American elisir
Al Teatro delle Muse di Ancona Elisir d'amore apre la stagione lirica
06 ottobre 2026 • 2 minuti di lettura
Teatro delle Muse "Franco Corelli", Ancona
Gaetano Donizetti, Elisir d'amore
04/10/2026 - 04/10/2026La stagione lirica del Teatro delle Muse “Franco Corelli” di Ancona si apre con una nuova produzione di L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, firmata nella regia, scene e luci dal direttore di Marche Teatro Giuseppe Dipasquale. Sul podio il giovane direttore italiano di origini persiane Aram Kacheh, classe 1997, vincitore nel 2024 del Premio della Critica al Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra Guido Cantelli (oltre ad altri quattro riconoscimenti all’interno della medesima competizione). Piglio sicuro, gesto preciso, Kacheh ha diretto con autorevolezza l’Orchestra “G. Rossini”, articolando con chiarezza i diversi piani sonori e creando dei buoni equilibri tra buca e palcoscenico.
Ottimo anche il cast, nel quale è spiccato Giuseppe Infantino in Nemorino, apprezzato per il bel timbro di voce, voluminosa e ben proiettata: il personaggio, espressivo nelle pagine “larmoyantes” e goffo, ingenuo e credulone in quelle giocose, è stato reso con proprietà vocale e attoriale. Al suo fianco e ugualmente ragguardevole la Adina di Maria Laura Iacobellis, che ha spiccato per sicurezza e duttilità vocale, oltre che per la bellezza naturale della voce.
Belcore è stato poi il baritono Vittorio Prato, voce corposa e solida; Dulcamara è stato interpretato dal basso Maharram Huseynov - che si è formato nelle Marche all’Accademia d’Arte Lirica di Osimo e all’Accademia Rossiniana di Pesaro – reduce da un acclamato Requiem di Verdi, diretto da Riccardo Muti con i Wiener Philarmoniker al Festival di Salisburgo. Originario dell’Azerbaigian, Huseynov si è distinto sia per le qualità vocali che per l’impronta giocosa data al personaggio, complice anche il costume da turco con tanto di fez che ben si sposava con i suoi tratti mediorientali. Il cast era completato da Eleonora Boaretto nei panni Giannetta, apprezzata per la limpidezza del timbro e la perfetta intonazione. Il Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini“, preparato da Christian Starinieri, ha dato una buona prova sia sul piano vocale che nei movimenti scenici.
L’opera era ambientata in un ranch americano negli anni ‘50: cassoni, balle di paglia e tutt’intorno una palizzata di legno, con appena la silhouette del paesaggio sullo sfondo, hanno costituito la scenografia fissa di tutta l’opera; lo scorrere del tempo era segnato dall’accenno del disco solare offuscato che andava tramontando, per lasciare spazio alla luna.
L’ambientazione country era sottolineata dai costumi di Stefania Cempini: salopettes, camperos, camicie a scacchi, frange e cappelli da cow boy abbigliavano allegramente il coro e i personaggi principali. Lo spettacolo, la cui partitura ha avuto il pregio di essere eseguita senza i consueti tagli, è stato molto gradevole e ha riscosso buon successo di pubblico.