Early Music Stories #166
La prima opera di Cavalli restaurata conclude il Monteverdi Festival di Cremona
02 luglio 2026 • 1 minuto di lettura
Grazie al Monteverdi Festival e al lavoro di restauro compiuto da Antonio Greco, nel Teatro Ponchielli di Cremona è stata messa in scena per la prima volta in epoca moderna la prima opera scritta da Francesco Cavalli su libretto di Orazio Persiani intitolata Le nozze di Teti e Peleo.
L’opera in un prologo e tre atti venne rappresentata nel Teatro San Cassiano di Venezia nel 1639, appena due anni dopo l’apertura di quello che nella storia della musica viene ricordato come il primo teatro impresariale, aperto a un pubblico pagante, ed è la prima partitura sopravvissuta che testimonia la pionieristica attività impresariale destinata a modificare le caratteristiche dello stile e della forma del teatro musicale barocco.
La sua importanza è dovuta anche alla qualità della musica del compositore che con Le nozze di Teti e Peleo aveva portato l’innovativo stile del recitar cantando ai suoi massimi livelli espressivi, con il suo flusso ininterrotto di musicalità scenica non ancora cristallizzato nella formula dell’alternanza di arie e recitativi.
L’opera è stata eseguita dall’Orchestra e Coro Cremona Antiqua e da un giovane cast composto da Valentina Ferrarese, Ferran Albrich, Danilo Pastore, Matteo Straffi, Angelo Testori, Alessandro Ravasio, Jorge Navarro Colorado, Mara Gaudenzi, Marzia Marzo, Benedetta Zanotto, Arrigo Liverani Minzoni, Matteo Laconi, Giacomo Pieracci, Maximiliano Danta, Gaia Ammaturo, Alessandro Simonato e Marcello Zinzani, con la regia di Petra Deidda.