Europa Galante si reinventa le Stagioni

Originale rilettura dell’opera di Vivaldi da parte dell’orchestra di Fabio Biondi per i 50 anni del Teatro Due di Parma

Orchestra Europa Galante, direttore e violino solista Fabio Biondi (foto Andrea Morgillo)
Orchestra Europa Galante, direttore e violino solista Fabio Biondi (foto Andrea Morgillo)
Recensione
classica
Parma, Teatro Due
Le Quattro Stagioni di Vivaldi, Orchestra Europa Galante
20 Ottobre 2021

Fabio Biondi pare proprio prendere sul serio il titolo Il Cimento dell’Armonia e dell’Inventione che connota la raccolta di dodici concerti per violino, archi e basso continuo composti da Antonio Vivaldi e pubblicati come “opera ottava” dell’editore Michel-Charles Le Cène ad Amsterdam nel 1725. Ed è proprio mettendo l’accento su quella “invenzione” evocata dal titolo stesso che il direttore alla guida della sua Europa Galante ha segnato la sua lettura delle celeberrime Quattro Stagioni, vale a dire i primi quattro concerti della raccolta citata, per festeggiare qualche sera fa i 50 anni dalla fondazione del Teatro Due di Parma.

In verità, la data ufficiale delle celebrazioni è il 30 ottobre, giorno nel quale, nel 1971, nasce a Parma La Compagnia del Collettivo, un gruppo di artisti che ha attraversato gli anni Sessanta lungo l’esperienza dei Centri e dei Festival Internazionali del Teatro Universitario, luoghi di incontro e formazione per le future personalità del teatro europeo. In questo quadro, il capolavoro vivaldiano è stato il fulcro dello storico allestimento di Marat-Sade di Peter Weiss, ideato e diretto da Walter Le Moli, una delle produzioni di riferimento nel percorso artistico e culturale di Teatro Due, la cui prima edizione risale al 1985.

Marat-Sade fu un imponente progetto, unico nel suo genere, in cui il capolavoro della drammaturgia del Novecento fu innestato sulla partitura vivaldiana, dando così una funzione di primaria importanza drammatica non solo alla musica, ma alla presenza dell’orchestra in palcoscenico. Il lavoro ebbe un secondo allestimento nel 1986 a Parigi presso la Maison Culture 93 Bobigny con un cast francese, mentre nel 2005 il lavoro fu riallestito, con la produzione di Fondazione Teatro Due, Teatro Stabile di Torino e Teatro di Roma andando ancora oltre: il testo di Weiss fu letteralmente inserito nella partitura vivaldiana, come un vero libretto d’opera, facendo diventare Marat-Sade un vero e proprio esperimento di melo-dramma con gli attori impegnati in una sorta di inedito recitar-cantando declinato secondo il ritmo imposto dalle note.

Europa Galante - Vivaldi le quatttro stagioni (Opus 111, 1991)
Europa Galante - Vivaldi le quatttro stagioni (Opus 111, 1991)

Dalle invenzioni drammaturgiche rievocate nel lungo percorso condiviso tra Teatro Due e Europa Galante si è quindi arrivati l’altra sera alla reinvenzione in diretta di una pagina musicale tra le più celebri e celebrate del repertorio classico e che Fabio Biondi ha restituito attraverso una cavalcata interpretativa fantasiosa e vivacissima. Un esperimento che il direttore con la sua compagine orchestrale aveva già avviato nel 1991 con l’incisione dei concerti vivaldiani realizzata per l’etichetta Opus 111 e premiata con il Diapason d'Or.

Un approccio originale, se volgiamo a tratti anche spiazzante rispetto a certa tradizione interpretativa, che Biondi e compagni hanno ribadito anche in occasione di questo concerto, lanciando il segno espressivo attraverso le trascinanti campate di una lettura ora estremamente nervosa, ora nutrita di una riflessività mai molle o compiaciuta, bensì asciutta e pregnante al tempo stesso. Una lettura la cui cifra fa apparire superflua la descrizione pedissequa del carattere restituito in ogni singolo movimento, anche perché è soprattutto nello scorrere complessivo del discorso musicale, estremamente rapido e stringato, che ci appare il senso di un carattere interpretativo che reinventa queste pagine celeberrime, restituendone una proposta decisamente originale, certo molto distante da determinate convenzioni, ma capace di restituisce una freschezza di ascolto che funziona.

E funziona anche per il pubblico il quale, se non proprio in maniera unanime, ha in larghissima misura salutato con palese entusiasmo questa sorta di folle corsa musicale, applaudendo anche i due bis che hanno chiuso la serata.

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