millennial da tenere d’occhio).

 

 

Se hai letto questa recensione, ti potrebbero interessare anche

classica

La formazione newyorkese protagonista del secondo appuntamento del ciclo dedicato a Beethoven e Bartók alla Società del Quartetto di Milano

classica

Ottimo successo a Firenze per La clemenza di Tito importata da Parigi e con Federico Maria Sardelli sul podio

classica

Il Bologna Festival inaugura la sua 38ª edizione con il grandioso oratorio händeliano Solomon in versione temperata