Gamba alla Scala per Milano Musica

Sul podio dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

SJ

19 maggio 2026 • 3 minuti di lettura

Michele Gamba (Foto DocServizi Sergio Bertani OSN Rai)
Michele Gamba (Foto DocServizi Sergio Bertani OSN Rai)

Milano, Teatro alla Scala

Gamba, Osn Rai

18/05/2026 - 18/05/2026

Programma accuratamente studiato quello del concerto dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Gamba all'Auditorium Rai di Torino il 15 maggio per Rai NuovaMusica e il 19 alla Scala per Milano Musica (a cui si riferisce questa scheda), perché le precise indicazioni letterarie ne possono chiarire gli accostamenti.

In apertura il brano di Carmine Emanuele Cella, commissionato da Ircam e Milano Musica, ha per titolo When the moon of mourning is set, citazione da Finnegans Wake di Joyce, una riflessione sull'elaborazione del lutto e musicalmente un invito ad abbandonarci all'emozione dell'ascolto in attesa che l'apparente caos si dissolva nel silenzio. Solista è lo straodinario Minh-Tâm Nguyen delle Percussions de Strasbourg, che suona un vibrafono "aumentato", vale a dire collegato elettronicamenre alle quattro grancasse in proscenio che vanno in risonanza con lo strumento e gli armonici prodotti dalla sala stessa. Come se l'elettronica si mettesse a improvisare acquistando una vita tutta sua, tanto che in un breve passaggio nessuno suona, ma interviene l'intelligenza artificiale a coprire il vuoto. I primi due tempi sono caratterizzati da un virtuosismio acrobatico, mentre il Lento si allarga in una meditazione che si conclude con una evanescenza. Difficile improvvisarne un'analisi, l'ascolto è risultato gradevolissimo e al termine meritatamente salutato con lunghi applausi anche al solista e al compositore.

Di seguito Siren's song per orchestra di Péter Eötvös che si ricollega al suo Sirens Cyrcle per quartetto d'archi e soprano (eseguito nel pomeriggio nel foyer della Scala dal Quartetto Nous col soprano Alda Caiello, sempre per Milano Musica) e che a detta del compositore è ispirato al racconto di Kafka in cui le sirene tacciono, all'Odissea e alle glassolalie dell'attacco dell'undicesimo capitolo dell'Ulisse di Joyce (le adescatrici si svelano dopo, dietro il bancone del bar). Il piglio leggero di Eötvös sembra comunque evocare quanto circonda Ulisse legato all'albero della nave: il vento, le onde, le voci stridule delle sirene, con sonorità quasi tangibili, compatte. 

I don't know how to cry di Haas, alla sua prima italiana, è risultato il più complesso e ricco del programma. Lo stesso autore dice di essersi ispirato a una poesia di Jill Carter che denuncia gli orrori del nostro tempo, dalle guerre ai profitti di chi produce armi e le commercia, ma per quanto riguarda la composizione Haas ha articolato un canto angoscioso, senza speranza, ma di maestosa dignità, non a caso si sentono a un tratto gli echi del finale del Crepuscolo degli dei, come pure una coinvolgente aura mahleriana, illuminata a tratti da squarci sonori violentissimi.

La direzione di Michele Gamba è quanto di meglio poteva capitare a simile impervio programma, per il controllo minuzioso che ha saputo avere di ogni sezione della grande orchestra Rai e per l'assoluta trasparenza di suono. A fine serata lunghi applausi per tutti, anche da parte di molti ascoltatori che prima del concerto esprimevano dubbi sull'esito.