Contenitori pop

Hiromi in trio al Teatro Romano di Fiesole per l'Estate Fiesolana

Recensione
jazz
Estate Fiesolana Fiesole
02 Luglio 2015
Comunque si leggano le dichiarazioni della pianista giapponese riguardo ad una musica, la sua, senza etichette che spazierebbe da Bach a Oscar Peterson, dai King Crimson agli Sly & the Family Stone, la verifica, sia discografica che live, è purtroppo altra cosa. Ben venga una musica senza etichette ma quando questa si traduce in un contenitore pop che omologa tutto allora qualcosa non torna. Anche l’esibizione nella fascinosa ambientazione del Teatro Romano di Fiesole con il suo Trio Project – Anthony Jackson alla chitarra basso e Simon Phillips alla batteria – conferma questi timori. La Uehara come sempre stordisce con la sua incontenibile sfavillante energia distribuita su un controllo dinamico della tastiera davvero notevole. Tutto questo bagaglio strumentale viene però disperso in una superficiale, a tratti accattivante, linea espressiva che smussa angoli, pianifica passioni. Rimangono ancora evidenti le influenze afroamericane: il colore del piano modale di McCoy Tyner, le frase sinuose e rapide di Chick Corea, alcune audacie armoniche di Art Tatum come qualche grappolo di blue notes dal sapore funky, tutti elementi però che oramai si muovono come fantasmi sullo sfondo di una musica che, nella ricerca di una semplificazione melodica, perdono il loro valore estetico e stilistico. In fondo bastava dare un’occhiata alla monumentale, luccicante batteria rock di Phillips, molto vintage anni Settanta, per capire quale sarebbe stata la strada. Agile ed elegante la pulsione del basso di Jackson, anche se a volte oscurato dai volumi dei compagni. Insomma niente di nuovo sotto il sole: un grande talento, quello di Hiromi Uehara, con forti radici culturali, diluito in un pop melodico esposto come possibile, ma neutro, contenitore di passioni e miti.

Interpreti: Hiromi Uehara: pianoforte; Anthony Jackson: chitarra basso; Simon Phillips: batteria

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