Early Music Stories #168

L’amorosa guerra dell’opera "Il Schiavo di sua moglie" di Francesco Provenzale

PS

27 luglio 2026 • 2 minuti di lettura

Il schiavo di sua moglie © Cinzia Coppolecchia - Festival della Valle d'Itria
Il schiavo di sua moglie © Cinzia Coppolecchia - Festival della Valle d'Itria

L’opera di Francesco Provenzale Il schiavo di sua moglie, messa in scena per la prima volta in epoca moderna nella 52° edizione del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, venne scritta per celebrare l’arrivo in città nel 1672 del nuovo viceré di Napoli, il marchese d’Astorga, e fu rappresentata in suo onore nel Palazzo Reale.

Il libretto di Francesco Antonio Paolella è liberamente ispirato al tema della nona fatica di Ercole, ma si allontana dalle fonti letterarie di Giustino e Diodoro Siculo, per sviluppare gli intrecci amorosi e i travestimenti caratteristici dell’opera del Seicento.

I greci Ercole, Teseo, Timante e Atreste arrivano sulle rive del fiume Termodonte dove regnano le amazzoni Ippolita e Menalippa, che vinte in battaglia finiranno per innamorarsi dei guerrieri nemici. Il gioco degli equivoci, favorito dalla presenza e dai commenti di tre personaggi comici, il paggio Lucillo, la vecchia nutrice Melinda e il giardiniere napoletano Sciarra, si propaga nei tre atti dell’opera, e culmina nei travestimenti di colui che è creduto Timante, ma in realtà è il marito di Menalippa, Leucippo, che la prima volta si finge suo fratello gemello. Nel travestimento successivo del terzo atto si presenterà nelle vesti di un prigioniero turco, dal nome Selim, che verrà ceduto da Ercole a Menalippa come suo schiavo - ecco svelato il titolo dell’opera - senza però interrompere la catena dei malintesi e dei complessi intrecci amorosi che si risolverà solo nel lieto fine.

L’opera è stata eseguita nel Chiostro del Carmine di Martina Franca con la direzione di Antonio Florio e la regia e le scene di Rita Cosentino, dalla Cappella Neapolitana e un cast vocale composto da Francesca Palitti, Lilliana Zolotoukhina, Francesca Lo Verso, Chiara Scannapieco, Angelo Testori, Michele Galbiati, Valerio Ilardo, Mauro Pedrero, i quali si sono perfezionati nella Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti", e Candida Guida.

Nella prima parte del podcast Florio, al quale si deve la riscoperta di Provenzale, descrive il carattere di quest’opera che dimostra l’originalità e la vivacità del teatro musicale napoletano del Seicento.

Nella seconda parte la regista Cosentino racconta gli aspetti principali della sua lettura dell’opera di Provenzale e del lavoro fatto insieme ai cantanti per l’interpretazione scenica e l’approfondimento dei caratteri di ciascun personaggio.

Le interviste e gli esempi musicali sono stati registrati in occasione della prova generale.